L’artista coglie la suggestione architettonica dello spazio
facendolo proprio come luogo mentale in cui si stratificano profondità
e terre emerse, intimità sottaciute e chiacchiere di piazza.
Ne nasce un progetto “site specific” che vede, al piano
strada, opere d’ispirazione più concettuale, dai risvolti
più spesso ironici, che rimandano, in superficie, al “rumore
del mondo” (“Caramel” 2008); scendendo al piano
sotterraneo, invece, ecco una scelta di opere più emozionali,
che attengono esplicitamente alla profondità dell’essere
e dell’esistere.
In superficie dunque, immagini tratte dalle riviste, plastificate
e avvolte a conetti, oppure assemblate in nastri intrecciati come
nei “Q.Q.Q. (Quadri Quadrati a Quadretti)” e nei “Q.R.Q.
(Quadri Rettangolari a Quadretti)” o ancora tagliate a nastri
più sottili e arrotolati, come nell’unica memoria tiepida
semipermanente (2006), precursore delle permanenti, di più
recente invenzione.
Delle permanenti fa parte il “Cavolo Permanente di Wilson”
(2009), opera sintesi della mostra, in cui una miriade di riccioli
di stralci d’immagini rubate alle riviste strutturano un cavolo
il cui ventre è costituito da un pallone bruciato, objet trouvé
tra i carboni di un rogo e denominato “Wilson” dal film
“Cast Away”, di Robert Zemeckis, dove Wilson è
un pallone che il protagonista, interpretato da Tom Hanks, ha trasformato
nel suo interlocutore mentre si trova, naufrago, su un’isola
deserta.
Il pallone “Wilson”, simbolo della solitudine e del bisogno
d’interlocuzione, diventa, nell’opera della Levo Rosenberg,
il ventre molle di un cavolo mediatico, altrettanto simbolico d’incomunicabilità.
In altre opere, l’impossibilità di comunicare è
rappresentata dal materiale; tela cerata rosso mattone, impiegata
fino a pochi anni fa nei letti d’ospedale - impermeabile agli
umori - che fa da fondo anche alla “Pittura del Cavolo”
(2005), tradizionalmente ad olio.
Un cavolo surreale, da cui eccede un’unica colatura che dialoga
con un’opera del 2001, “Idea del Cavolo” dove, su
fondo acrilico bianco, si staglia la fotocopia in bianco e nero di
un cavolo (tratto dalla pubblicità di una grande catena commerciale),
attorno al quale ruota la scritta a pennello idea del cavolo.
In fondo alla scala che porta al piano interrato della galleria, si
trova un vestito appeso a una gruccia, confezionato con etichette
sartoriali recuperate, dal titolo “Io abito qui” (2005),
magistralmente interpretato da Viana Conti, nel testo in catalogo,
come la rappresentazione/denuncia della nostra “consuetudine
esistenziale plurietichettata dal mondo esterno”.
Entrando nel sotterraneo, le opere sono tutte di pellicole radiografiche
trasparenti azzurro-violetto-nero, variamente impiegate dall’artista
fin dai primi anni Novanta: coni di pellicole acidate contenenti cavoli
su acetato, “Cavoli Acidi” (2008), un grande cono nero
lanuniginoso, “pensiero d’assenza” (2009), fatto
di riccioli di pellicole nere lucide (tecnica a permanente); un’installazione
di frange di pellicole chiaro-scure con appesi depliant di Luzzati
e Kaprow, gli “Avanzi Conniventi” (2008) e l’installazione
centrale, “il pozzo del pensiero” (2009), cilindro cavo
ricoperto internamente ed esternamente di coni sfrangiati, con rari
elementi figurativi avvolti a cono, o appesi, come etichette: tipo
un uomo con l’ombrello, pubblicità dell’offerta
creditizia di un noto istituto bancario, ricoperto di pizzo plastificato
rosa fucsia.
Intorno al “pozzo del pensiero” e lungo i muri un rosario
di 27 cilindri trasparenti, ancora di pellicole radiografiche azzurre,
all’interno dei quali aggetta un ricciolo di carta da spolvero
con una miriade di piccoli omini neri in caduta libera; “il
pensiero del pozzo”, toccata e fuga dal disincanto fragile di
un istante.
Margherita Levo Rosenberg. L’Idea del Cavolo
A cura di Viana Conti
Periodo: 1 ottobre - 30 novembre 2009
ARTRE' GALLERIA D'ARTE
Piazza Delle Vigne 28r
Genova
Servizi Video per mostre, esposizioni, documentari. Realizzazione
DVD e pubblicazione on-line. >>
approfondisci
Segnalazione
Eventi
Per segnalare mostre, eventi artistici o altre iniziative artistico
- culturali, è necessario seguire la procedura indicata
nell'apposito modulo: modulo di
segnalazione eventi