La
Galleria Borghese celebra Caravaggio, in occasione del IV centenario
dalla morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti di uno dei
grandi artisti della seconda metà del XX secolo, Francis Bacon,
di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita. Due personalità
estreme, entrate nell’immaginario collettivo come artisti “maledetti”,
che hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza
con pari intensità e genialità inventiva.
A distanza di quattrocento anni queste personalità sconvolgenti
si incontrano per la prima volta alla Galleria Borghese, arricchita
da trenta capolavori dei due maestri, provenienti dai maggiori musei
del mondo.
La mostra alla Galleria Borghese offre un accostamento tra i dipinti
di Caravaggio e quelli di Bacon, proponendo allo spettatore di aderire
all’eccezionale esperienza estetica che ne consegue, piuttosto
che seguire una consueta ricostruzione storico critica.
Non vuole quindi teorizzare dipendenze di Bacon da Caravaggio, ma
provocare le suggestioni visive, evocare corrispondenze spontanee
risultanti da accostamenti formali. Bacon non ha nulla di Caravaggio
e non si è ispirato a lui, ma se c’è un artista
del nostro tempo che può essere equiparato a Caravaggio è
proprio Bacon.
Caravaggio e Francis Bacon sono tra gli interpreti più rivoluzionari
e profondi della rappresentazione della figura umana. Entrambi, nelle
diversità della loro poetica e del loro tempo, hanno penetrato
con sconvolgente originalità il mistero dell’esistenza
e dell’arte, rappresentando la verità spirituale nella
più traumatica immediatezza della carne.
Il confronto diretto tra le opere, tuttavia, è l’opposto
della prassi di Bacon, che ha sempre rifiutato l’accostamento
delle sue opere a quelle degli artisti del passato, molti dei quali
egli amava con grande competenza. Il suo occhio sui grandi maestri
era di stupefacente genialità, così avanzato da non
comportare necessariamente l’influenza diretta sulla sua pittura.
Le sue innumerevoli fonti figurative, anche quelle di provenienza
artistica, sono d’altronde sempre filtrate dalla mediazione
fotografica, attraverso cui una esorbitante quantità di immagini
colpisce la sua percezione, senza ordine logico che non sia quello
istintivo richiesto dalla nuova opera in via di creazione.
Ma questa mostra non può che prescindere dalla ricostruzione
ipotetica delle volontà degli artisti e della loro storia.
Il vero protagonista della mostra è lo spettatore, messo all’interno
della scenografia della Galleria Borghese. Il museo è uno spazio
della contemplazione, necessariamente impone le proprie condizioni
alle opere degli artisti che avevano previsto, nel caso di Caravaggio,
condizioni originarie diverse, ad esempio quelle dell'altare o della
raccolta privata. Le opere assumono nel contesto ambientale del Museo
un’esistenza autonoma.
Allora, seguendo la vocazione della Galleria Borghese, è Caravaggio
a chiamare Bacon, perché come lui esprime un approccio profondo
verso l’esistenza, superando la consapevolezza e la capacità
di espressione logica della cultura della sua epoca.
L’accostamento e le corrispondenze emotive che ne derivano esaltano
la rappresentazione più diretta e traumatica dei grandi temi
dell’esistenza umana, espressi nella verità della carne.
Questo ci consente di contemplare quanto di più interiore,
sconvolgente e aberrante il pennello di entrambi i pittori abbia incontrato
nell’indagine profonda dell’animo umano.
Caravaggio e’ intimamente legato alla storia della Galleria
Borghese, luogo privilegiato per celebrare il quarto centenario dalla
sua morte. A Scipione Borghese, infatti, erano destinati i due dipinti
che recava con sé al momento della morte, ed è con il
Cardinale che egli ebbe il rapporto più intenso e storicamente
più ricco di conseguenze. La Galleria Borghese mantiene vive
le tracce di questo rapporto attraverso sei capolavori, il Fanciullo
con canestro di frutta, Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri,
Davide con la testa di Golia, San Gerolamo scrivente e San Giovanni
Battista, tramite i quali è possibile illustrare l’intero
arco della sua vita.
La collezione permanente della Galleria Borghese verrà arricchita
da opere chiave della sua produzione come la Negazione di Pietro dal
Metropolitan di New York, la Caduta di Saulo da Santa Maria del Popolo
a Roma, il Martirio di Sant’Orsola l’ultimo Caravaggio
da Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli o il Ritratto di Antonio Martelli,
Cavaliere di Malta da Palazzo Pitti.
A queste verranno affiancate le tele di Francis Bacon provenienti
dai maggiori musei del mondo, eccezionalmente concesse alla Galleria
Borghese dopo la monografica organizzata dalla Tate Modern assieme
al Prado e al Metropolitan. Opere in cui l’artista inglese,
con maggiore intensità, ha voluto indagare il mistero dell’anima
attraverso la rappresentazione ideale del corpo, un corpo che ci appare
sconvolto e deformato ma, soprattutto, sofferente.
Alle opere di Caravaggio verranno quindi affiancati 20 capolavori
di Francis Bacon: i grandi trittici come Triptych August 1972 dalla
Tate Gallery di Londra e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus
dall’Astrup Fearnley Museum di Oslo, le sue immagini di papa
Innocenzo X di Velazquez come Head VI dalla Arts Council Collection
di Londra, i ritratti come Study for a portrait of George Dyer, Portrait
of Isabel Rawsthorne 1966 dalla Tate Gallery o Three studies of Lucian
Freud.
Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Motta Cultura con marchio
Federico Motta Editore.
Caravaggio - Bacon
Curatore: Anna Coliva e Michael Peppiatt
Periodo: 2 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010
GALLERIA BORGHESE
Piazzale Scipione Borghese 5
Roma
Orari: tutti i giorni, escluso il lunedì – dalle 9.00
alle 19.00
Ingresso: interi € 11,50 per mostra e Galleria Borghese, più
diritto di prevendita; la prenotazione è obbligatoria. Prenotazioni:
tel. 06 32810 – www.ticketeria.it
Servizio Educativo: tel. 06 8413979 – fax 06 8840756 serveducpoloroma@gmail.com
Informazioni: www.mondomostre.it
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