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Bicentenario di Gogol' – Roma 2009
Gogol' e Roma

30/09/09 > 29/11/09 - Roma

Il Museo Nazionale della Storia - Mosca, le cui collezioni vantano circa venti milioni di testimonianze di rilevanza storica, presenta la mostra "Gogol’ e Roma", curata da Natalia Kargapolova, dedicata al bicentenario dalla nascita del grande scrittore.
Centosessanta oggetti esposti al Pio Sodalizio del Piceni - Musei di San Salvatore in Lauro “raccontano” il più enigmatico scrittore russo, che proprio a Roma creò la più penetrante opera d’arte sulla vita russa: Le anime morte.

Nikolaj Gogol’ (1809-1852), legato per la sua origine alla piccola nobiltà rurale ucraina, scrittore che riuscì a conquistare notorietà a San Pietroburgo con opere sulla vita del popolo ucraino, coi Racconti di Pietroburgo e la commedia L’ispettore generale, nel 1836 lasciò la Russia per scrivere “una grande opera che presentasse tutto quello che c’è di buono e di cattivo nell’uomo russo”, e per “rendere più manifesta la particolarità della natura russa”.
Visitate numerose città europee, il 25 marzo del 1837 Gogol’ arrivò a Roma.
Qui trovò “la patria della sua anima”, il luogo dove “la sua anima viveva prima ancora che [venisse] alla luce”. A Roma – dove “l’uomo è più vicino al cielo di una versta intera”, sotto il cielo sempre splendente, respirando l’aria che “faceva venire voglia di trasformarsi in un gigantesco naso, con narici grosse come secchi” per “farci entrare almeno 700 angeli” – Gogol’ fu veramente felice come scrittore e come uomo, perché viveva in pace con se stesso. Amava sia la Roma storica sia quella contemporanea, amava il popolo italiano, dotato di grandissimo senso estetico, ammirava la natura dell’Italia e la sua arte. Partecipava al carnevale romano, che riuniva in un’allegria e in emozioni comuni tutti i ceti sociali. Buongustaio e buona forchetta, si godeva la cucina italiana.

La storia del “mascalzone” Cicikov, che macchina un’avventura immorale, la cui realizzazione, al solo scopo di arricchirsi, prevede l’inganno di un governatorato e dell’intera Russia, nacque a San Pietroburgo, ma a Roma si sviluppò fino a diventare un poema nazionale, nel quale i personaggi privi di anima a poco a poco si sarebbero trasformati da “anime morte” in anime “belle” e “vive”.

“Leggendo” Roma, facendo proprio lo spirito della Città eterna, Gogol’ abbozzò l’idea più importante per tutta la letteratura russa successiva, così come per la coscienza nazionale russa: l’idea della purificazione e della resurrezione dell’uomo e della sua anima. Secondo il disegno dell’autore, la prima parte del poema Le anime morte, pubblicata nel 1842, avrebbe dipinto l’immagine dell’inferno, la seconda avrebbe dovuto rappresentare il purgatorio e la terza una sorta di paradiso.

Tra gli oggetti esposti, è presente il ritratto romano di Gogol’, opera del pittore F. Moller, che mostra lo scrittore nei momenti più felici della sua vita; la marsina da elegantone con la quale Gogol’ girava per Roma, scoprendo ogni giorno qualche cosa di nuovo; i suoi manoscritti.

Per la prima volta, viene esposta la collezione di vedute di Roma dipinte ad acquarello, opera di artisti russi contemporanei di Gogol’. Tra le opere, va segnalato il mosaico di G. Weckler creato a Roma, copia della Trasfigurazione di Raffaello, per la quale il pittore fu insignito dal papa di una medaglia ed ebbe l’onore di conversare con il pontefice.

La mostra aiuterà a conoscere meglio l’ambiente romano in cui Gogol’ ha vissuto, i luoghi di Roma che amava di più e le sue predilezioni.

La mostra offre la possibilità di portare a compimento il viaggio metafisico attraverso la Russia concepito da Gogol’ a Roma, per trovare la rinascita dell’anima umana. Strada facendo, si visiteranno città russe (l’antica Mosca e la fredda Pietroburgo), talvolta “il viaggiatore” si troverà in mezzo alla folla dei personaggi delle opere gogoliane, passerà vicino alle izbe dei contadini decorate con magnifici intagli, andrà a trovare, in compagnia di Gogol’ e del suo personaggio principale, Cicikov, quei proprietari terrieri che grazie allo scrittore sono diventati proverbiali.

Con la sua visione originale, con la sua sensibilità, Gogol’ legò insieme la Città eterna e la Russia, permetteranno di stabilire una sorta di dialogo tra la “meravigliosa” “lontananza” romana e “gli sconfinati spazi” della Russia, che sempre attirano a sé in virtù di una forza segreta, ineluttabile.


Bicentenario di Gogol' – Roma 2009
Gogol’ e Roma

Inaugurazione 30 settembre 2009, ore 18.00
Periodo: 1 ottobre – 29 novembre 2009

PIO SODALIZIO DEL PICENI
MUSEI DI SAN SALVATORE IN LAURO
Piazza San Salvatore in Lauro, 15
Roma

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