Emilio Tadini.
Opere
03/10/09 > 08/11/09 - Cesena (FC)
Attraverso un linguaggio personalissimo e versatile, Emilio Tadini
ha saputo affrontare i temi più attuali della cronaca, e le
forme più arcaiche dell’immaginario occidentale, come
mito e fiaba.
Sono opere selezionate che percorrono, a partire dagli anni Settanta,
alcuni dei cicli di rilievo sviluppati negli anni Ottanta e Novanta,
con uno sguardo particolare rivolto verso la poetica del segno della
matita e dell’acquarello, nei quali l’artista si diverte
a giocare con i contorni della superficie pittorica appena abbozzati,
sviluppando la rappresentazione alle volte all’interno del tracciato,
altre all’esterno.
L’universo in cui si immerge la pittura di Emilio Tadini a partire
dagli anni Ottanta è quello di una narrazione per immagini
che sfugge alla logica, che reca in se contraddizioni e una paradossale
convivenza di innumerevoli elementi irriducibili a spazi logicamente
ordinati, caratteristica fra le più evidenti è il volo
o la sospensione a mezz’aria delle figure.
Il posto dei piccoli valori, del 1980, una delle serie esposte, parla
di oggetti di varia natura sparsi su di un piano, le piccole cose
che ogni persona, svuotando le tasche la sera quando torna a casa,
riversa su sul tavolo: i piccoli valori che scandiscono la vita di
ognuno.
Il ciclo dei Profughi, legato all’individuo, a qualcuno che
lascia un posto e non sa dove andrà; uomini come pacchi postali,
la cui stessa vita è decisa dalla destinazione apposta su di
un cartellino.
Nel ciclo Città italiana, Tadini rilegge lo spazio urbano della
sua città, Milano, attraverso lo sguardo di alcuni pittori,
uno fra tutti Mario Sironi, ma guarda anche quelle della Nuova Oggettività
tedesca e le città dei surrealisti, di pittori come Delvaux
e Magritte.
Nell’evocazione narrativa della serie La Fiaba, Tadini si esprime
attraverso il formicolio delle immagini e l’architettura di
favola. Fiaba e realtà di completano in un teatrino filosofico
disciplinato dal maestro d’orchestra in abito scuro con cappello
e cilindro, e il protagonista è ancora lui, il pittore, l’artefice
che cerca di mettere ordine, con la sua arte, al caos della vita.
Emilio Tadini ha costruito, coi dipinti, e coi romanzi, una lunga
storia, un sistema simbolico molto complesso che non può essere
inteso se non misurando con le sue stesse parole lo spessore della
pittura. Perché raramente le due lingue sono state così
strettamente correlate. Una storia d’artista che rappresenta
uno dei pochi momenti innovatori della nostra pittura al di fuori
delle mode e dei consensi costruiti.
Una mostra da vivere e meditare tra sogno e realtà.
Emilio Tadini, nasce a Milano nel 1927. Pittore, scrittore, saggista,
è stato uno dei pochi intellettuali italiani “completi”.
Col suo linguaggio personalissimo e versatile ha saputo affrontare
sia i temi più attuali della cronaca, sia le forme più
arcaiche dell’immaginario occidentale, come mito e fiaba.
Si laurea in Lettere, distinguendosi immediatamente fra le voci più
vive ed originali nel dibattito culturale del dopoguerra, esordendo
nel 1947 sulla rivista “Il Politecnico” di Elio Vittorini,
pubblicando saggi, romanzi, poesie e monologhi, cui fa seguito un’intensa
attività critica e teorica dedicata alle arti visive e alla
letteratura anche dalle pagine del “Corriere della Sera”,
divenendo in seguito uno dei migliori narratori nel panorama della
letteratura contemporanea italiana, attività che correrà
parallela alla produzione pittorica in tutta la sua vita.
L’esordio come artista visivo arriva alla fine degli anni Cinquanta,
la prima personale a Venezia nel 1961.
Dal 1965 inizia la sua collaborazione con lo Studio Marconi di Milano,
promotore delle nuove tendenze dell’arte da sempre, che sarà
essenziale nella divulgazione artistica dell’opera del Maestro
meneghino.
Fin dagli esordi, Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli,
costruendo il quadro secondo una tecnica di sovrapposizione di piani
temporali, in cui ricordo e attualità, tragico e comico, si
intrecciamo in un continuo complesso gioco.
Innumerevoli le sue esposizioni italiane e internazionali, in spazi
pubblici, Musei e gallerie, da Parigi a Stoccolma, Bruxelles, Londra,
Anversa, Stati Uniti e Sudamerica.
Nel 1978 e nel 1982 è invitato alla Biennale di Venezia, e
nel 1997 è nominato Presidente dell’Accademia di Brera
a Milano restando in carica fino al 2000.
Nel 2001 la città di Milano gli dedica una grande retrospettiva
a Palazzo Reale, in quell’occasione gli resero omaggio esponenti
del mondo della cultura fra i quali U. Eco, A. Jouffroy, A. C. Quintavalle.
Si spegne nella sua città nel settembre 2002.
Artista: Emilio Tadini
Titolo: Opere
Curatore: Maria Grazia Melandri
Inaugurazione: 3 ottobre ore 18.00
Inizio: 03/10/2009
Fine: 08/11/2009
Sede: L'IMMAGINE GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA
Indirizzo: piazza Aguselli, 42
Citta: Cesena
Provincia: fc
Orari: da mercoledì a domenica compresa- 10 - 13 e 16- 19.30
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