Guido van der
Werve. Minor Pieces
21/09/09 > 14/11/09 - Roma
“Tutta
l’arte è influenzata dalla musica” per dirla con
Walter Pater e mai aforisma potrebbe essere più appropriato
se riferito al lavoro di van der Werve. Che si tratti di essere al
Polo Nord tentando di girare nel senso contrario all’asse terrestre
(Nummer negen) o che ci si trovi a camminare a pochissima distanza
dalla prua di una nave rompighiaccio nei mari finlandesi (Nummer acht)
la musica e il suono hanno da sempre ricoperto un ruolo fondamentale
per l’artista.
Prova ne è Nummer twaalf, Variations on a theme: the king’s
gambit accepted, the numbers of the stars in the sky and why a piano
cannot be tuned or waiting for an earthquake, ultimo film realizzato
dopo due anni di ricerche e studi che condensa in quaranta intensi
minuti le passioni e le ossessioni per i rebus irrisolti: aprire una
partita di scacchi con la mossa suicida e romantica del King Gambit
che lascia il Re vulnerabile sin dall’inizio, accordare un piano
ed infine provare a contare tutte le stelle del cielo.
Il film è composto da tre parti, ognuna delle quali filmata
su di un set a dir poco spettacolare come il famoso Marshall Chess
Club a Manhattan (lo stesso dove si esercitava Duchamp quando si trovava
a New York), il vulcano attivo sul monte Sant Helens in NW America
ed infine la valle di Sant’Andrea in California.
Il vero trait d’union del film è infatti la colonna sonora,
un concerto per pianoforte/scacchiera in A minore ed in tre movimenti
che Guido van der Werve ha composto per Nummer twaalf che sarà
affiancato, alla sua prima italiana, da lavori fotografici inediti
e dal curioso piano-scacchiera, realizzato dall’artista proprio
per le riprese del film.
Dall’iniziale apparenza di un semplice tavolo da scacchi, l’oggetto
si rivela infatti essere ad uno sguardo più attento, un vero
e proprio pianoforte con il quale l’artista inizierà
durante il giorno d’inaugurazione una partita a scacchi le cui
mosse sono state studiate e composte dal grand master Leonid Yudasin
nell’autunno del 2008 (aprendo naturalmente il gioco con la
mossa del King’s gambit) e suonando la sua composizione.
Il lavoro di Guido van der Werve negli anni, ha saputo preservare
quella componente personale, quasi privata, che lo caratterizza fin
dagli esordi. La snella figura nera che si staglia contro l’assoluto
del cielo e l’immensità del paesaggio è in realtà
l’emblema e il simbolo che caratterizza il suo essere totalmente
anti-eroico. Che si provi a contare tutte le stelle del cielo o ad
accordare un pianoforte, l’importante è il proprio impegno
personale, per quanto futile, assurdo o inutile possa sembrare.
La performance di Guido van der Werve si svolgerà durante
il giorno di apertura della mostra, il 21 settembre alle ore 19,30
con il contributo dello scacchista Salvatore Mileto e della Nova
Amadeus Chambre Orchestra.
La mostra sarà accompagnata da un testo di Angela Serino,
curatrice e critica d’arte che vive e lavora attualmente ad
Amsterdam.
In galleria sarà disponibile il libro d’artista con
partitura in edizione limitata, firmata e numerata, al prezzo di
250 €.
Guido van der Werve. Minor Pieces
Periodo: 21 settembre - 14 novembre 2009
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a-44
C/o Palazzo Sforza Cesarini Roma
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