Mongarte:
Impermanenze. Mostra Collettiva
10/10/09 > 08/12/09 - Sogliano al Rubicone (FC)
Ferro e fuoco, frammenti di specchi e pezzi di legno provenienti da
scarti di falegnamerie e ditte di trasporto, oggetti di uso quotidiano
recuperati dalle discariche, pezzi di ceramica, grafite e altri materiali
di recupero tipici del territorio.
Sono questi i protagonisti della quarta edizione di Mongarte - Racconti
plurimi del Riciclaggio, la rassegna dedicata all’arte del riciclo
che torna a Sogliano al Rubicone.
Con questa quarta edizione della rassegna si prosegue nella caratterizzazione
di un progetto ideato da Marisa Zattini ad hoc per Sogliano al Rubicone,
che vede nel materiale di scarto recuperato (dallo slang americano
mongo) il tema centrale di riflessione.
Dopo le precedenti edizioni dedicate a grandi protagonisti della
scultura contemporanea come Anna Santinello (2006), Gabriella Benedini
(2007) e Medhat Shafik (2008), quest’anno la rassegna è
dedicata a tre giovani artisti romagnoli che nel corso della loro
opera si sono più volte confrontati con il materiale di recupero.
Si tratta di Nero (Faenza, 1980), Micaela Jagulli (Cesena, 1971)
e Mattia Vernocchi (Cesena, 1980), che allestiranno le loro opere
rispettivamente nel Palazzo Nardini, nella Cappella Paolotti, nel
Centro Storico e nel Palazzo Marcosanti-Ripa.
Attraverso la loro fantasia e la loro sensibilità, questi
tre artisti danno forma a scarti e agglomerati materici che, plasmati
dalle loro abili mani, rinascono a nuova vita sotto forma di opera
d’arte. Danno voce all’energia inarticolata di pezzi
che hanno perduto il loro ‘vecchio smalto’, di ‘parti’
che hanno smarrito la loro coscienza: da qui nasce la vera bellezza
e la caratteristica di unicità di ogni opera.
Ognuno di loro, scegliendo, scartando, disponendo, ridisegnando,
ricomponendo e deformando, rafforza un’estetica basata sull’intuizione:
così l’atto creativo si concretizza nella spettacolarità
anche minimale di un frammento recuperato e già con questo
solo atto nobilitato perchè tolto dal fluire magmatico nel
caos.
“Declinazioni mnestiche: questo è Mongarte. Non c’è
niente di smagliante, di fiammante, di nuovo... Solo rottami e scarti
che, assemblati con sentimento, offrono nuovi bagliori - spiega
la curatrice della mostra, Marisa Zattini, nel suo testo critico
- La multietnicità, il plurilinguismo innato degli oggetti
e delle cose ritrovano così dignità di essere, rinnovamento
fisico di pelle, nuova efficacia e autenticità. L’anima
della materia è dunque ritrovata e la poesia delle cose ci
regala nuove emozioni”.
La rassegna verrà documentata in un catalogo edito per i
tipi de Il Vicolo Editore che conterrà, oltre ai testi istituzionali,
il testo critico della curatrice, un contributo di Andrea Pompili
e la riproduzione di tutte le opere oggetto dell’esposizione.
Con questa nuova edizione di Mongarte il borgo suggestivo di Sogliano
al Rubicone diventa teatro, museo a cielo aperto, grazie alle ideazioni,
alle performance e ai progetti che rivitalizzano gli ambienti destinati
ai tre artisti, in un work in progress altamente emotivo che fa
del materiale di scarto un’eccellenza per l’arte.
Anche quest’anno sono previsti alcuni importanti eventi collaterali
e numerose iniziative interdisciplinari, attività didattiche
e visite guidate per scuole e famiglie, che verranno attivate parallelamente
alla mostra. I laboratori sono curati dalla Cooperativa “La
Finestra” (per info: Isabella 335 6097313).
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