Danilo Correale.
How Much Art Can You Take?
01/10/09 > 21/10/09 - Genova
How much art can you take? nasce da un archivio visivo che Danilo
Correale ha costituito negli anni attraverso l’interesse alla
scena Metal, Hardcore, Punk e underground in genere, che costituisce
una documentazione “spontanea” di questo immaginario culturale
e sociale. Il nome del progetto è tratto da un brano degli
SS Decontrol , gruppo Straight Edge Hardcore nato a Boston nei primi
anni ’80, che con questa canzone sfidava causticamente la situazione
della creazione artistico/musicale contemporanea.
How much art can you take ? nasce quindi da una doppia riflessione,
basata da un lato sulla raccolta del materiale visivo legato alla
scena Underground tra fine anni ’80 e inizio 2000, dall’altro
su un problema legato al significato sociale che tali situazioni
racchiudono al loro interno.
I concerti Underground non possono essere considerati unicamente
come dei momenti di aggregazione, ma più spesso sono i risultati
di una resistenza comune attiva, un dissenso spesso trasmesso attraverso
la messa in atto di uno scenario culturale complesso, dal quale
è possibile decodificare un indice sociale. In questo contesto,
il D.I.Y.(Do It Yourself) il passaggio dalla condizione privata
a quella pubblica di un messaggio, come quello serigrafato sulle
T-shirt, diviene un potente medium destinato a diffondere le idee
di un gruppo (e di una generazione) al di fuoridell’ambiente
musicale. In parallelo a questa riflessione sul contesto culturale,
l’esigenza dell’artista di lavorare con tale documentazione,
si sposta su un piano teorico, quale è realmente significativo
di queste immagini? Oberati infatti da una sovraproduzione di immagini
e immaginari, l’azione si tende verso un piano “analitico”.
L’intervento pensato da Danilo Correale a Genova comprende
un progetto sullo spazio pubblico e un’ installazione. Da
fine settembre a inizio ottobre una serie di manifesti verranno
affissi in città, proponendo come spunti di riflessione collettiva
alcune frasi tratte dall’archivio di immagini, che diventano
“aforismi”, statement, caratterizzati da un sapore tanto
dissacratorio quanto evocativo. Il lavoro nello spazio urbano risulta
così un percorso testuale che ha un legame forte con un immaginario:
la scomparsa della figurazione apre ad una riflessione generale
sul significato del messaggio in quanto tale. Contemporaneamente
nello spazio di Via Sant’Agnese Danilo Correale propone al
visitatore un’installazione che si riflette nell’intero
spazio espositivo.
Danilo Correale, nato a Napoli nel 1982, vive e lavora tra Milano
e Napoli, la sua ricerca si muove attraverso il campo della fotografia
di cui esclude l’utilizzo quale mezzo, declinandone le metodologie
in diversi percorsi che ne sovvertono i processi caratteristici.
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