L’artista
espone la produzione dei lavori con l’utilizzo del bitume all’interno
di un progetto estetico che va oltre la scultura in senso lato, per
interessare le altre relazioni linguistiche e l’ambiente. Egli
manifesta in questo progetto una forte tensione esistenziale nella
formalizzazione di immagini e segni che rivelano il senso dello spazio
e del tempo riguardo al pensiero contemporaneo e alla memoria.
Il concetto di memoria, inteso sia come relazione intima sia come
elemento di collettività, è sintomatico per Papotto
per esprimere una qualità comunicativa e linguistica rispetto
alle emergenze estetiche e sociali.
“Nel suo lavoro – scrive il curatore della mostra Giuseppe
Carrubba - sono evidenti le caratteristiche ossimoriche della sua
creazione in quanto unisce due saperi contraddittori, il sapere antico
e magico legato alla cultura dei fantasmi e della fantasia alla cultura
della mimesi: l’arte come libera creatività con valori
autonomi in relazione all’arte della realtà e della verità
espressa nel rapporto tra il mondo sensibile e le idee.”
La scultura e la sua messa in scena danno all’opera dell’artista
una teatralità non indifferente che si precisa in lavori che
fanno del mutamento e dell’interazione una poetica di tipo barocco.
L’affermarsi della variabilità e della molteplicità
formale, attraverso sollecitazioni polisensoriali che necessariamente
coinvolgono lo spettatore a più livelli, appaiono in sintonia
con la nuova realtà, basata sulla pluralità dei punti
di vista all’interno di un sistema sociale multiculturale e
globale, dove l’affermazione di più schemi offre un modello
di articolazione della struttura inteso anche come metafora del presente.
“La rappresentazione plastica – secondo il critico
Carmela Infarinato – utilizza strategie rappresentative che
si stratificano, sicuramente, ma l’elemento vivificatore è
il rapporto tra il sistema formale e la tematica privilegiata che,
in questo preciso momento, per Papotto, sembra porsi in un desiderio
di contemplazione della memoria insieme disperata e sublime e nell’affermazione
della pluralità dei punti di vista che caratterizza questo
momento culturale frammentato, per una concezione del mondo non
più unitaria e coerente.”
Il cammino artistico di Luigi Russo Papotto nasce da molto lontano,
negli anni Sessanta, quando pratica il corso di scultura all’Istituto
Statale d’Arte di Catania e contemporaneamente lo studio di
Domenico Tudisco.
Negli anni Settanta frequenta l’Accademia delle belle Arti
di Brera, la scuola di scultura di Minguzzi, e l’Accademia
delle belle Arti di Catania, la scuola di scultura di Eugenio Russo
e Rosario Frazzetto; successivamente si trasferisce a Pistoia e
lavora presso la prestigiosa Fonderia d’Arte “Michelucci”,
dove incontra molti artisti con i quali in seguito collaborerà.
Negli anni Ottanta partecipa a progetti di scultura scenografica
insieme, tra i tanti, all’artista Arnaldo Pomodoro.
Espone in Italia, Francia, Spagna e negli Stati Uniti e le sue
opere entrano a far parte di varie collezioni private.
L’artista ha portato avanti ricerche che lo hanno condotto
alla creazione di sculture interattive e poi a confrontarsi e ad
occuparsi di temi della Storia nel “Monumento per la Pace”
di Massa e Cozzile, 2004, e temi socio-culturali nell’opera
il “Pozzo d’Abramo”, Quarrata 2004.
“Date cardinali”, un’istallazione del 2006, è
una memoroteca, un progetto che investe il concetto di un’arte
intesa come testimonianza dolorosa di eventi traumatici della nostra
storia recente.
Nel 2007/2008 l’artista realizza “Pinocchio si arrende”
e “L’ombra dell’albero”.
La prima è un omaggio ad uno dei temi prediletti da Venturino
Venturi, conosciuto personalmente da Papotto alle Officine Michelucci
di Pistoia, mentre l’altra, icona di un albero non utile alla
nidificazione, rappresenta attraverso la scultura il problema dell’inquinamento
atmosferico.
Hanno scritto di lui: Tomaso Azzara, Giacomo Bazzani, Marco Bazzini,
Giuseppe Billi, Giuseppe Carrubba, Vittoria Corti, Paolo Donati,
Lucia Fiaschi, Enzo Filona, Carlos Franqui, Carmela Infarinato,
Romana Loda, Michele Loffredo, Nicola Miceli, Nicola Nuti, Alfonzo
Panzetta, Iolanda Pietrobelli, Mauro Pompei, Giuliano Serafini,
Massimo Talone, Alice Trippi.
Artista: Luigi Russo Papotto
Titolo: Bitumi - Ossimori
Curatore: Giuseppe Carrubba
Inaugurazione: 11 ottobre 2009
Inizio: 11/10/2009
Fine: 25/10/2009
Sede: LO SPAZIO DI VIA DELL'OSPIZIO
Indirizzo: Via dell'Ospizio, 26
Citta: Pistoia
Provincia: PT
Orari: da lunedì a domenica ore 9.30-13.00/16.00-20.00 (chiuso
lunedì e domenica mattina) (Gli orari potrebbero cambiare,
verificare sempre via telefono)
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