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Antoni Tàpies. Materia e Tempo
12/12/09 > 14/03/10 - Catanzaro

Antoni Tàpies La rassegna presenta un gruppo di lavori monumentali, in gran parte mai visti in Italia, focalizzati sull’indagine degli ultimi tre decenni. Sono opere che dimostrano l’attualità di una ricerca (a questo proposito non è casuale l’omaggio che a Tàpies è stato dedicato, nella primavera 2009, dalla Dia:Beacon di New York) che, rinnovandosi, ha attraversato tutta l’arte del dopoguerra ponendosi come elemento di costante autocoscienza.
In tal senso appare emblematica la straordinaria serie di “muri” degli anni ottanta nati dalla riflessione sugli antichi graffiti.
E’ parte integrante della mostra un'ampia introduzione storica con rilevanti testimonianze degli anni cinquanta e sessanta.
La ricerca di una delle figure centrali del dopoguerra che ha avuto un forte influsso sulle esperienze di artisti quali Joseph Beuys e Jannis Kounellis, viene indagata da una mostra che affronta la permanenza del gesto attraverso una rigorosa selezione di opere sottese da una presenza silenziosa, quanto ineludibile del tempo.
“L’idea essenziale che mi viene in mente, è trovare un’arte che stimoli una visione in profondità, che ci avvicini alla realtà autentica, alla vera natura dell’uomo. Con un approccio il più intenso possibile, si può entrare nel centro dell’universo”, ha affermato Tàpies.
Sono oltre 50 le opere esposte negli spazi del MARCA tra dipinti, sculture, muri, disegni, composizioni grafiche e libri illustrati provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane e straniere, a testimoniare la straordinaria vitalità dell’artista che ha saputo manipolare i materiali e le forme giungendo ad un risultato di assoluto equilibrio, per certi aspetti visionario, dove il quadro è esso stesso l’oggetto della rappresentazione e non più la finestra sul mondo.
Silenziose tensioni caratterizzano le opere di Tàpies, come emerge osservando Creu i copa, una grande composizione del 2003 di 200x340 centimetri, Diptic amb fusta del 1983 che misura 275x400 centimetri o Homenatge a la materia (195x130) del 2006. “L’opera di Tàpies sconvolge l’ordine tradizionale delle cose per affermare una cosmogonia caratterizzata da improvvise deflagrazioni”, afferma Alberto Fiz, “I materiali sono infiniti in relazione ad un’assoluta libertà creativa dove dal fango al cartone, dai detriti alla paglia, tutto è sottoposto a verifica di fronte ad un’esistenza in continua metamorfosi”.
Ampio lo spazio dedicata alla scultura, un settore generalmente meno noto della ricerca di Tàpies, con una serie di opere in terracotta tra cui Divan del 1987 che pur evocando il triclinio della Roma antica, diventa elemento di arredo quotidiano nell’orizzontalità della storia dal momento che viene contaminato con una forma pittorica bianca simile all’impronta di un piede. O T tombada dello stesso anno che afferma la presenza del segno sottraendosi ad una visione politica o religiosa.
Nell’ambito della mostra, le opere recenti vengono poste in relazione con una serie di composizioni storiche come accade con Figura Pajsage en gris del 1956 proveniente dal Mart di Rovereto, dove la componente monocromatica accentua la presenza di esili segni o graffiti che evocano vere e proprie forme archetipali. O con Terre sur marron foncé del 1956, una composizione di forte drammaticità, che nel 1957 ha vinto il Premio Lissone.
Tra le peculiarità della rassegna va segnalata la presenza dei “muri”, una serie di grandi opere degli anni ottanta dove l'artista interviene su lastre di lava smaltate.
Tali lavori installativi sono stati esposti una sola volta nel 2004 durante una retrospettiva al Museo Reina Sofia di Madrid. Sono opere dallo straordinario potere evocativo dove la terra, come materia prima, diventa luogo di riflessione cosmico ma anche campo di battaglia, giardino e terreno di gioco in base ad una riflessione sulla materia che caratterizza, sin dalla metà degli anni quaranta, tutta l’indagine del maestro spagnolo.
Tàpies, del resto, è espressione catalana per designare i muri. Lui stesso lo ricorda: "Curioso destino iscritto nel mio nome! Era come se si compisse lo strambo presagio che, anni addietro, avevo ascoltato da un seguace dell'occultismo che credeva nell'influenza strana esercitata da ognuno di noi dal nome che porta sul proprio carattere e sul proprio destino".
Particolarmente significativa anche la riflessione di Jannis Kounellis che di Tàpies ha sempre riconosciuto il magistero. Il protagonista dell’arte povera afferma: "Parlare di Antoni Tàpies è come guardare la sabbia desertica che si alza nel cielo tempestoso e, ricadendo con furia, dipinge tutto ciò che trova, di sabbia".

Un’intera sezione della mostra è dedicata al disegno, all’opera grafica e ai libri d’artista, ambiti fondamentali nella ricerca di Tàpies che ha sempre affrontato queste forme espressive con assoluta autonomia rispetto alla pittura evidenziando l’aspetto segnico e calligrafico.

Nel mese di febbraio 2010, durante il periodo di esposizione della mostra, verrà organizzato un importante convegno internazionale dal titolo: “Oltre la pittura. Il destino della materia”, che coinvolgerà la Fondazione Alberto Burri, la Fondazione Mimmo Rotella, la Fondazione Robert Rauschenberg e la Fondazione Antoni Tàpies.
Antoni Tàpies. Materia e Tempo

Inaugurazione: Sabato12 dicembre ore 18
Periodo: 12/12/2009 - 14/03/2010

MARCA
via Alessandro Turco, 63
Catanzaro

Tel. 0961 746797
E-Mail
Web

Ufficio Stampa:
STUDIO ESSECI
Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499
E-Mail


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Antoni Tàpies. Materia e Tempo
 
Antoni Tàpies: Visio, 1996 tecnica mista su legno 250x300 cm
Antoni Tàpies: Visio, 1996 tecnica mista su legno 250x300 cm
Antoni Tàpies: Blanc amb inicials, 1963 tencia mista su tela riportata su legno 65x100 cm
Antoni Tàpies: Blanc amb inicials, 1963 tencia mista su tela riportata su legno 65x100 cm
Antoni Tàpies: Negre amb linia vermella, 1963 tecnica mista su tela 195x170 cm
Antoni Tàpies: Negre amb linia vermella, 1963 tecnica mista su tela 195x170 cm

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