Riccardo Oi. Fanghi Rossi
13/01/10 > 13/02/10 - Iglesias (CI)
Nei lavori precedenti Riccardo Oi si era interessato all'approfondimento del ruolo che lo star system ricopre nella quotidianità omologata di una parte della società.
In questa nuova occasione espositiva, il giovanissimo artista iglesiente (1990) ha realizzato una serie di piastrelle simili a quelle dedicate ai divi e alle dive ad Hollywood, di quelle che pavimentano la famosa strada delle stars.
Ma tali omaggi all'arte cinematografica ma anche alla notorietà e al glamour sono trasformati dall'artista in qualcos'altro perchè da lui realizzati con i nocivi fanghi Rossi.
I fanghi Rossi, qualcosa di terribilmente familiare alla popolazione sarda, sono sterili minerari della lavorazione elettrolitica degli ossidati dello zinco e, oltre a definire un paesaggio spettacolare della miniera di Monteponi ad Iglesias, costituiscono una pericolosa fonte di inquinamento per il territorio circostante.
Tale pericolosità deriva principalmente dai processi di ossidazione dei solfuri, come la galena e la blenda, che producono una forte acidificazione del substrato rilasciando zinco e piombo liberi; in questo materiale sono spesso presenti altri velenosi inquinanti come mercurio, arsenico, cadmio, cromo etc.
L’intento di Oi è quello di mettere in relazione l'emblema d’immortalità della stella-star con la mortalità del materiale utilizzato, richiamando anche il fatto che i fanghi Rossi sono oggi anche un luogo della Sardegna - anzi il luogo - e tra i più fotografati ad Iglesias diventando pertanto il simbolo con cui si riconosce la cittadina mineraria; ciò nonostante la pericolosità del contenuto con il quale questo luogo è fatto e il considerevole patrimonio storico, architettonico, artistico e culturale della città.
Infatti, visitando Iglesias si può scoprire un Centro ben conservato e una grande ricchezza di manifestazioni tradizionali, medievali e barocche, il tutto circondato da un incredibile paesaggio caratterizzato oltre che dalla natura esuberante e selvaggia, marina e montana, da siti minerari che necessitano di urgenti bonifiche, in cui i buoni propositi collettivi si trasformano in una bomba ambientale che frena lo sviluppo turistico del luogo.
La stessa mentalità, radicatasi nei tanti anni di attività della miniera, e con un superato sentimento del lavoro importato e prodotto da grandi multinazionali incuranti degli impatti ambientali, sembra ancora oggi sopravvivere nella difficoltà di costruire nuovi scenari.
Riccardo Oi, portando all’interno della galleria i fanghi Rossi rende pericolosa e impraticabile la galleria indicando a quanti si illudono che l’aria dello spazio chiuso sia più dannosa di quello aperto delle enormi montagne di inerti all’ingresso della città.
In realtà i fanghi Rossi sono pericolosi proprio perché sono esposti all'esterno, al vento ed alle intemperie, mentre trasformati in queste particolari piastrelle annullano la loro tossicità: hanno, cioè, lo stesso grado di pericolosità di un dipinto ad olio realizzato con pigmenti cromatici al cadmio e al ferrossido di cianuro - cioè il rosso ed il blu - che servirono a realizzare colori molto cari ai sardi.
Prelevare una porzione di questi fanghi che sono all’interno di un parco geominerario patrimonio dell’umanità e mettere in atto una forma di riciclo estremo, parcellizzando la dimensione di ogni singola raccolta ( 20 x 20 cm), costituiscono il limite della legalità e della legittimità dell’intervento, rischiando di sollevare un polverone ancor più pericoloso di quello sollevato dal vento che quotidianamente trasporta i fanghi sui tetti e nei polmoni della popolazione.
Riccardo Oi nasce ad Iglesias, nel 1990, vive e lavora tra Iglesias e Milano, dove studia all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Principali mostre collettive: 2009 GiuseppeFrau Gallery, Est’Arte Iglesiente, ex scuola materna Bindua, Iglesias (CI); 2009 GiuseppeFrau Gallery, Distretto Culturale Evoluto, Baradili (OR); 2009 Workshop con Zarina Bhimji e Bartolomeo Pietromarchi.
La GiuseppeFrau Gallery è la prima, e l’unica, galleria d’arte contemporanea operante nel Sulcis Iglesiente. Interessata principalmente a sostenere e promuovere giovanissimi artisti, nati od operanti in Sardegna, è decisamente orientata verso un ambito della ricerca artistica più recente, la sperimentazione di nuovi linguaggi e un rapporto tra locale e internazionale e tra rete e territorio. La programmazione della galleria, infatti, cerca di mettere a fuoco la maturazione di alcuni artisti locali che, nel periodo estivo, hanno collaborato con artisti e curatori internazionali, dal progetto Cherimus (Jorge Orta, Zarina Bhimji, Matteo Rubbi, con Bartolomeo Pietromarchi e a cura di Emiliana Sabiu ecc.) all’Imaginary Museum (Cuoghi Corsello, Giuseppe Stampone, Gioacchino Pontrelli, Andrea Aquilanti, Daniela Perego, Andrea Fogli, Flavio Favelli, Donatella Spaziani
Riccardo Oi. Fanghi Rossi
A cura di: Pino Giampà, Barbara Martusciello
Periodo: 13/01/2010 - 13/02/2010
GIUSEPPE FRAU GALLERY Via Roma, 68 - Ex Scuole Maschili Iglesias (CI)
Tel. 078145989 E-Mail Web
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