Pope. Dal Segno
al Colore
25/09/09 > 07/01/10 - Piazzola sul Brenta (PD)
Villa
Contarini a Piazzola sul Brenta, “la Reggia delle Ville Venete”,
apre i suoi spazi al contemporaneo.
La magnifica residenza, recentemente acquisita dalla Regione del Veneto,
torna così ad una tradizione illustre che già negli
anni Sessanta la vide ospitare artisti prestigiosi accanto a “nuove
promesse” che sono oggi nomi internazionalmente affermati.
Per l’avvio di questa nuova stagione di villa Contarini la Regione
Veneto ha scelto Pope - Giuseppe Galli ( Portogruaro 1942): uno dei
protagonisti della nuova ricerca pittorica.
Pittore particolarmente raffinato e rigoroso, via via capace, senza
bisogno di ricorrere ad alcuna imitazione o riferimento esterno, di
coltivare una sempre più articolata espressività, Pope
può essere considerato uno tra i più creativi esponenti
della cosiddetta Pittura Analitica, impostasi all’attenzione
della critica e del collezionismo, in Italia e in Europa, a partire
dagli Anni Settanta.
L’esposizione presenta una vasta e sceltissima antologia di
dipinti - spesso di grandi dimensioni - dagli anni Sessanta ai giorni
nostri. Con l’obiettivo di valorizzare l’opera di un artista
ormai giunto alla piena maturità e che, pur avendo goduto dell’interesse
e dell’attenzione di poeti, critici e storici dell’arte,
non ha forse ancora ottenuto riconoscimenti adeguati al valore e alle
qualità della sua ricerca.
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida
di Bruno Saetti e di Giuseppe Santomaso, dopo aver esordito con alcune
iniziali ricerche di matrice informale, Pope si è dapprima
impegnato in un’inventiva analisi degli emblematismi Pop, per
approfondire quindi più complesse indagini geometrico-percettive,
caratterizzate da una elaborata elaborazione progettuale delle concentrazioni
e dispersioni delle energie luminose.
In seguito, liberatosi, già a partire dai primi anni Settanta
da ogni ossequio alle istanze ottico visuali, Pope ha indirizzato
la propria creatività a una approfondita riflessione sui vari
elementi e sul linguaggio stesso della pittura: nascono così
i suoi Percorsi variabili caratterizzati dalla iterazione di bande
cromatiche di uguale larghezza, costituite da due toni leggermente
discontinui dello stesso colore, dispiegate a coprire interamente
la superficie del quadro, innestando un sottile gioco di uniformità
e di differenze.
Pur apparentemente uguali, nessuna delle bande cromatiche che pervadono
la superficie, proprio per l’obliquità che le informa,
è infatti identica a qualsiasi altra.
Ben presto Pope mette in questione i suoi stessi propositi operazionali,
velando le sue opere precedenti di una sottile patina dorata. Lungi
dal ridursi a mera fattualità, tale apparente cancellazione
apre la strada a una sempre più puntuale riflessione sulle
singole componenti della pittura e sulle loro relazioni dialettiche:
tra supporto e superficie, tra colore e configurazioni immaginative,
tra energia e controllo, studiate in un nuovo rapporto con lo spazio
e l’ambiente anche tramite il frazionamento, in più parti,
del piano dell’opera e la sua libera ricomposizione sulla parete.
Avvicinatosi alle posizione della cosiddetta Pittura Analitica, mentre
nel frattempo si moltiplicano le occasioni espositive e le sue partecipazioni
a importanti rassegne e simposi in Italia e all’estero, Pope
verrà sviluppando la propria creatività in una posizione
di singolare equilibrio tra l’esplicarsi di una dirompente immediatezza
espressiva di origine segnico-gestuale e l’approfondimento di
più controllate istanze astrattiste di ambito razionale.
L’emergere dell’evento cromatico appare così, non
senza conflitti e linee di frizione, pur se ricomprese in un ordine
strutturale e costruttivo, mentre per contro la forma non si mostra
mai racchiusa in una intangibile, geometrica perfezione, lasciando
così affiorare il pungente sapore della vita anche se trasfigurato
nella creativa dimensione dell’opera.
In questo orizzonte, molteplici emergono allora i riferimenti alla
storia della pittura contemporanea; dalla vastità delle superfici
di Clyfford Still alla perentorietà della cosiddetta Pittura
Segnaletica, dall’impetuosa energia degli oscuri tralicci di
Franz Kline, alla spirituale libertà del suprematismo di Malevitch,
alla contemplativa metodicità delle immagini di meditazione
di Albers.
Nelle sue opere più recenti, Pope è andato sempre più
affinando la qualità della propria pittura che, nella sempre
più raffinata e vibrante perfezione del ductus, nella sottile
invenzione dei timbri coloristici, nella calibrata delineazione e
curvatura dei contorni, tali da conferire talvolta ai suoi splendidi
velari cromatici una sottile virtualità spaziale, va sempre
più qualificandosi come una irrinunciabile ricerca di bellezza,
in opposizione alle brutture e alle cialtronerie che spesso ci circondano.
La mostra sarà corredata da un catalogo di oltre 150 pagine
(a cura di Dino Marangon), con 80 riproduzioni a colori e apparati
biobibliografici e con testi e interventi di Isabella Panfido, di
Michele Beraldo, di Diego Collovini, del filosofo Luigi Perissinotto
e dello stesso Marangon.
Pope. Dal segno al colore
A cura di Dino Marangon
Inaugurazione: 25 settembre, ore 18
Periodo: 26 settembre 2009 – 7 gennaio 2010
Villa Contarini
Piazzola sul Brenta (Padova)
Orari: 10 - 18 (sino al 31 ottobre); invernale: 10 - 16 (mercoledì
chiuso, escluso mercoledì 6 gennaio). Chiuso inoltre Natale
e Capodanno.
Ingresso alla Mostra: gratuito. Ingresso alla Villa: interi euro 5,50,
ridotti 4,50.
Per informazioni e prenotazioni: www.villacontarini.com
villacontarini@regione.veneto.it tel. 049.8778272
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Pope. Dal Segno al Colore
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