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Bicentenario di Gogol' – Roma 2009
Gogol'– il Teatro – l’Avanguardia Russa / Nikolaj Gogol' nelle Fotografie di Šapiro (1840 – 1900)

30/09/09 > 29/10/09 - Roma

Per Gogol’ il teatro era un’arte sublime, di grande rilievo sociale: “Il teatro non è per niente un’inezia o una cosa inutile” – scriveva il drammaturgo – “se consideri che può riunire una folla di cinque, seimila persone. E che tutta questa folla, assolutamente disomogenea se presa nelle sue individualità separate, è capace di subire ad un tratto la medesima scossa, di scoppiare in un pianto comune, come di ridere di un riso comune. È una cattedra dalla quale si può dire molto di buono al mondo”.
E’ per questo che tra gli eventi per il Bicentenario di Gogol’ a Roma ampio spazio viene riservato all’opera teatrale con le due mostre complementari tra loro, ospitate alla Biblioteca Museo Teatrale del Burcardo della SIAE, con opere provenienti dal Museo Nazionale del Teatro di “A.A. Bachrušin” - Mosca: “Gogol’ – il Teatro – l’Avanguardia russa”, a cura di Galina Beskina, e “Nikolaj Gogol’ nelle fotografie di Šapiro (1840 – 1900)”, curata da Svetlana Semikolenova, Vice Direttrice delle attività scientifiche del Museo di Bachrušin.

“Gogol’ - il Teatro - l’Avanguardia russa”

Il Museo Nazionale del Teatro di “A.A. Bachrušin” - Mosca vanta una ricca collezione di materiali unici, dai libri alle pubblicazioni in genere, dai disegni di scenografie e iconografie ai cartelloni e manifesti, oltre che i manoscritti legati alla storia del teatro gogoliano.
In mostra saranno esposte più di 200 oggetti che illustrano gli spettacoli più significativi di Gogol’ che hanno fatto epoca grazie alle interpretazioni e alle soluzioni artistiche proposte da registi, attori e scenografi di eccezione.
La prima e la seconda sala del percorso espositivo sono dedicate agli anni del sempre maggiore riconoscimento dell’opera dello scrittore, quando il teatro russo, grazie alla partecipazione diretta di Gogol’, coi suoi consigli e suggerimenti, s’incammina verso il metodo realista nella messinscena delle commedie dello scrittore, ricorrendo a scenografie e interpretazioni inedite. Tale tradizione è andata formandosi nel teatro russo durante tutto l’Ottocento.
I materiali esposti nella terza sala e in parte nella quarta, rispecchiano i principali avvenimenti riguardanti il teatro gogoliano del primo Novecento. Gli anni Venti sono caratterizzati dall’esaurirsi degli ormai logori moduli teatrali, dalla rifioritura delle arti sceniche, dalla ricerca di nuovi stili, forme, idee e soluzioni artistiche. In questo periodo il teatro nuovo cerca di fare propri gli elementi gogoliani del grottesco, della fantasmagoria e dell’infernale. Il teatro di avanguardia, ha prodotto una rivoluzione nella rappresentazione del mondo e delle immagini create da Gogol’. Negli anni Trenta possiamo invece constatare un ampliamento dei temi gogoliani negli allestimenti ispirati a vari generi, stili e correnti teatrali.
La quarta e la quinta sala espongono materiali sugli spettacoli più significativi ed esprimono le principali tendenze interpretative dei temi gogoliani negli anni seguenti.
La maniera drammaturgica di Gogol’ consiste nel simbolismo realistico. Egli descrive la realtà con tutta la potenza del naturalismo, con tutte le sue bassezze, senza omettere alcun dettaglio e così facendo, innalza questa realtà alla dignità di simbolo. Grazie a tale trasformazione i personaggi gogoliani, terribilmente realistici, diventano una sorta di categorie universali che esistono fuori dal tempo, in tutto il mondo.
Gogol’ vede lo scopo principale della sua commedia nel “riso curativo”, nel deridere se stessi e i propri vizi.
Nel XIX secolo, venne strutturandosi una tradizione nell’interpretazione dei personaggi gogoliani, grazie all’attore Michail Šcepkin, col suo metodo della massima approssimazione alla realtà e al principio gogoliano della comicità interiore; e grazie anche all’attore Ivan Sosnickij, rappresentante della scuola pietroburghese. Gogol’ apprezzò molto il lavoro di Sosnickij, sottolineando che il personaggio da lui creato riusciva a innalzarsi al vero realismo. Se però Sosnickij con le sue interpretazioni svelava le macchinazioni del sindaco disonesto (nell’Ispettore generale), Šcepkin condannava tutto il sistema statale.
Il teatro russo comincia a far proprie le immortali immagini gogoliane solo cento anni dopo la stesura delle opere.
Nel teatro degli anni 1920-1930 i temi gogoliani ricevono un nuovo potente impulso artistico: registi, scenografi e compositori allargano gli orizzonti interpretativi della prosa di Gogol’. Michail Bulgakov scrive una versione teatrale del poema Le anime morte, vengono messe in scena le opere Il naso di Dmitrij Šostakovic e Taras Bul’ba di Nikolaj Lysenko. Le commedie L’ispettore generale e Il matrimonio vengono messe in scena per la prima volta e riprese in molti teatri, di vario livello e tendenze. I più grandi attori russi trovano ispirazione nei personaggi gogoliani.


“Nikolaj Gogol’ nelle fotografie di Šapiro (1840 – 1900)”

Nella seconda mostra dedicata al teatro gogoliano, nell’ambito dei festeggiamenti per i 200 anni della nascita di N.V. Gogol’, vengono esposte le opere fotografiche di Šapiro conservate nei fondi del Museo Nazionale del Teatro “A. Bachrušin” - Mosca.
La mostra si articola in due sezioni:
La prima raccoglie le opere del fotografo incluse nella Galleria di ritratti e pubblicate nel Catalogo del Pantheon russo e della Galleria di ritratti che Šapiro stesso comincia a presentare dal 31 marzo 1882 (12 aprile secondo il calendario gregoriano) sulle pagine del giornale “La Voce”.
La seconda parte della mostra è dedicata a N.V. Gogol’. Nel reparto di negativi fotografici del Museo Bachrušin è conservato l’album delle “Illustrazioni per il Diario di un pazzo di N.V. Gogol’”. Le fotografie, che non sono state mai ritoccate, rappresentano l’attore Andreev-Burlak nei panni di Poprišcin. L’editore è lo stesso Konstantin Šapiro (fotografo dell’Accademia Imperiale di Belle Arti), San Pietroburgo, 1883, n. 3572. L’album conta 30 fotografie, accompagnate dal testo in russo e in francese.
L’album si apre con l’introduzione dell’editore Šapiro e con una prefazione firmata dal critico V.V. Stasov. Il fotografo definisce questo album di fine Ottocento come “una nuova esperienza nell’illustrare una delle più belle opere della letteratura russa, Il diario di un pazzo di Gogol’, per mezzo della fotografia”. Šapiro è convinto che riuscire a riprodurre per mezzo della fotografia un attore geniale nei momenti più espressivi equivale a creare illustrazioni quasi perfette, vale a dire più vicine all’idea dell’autore, di un’opera letteraria. Questo è l’obiettivo che vuole raggiungere Šapiro con la creazione del suo album.
Šapiro si pone anche un altro obiettivo, ossia conservare per i posteri gli attimi fuggenti dell’arte di un attore. Dopo aver ammirato l’album regalato da Šapiro alla Biblioteca Pubblica di San Pietroburgo, Stasov dichiarava che il fotografo era riuscito in questo compito in modo brillante. Curioso che la stessa premura per i posteri abbia spinto A.A. Bachrušin, fondatore del Museo Nazionale del Teatro, a costituire una raccolta di oggetti legati al teatro. Così, nella collezione di cartelloni e opuscoli esplicativi del Museo troviamo il cartellone di una tournée a Kazan’, compiuta dalla Prima Associazione di attori russi di N.V. Andreev-Burlak. Negli spettacoli della tournée lo stesso Andreev-Burlak recitava alcuni brani dal Diario di un pazzo di Gogol’. Secondo le testimonianze dei contemporanei, l’attore amava particolarmente questo suo lavoro gogoliano.
Nel 1883, Šapiro scatta una serie di fotografie di Andreev-Burlak nei panni di Poprišcin, protagonista del Diario di un pazzo. Lo stesso anno il fotografo pubblica un album di quelle fotografie, brillante testimonianza dell’interpretazione dei personaggi gogoliani da parte di un attore russo e dell’interesse sincero per “l’attimo fuggente” dell’arte teatrale.
Bicentenario di Gogol' – Roma 2009
Gogol'– il Teatro – l’Avanguardia russa
Nikolaj Gogol' nelle fotografie di Šapiro (1840 – 1900)

Inaugurazione 30 settembre 2009, ore 17.00
Periodo: 1 ottobre – 29 ottobre 2009

BIBLIOTECA MUSEO TEATRALE DEL BURCARDO
Via del Sudario, 44
Roma

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