Enrico Baj. Il
Giardino delle Delizie
03/10/09 > 18/10/09 - Vigoleno (PC)
Vigoleno, uno dei Borghi più belli d'Italia, accoglie - dal
3 al 18 ottobre 2009 - Il Giardino delle delizie di Enrico Baj (1924-2003),
fondatore del Movimento Nucleare e grande maestro della Patafisica,
quarta mostra - realizzata e promossa dalla Fondazione D'Ars Oscar
Signorini onlus di Milano - in omaggio a Max Ernst, celebre artista
surrealista che è stato ospite nell’estate del 1933 proprio
al Castello di Vigoleno, su invito della Principessa Ruspoli, dove
dipinse la sua Foresta Imbalsamata. Dopo la rassegna Arte nel Borgo
del 2007, nella quale trenta artisti del territorio piacentino hanno
realizzato un’originale opera dedicata a Max Ernst, nel 2008
il maestro Lucio Del Pezzo ha presentato, in Après moi - Le
sommeil, una serie di opere ispirate ad alcuni celebri quadri di Ernst.
Il 2009 è stato invece inaugurato da Natura/Arte, in cui undici
artisti si sono confrontati con la Foresta imbalsamata e con il tema
della natura.
Ora tra le pareti dell’Oratorio della Madonna delle Grazie di
Vigoleno, Il Giardino delle delizie, esposto per la prima volta allo
Studio Marconi nel 1990, fa eco alla Foresta Imbalsamata di Max Ernst
(oggi alla Menil Collection di Houston), artista che Enrico Baj ebbe
il privilegio di conoscere bene in quanto condivise, insieme a Lucio
Del Pezzo, il suo atelier di Parigi dal 1964 al 1979.
Il Giardino delle delizie nasce dalla riflessione di Baj sul kitsch
e sul desiderio di evasione di una popolazione in continuo aumento,
dominata dalla corruzione e dalla volgarità. Personaggi e animali
dai lineamenti mostruosi agiscono su scenari fantastici: occhi spalancati,
bocche carnose, gestualità marcate compongono figure che si
inseguono, si cercano, si sfiorano, in grandi tele riempite da una
moltitudine di teste che cercano di farsi spazio ad ogni costo, spinte
da curiosità e animate dal pettegolezzo. Da Adamo ed Eva a
Ghiriz e Neddu, da Adinolfa a Sirdah, le tele si trasformano in paradisi
terrestri contemporanei, dai colori accesi, realizzati con una tecnica
che unisce acrilico e collage.
Valentina Tovaglia
settembre 2009
L'opera di Enrico Baj si snoda nel tempo, utilizzando varie tecniche,
ma con la presenza continua dell’ironia dissacratoria ed il
piacere di fare pittura con ogni sorta di materiale, analizzando il
mondo dell'arte, tenendo sempre d'occhio le mutazioni politiche e
sociali.
Attivo rappresentante delle avanguardie degli anni Cinquanta, Enrico
Baj fonda il Movimento Nucleare. All'inizio degli anni Sessanta incontra
la Patafisica di Alfred Jarry, che dà nuovo vigore alla sua
vena ironica e giocosa legandolo ai grandi esponenti del Dadaismo
e del Surrealismo. Enrico Baj esprime il suo impegno civile contro
ogni tipo di aggressività e, attraverso generali e parate militari,
mette alla berlina personaggi, cinici e arroganti, resi maggiormente
anacronistici e ridicoli dalle decorazioni che ostentano. Negli anni
Settanta lavora, tra l'altro, a tre grandi opere, I funerali dell’anarchico
Pinelli (1972), Nixon Parade (1974) e L’Apocalisse (1979). Negli
anni Ottanta, Baj si accosta più direttamente al teatro e negli
anni Novanta sviluppa una figurazione dell’immaginario e del
fantastico che porterà alla sua massima espressione nelle opere
kitsch degli anni successivi. Nel 1993 inizia il ciclo delle Maschere
tribali, immagini di un moderno primitivismo. Baj ha sempre affiancato
la scrittura alla pittura, collaborando a quotidiani e riviste e pubblicando
numerosi libri.
Artista: Enrico Baj
Patrocinio: Comune di Vernasca, Provincia di Piacenza, Regione
Emilia Romagna, Borgo delle Arti, Castello di Vigoleno, mim Museum
in Motion, Associazione Castelli del Ducato di Parma & Piacenza,
I Musei del Piacentino, Associazione Piacenza Musei - AMACI V Edizione
della Giornata del Contemporaneo
Ufficio Stampa: Fondazione D'Ars Oscar Signorini onlus
Galleria
Immagini
Enrico Baj. Il Giardino delle Delizie
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