Nicola Samorì. La Dialettica del Mostro
18/02/10 > 27/03/10 - Milano
Il titolo è mutuato dalla definizione dello storico dell’arte tedesco Aby Moritz Warburg (Amburgo 1866 - 1929) che fa riferimento all’inquietudine che abita la bellezza in ogni epoca.
La mostra dell’artista (Forlì 1977) presenta circa 20 opere tra dipinti e sculture il cui oggetto di ricerca, ci spiega direttamente l’autore, è quello di: “restituire un teatro instabile dove ritratti di ritratti (mai ritratti dal vero) falliscono ripetutamente il loro tentativo di compiersi”.
Le opere presentate in mostra, infatti, sono storie di presenze, sopravvivenze e incorporazioni di opere celebri o dimenticate, antiche o recenti, che dopo un processo di meticolosa riscrittura da parte dell’artista sono scosse nella loro fisionomia o isterizzate, con gesti che s’immettono nelle effigi quando “il loro corpo è ancora molle”, non interamente essiccato.
Ogni opera parte da un soggetto selezionato in un clima figurativo stabile, come il Rinascimento o il Purismo, che è trascinato prepotentemente verso l’”antigrazioso” dal suo stesso interno, non come gesto rabbioso e collerico, ma come l’incursione di una breccia nella carne stessa della pittura.
L’allestimento mostrerà un intersecarsi di tempi simile a quello di certa cinematografia, che nella narrazione si diverte a creare balzi nel passato e nel futuro; opere carpite al Seicento o all’Ottocento entreranno in interferenza con il Contemporaneo, riplasmate, trasformate fino a divenire forme nuove.
Anche le sculture rientrano in questa dialettica: un Crocefisso monumentale dell’artista barocco Pietro Tacca diventa tra le mani di Samorì quasi illeggibile, per una sedimentazione di materia che evoca la montagna nella sua concrezione calcarea biancastra.
Nicola Samorì, vive e lavora a Bagnacavallo (RA) negli ultimi due anni ha partecipato al Premio Cairo, esposto a Villa delle Rose di Bologna nella mostra Not so private, al Museo di Riva del Garda (TN) e al Forte di Nago (TN) la personale Lo popolatore, a cura di Giovanna Nicoletti, ai Magazzini del Sale di Cervia (RA) la personale Being, con testo di Flaminio Gualdoni, e all’ Antico Convento di San Francesco, Bagnacavallo (RA) la personale Presente sempre con testo di Flaminio Gualdoni. Hanno scritto di lui numerosi critici d’arte, tra i quali: Olga Gambari, Philippe Daverio, Maurizio Sciaccaluga, Alberto Zanchetta, Alberto Fiz, Walter Guadagnini, Vittorio Sgarbi e il poeta Davide Rondoni.
Nicola Samorì. La Dialettica del Mostro
Periodo: 18/02/2010 - 27/03/2010
MARCOROSSI ARTECONTEMPORANEA Corso Venezia, 29 Milano
Orari: da martedì a sabato ore 11-19 Ingresso: libero Tel. 02795483 E-Mail Web
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