Alejandro Vidal.
Hell Is A Place Where Memory Is Dead
21/09/09 > 21/10/09 - Milano
Segnalatosi
per una estetica della violenza, oltraggiosa e stilizzata allo stesso
tempo, Alejandro Vidal ha prodotto in questi anni serie fotografiche
e video che ora figurano nelle più importanti rassegne internazionali.
Scenari rave e techno, comunità emotive punk-rock, rituali
di lotta e di autodifesa, tribù urbane con teste rasate e tatuaggi,
costumi black metal e pose ambiguamente sessuali, sono il campionario
visivo del suo lavoro. Una collezione di eroi alla deriva che sfidano
in un faccia a faccia lo spettatore con bastoni da hockey in mano,
guanti di cuoio, pistole in pugno, stiletti tra i denti.
Ma se uno credesse di cogliere in queste immagini frammenti di
vita, realtà e documenti si sbaglierebbe. Ognuno non vi trova
altro che segni. Stereotipi in luogo di personaggi concreti. Codici
comportamentali piuttosto che azioni sovversive. Set artificiali
al posto di inquadrature “vere”. Nient’altro che
regole invece che la loro trasgressione. Tutto è attentamente
studiato, ogni dettaglio è meticolosamente calcolato: pose,
abbigliamento, accessori, ambienti, close-up e fuori-fuoco. Quello
di Alejandro Vidal è una sorta di teatro nel teatro. Si manipola
solo ciò che è già stato manipolato per svelare
l’artificio e ricondurre l’immagine ai suoi limiti.
Ma l’oggetto della sua ricerca non è il “simulacro”
o, per dirlo con Paul Virilio, la derealizzazione mediatica dell’esperienza
come tale.
La critica della rappresentazione di Alejandro Vidal non è
quella rivolta alla mercificazione dell’informazione, semplicemente.
Il fatto nuovo è che negli ultimi anni il terrore è
diventato una merce semiotica. La quantità di immagini del
terrore e della paura da cui siamo investiti, così come la
definizione di una nuova estetica della violenza, a partire dal
9/11, mettono in scena ripetutamente un discorso dominante che è
funzionale all’apparato militare-visuale, allo sviluppo cioè
di un capitalismo della società della sicurezza – come
quello attuale - fondato sull’economia dell’informazione.
Lontano da un discorso sulla innocenza o colpevolezza iconografica,
il “teatro” di Vidal persegue una progressiva squalificazione
dell’immagine come tale.
Più che in altri suoi lavori, nel progetto presentato da
Artra, le opere mettono in scena dei segni che chiaramente rivelano
la loro natura astratta e convenzionale. Direttamente connessa alla
contemporanea decadenza della democrazia moderna, la mostra Hell
is a place where memory is dead si focalizza sul rapporto tra il
collasso del sentimento di appartenenza nazionale (così come
dei suoi linguaggi) e la rivendicazione del diritto di sovranità
dello Stato. Una enorme bandiera italiana che sta stingendo accoglie
lo spettatore nella prima sala mentre una serie di immagini fotografiche
rimettono in scena un recente rituale di protesta latinoamericano
del lavaggio popolare della bandiera. A conclusione la proiezione
di un grande spettacolo pirotecnico che si scopre essere un vero
e proprio bombardamento.
Alejandro Vidal
Hell is a place where memory is dead
Periodo: 21 settembre - 21 ottobre 2009
GALLERIA ARTRA
Via Francesco Burlamacchi 1
Milano
tel. 025457373
artragalleria@tin.it
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Immagini
Alejandro Vidal. Hell Is A Place Where
Memory Is Dead
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