Toys... What A
Pleasure.
Mostra Collettiva
03/10/09 > 24/10/09 - Pescara
“Toys…
What a pleasure” è un percorso giocoso e divertito, di
rimandi visivi tra le diversità e complementarietà di
pittura, fotografia, installazioni e video, alla ricerca del “mondo
dell’ironia e della leggerezza” e dell’affermazione
di quell’immaginario infantile, carico di ricordi, tanto vivo
in ciascuno di noi.
Un mondo, forse lontano, distante dal divenire quotidiano, ma che
per ciascuno di noi rappresenta uno scrigno segreto di significati
ed allusioni, che inevitabilmente si confondono e si sovrappongono
alla quotidianità e all’inquietudine della vita moderna.
Le opere porteranno a creare una sinergia dialettica con lo spettatore,
divertendolo e giocando con esso.
Un piccolo “parco giochi” che destabilizzerà il
classico concetto austero ed “alto” dell’arte.
I giocattoli, i personaggi dei fumetti, le bambole, diventano assoluti
protagonisti di narrazioni surreali (ma nemmeno troppo), dove la finzione
e il paradosso, creano un confronto tra la scala ridotta dei personaggi
e quella grande del paesaggio e delle cose reali.
Gli artisti, legati ad un mix narrativo di cultura di massa e neo-pop,
ciascuno con una propria forte identità espressiva, raccontano
la propria sensibilità, la propria vita attraverso simboli,
giocattoli e visioni giocose. Si recuperano modelli e icone della
cultura giovanile: dagli eroi dei cartoni animati, al mondo delle
bambole, ai pupazzi, ai peluche.
I rimandi alla memoria e alla giocosità dell’infanzia
si manifestano nella rappresentazione delle opere di Alessia Cocca,
attraverso la caduta del “primo dentino”, nelle quali
rivivono l’attimo di smarrimento e il senso del possesso,
o ancora come per i veri e propri set cinematografici di Stefano
Tedioli, nei quali i giocattoli sono “[…] attori buttati
nella mischia, in pasto al mondo vero, quello pericoloso e sconosciuto
che sta fuori […]”.
E se per Marco Minotti, i personaggi manga ripropongono scene e
sentimenti “umani” ambientati in scenari floreali di
una natura reinventata, dal chiaro sapore pop, la stessa natura
(con i propri suoni, luci, segni e quasi odori) spesso prende il
sopravvento sulle movenze e la vita della bambola, che per Barbara
Agreste ricorda il mondo complesso della figura femminile. Nei suoi
video si raccontano emozioni intime e personalissime.
Infine, per Michela Muserra le bamboline sono “[…] donne
vestite da bambine che fingono un’ingenuità e una purezza
forzata o bambine vestite da donne che giocano con un concetto di
malizia e cinismo che in realta non le appartengono. […]”.
Angelo Raffaele Villani
Artista: Barbara Agreste, Alessia Cocca, Marco Minotti, Michela Muserra,
Stefano Tedioli
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