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Parmarè-Lupoletti. Doppia Personale
10/03/10 > 30/04/10 - Goteborg - S

Parmarè-Lupoletti La “virtù” dell’assoluto ha sempre contraddistinto la ricerca artistica di Parmarè e si è sempre più definita, man mano che dalla materia del disegno-segno, fatto di incroci, di diagrammi, di angoli, si è accentuata la materia ora diafana, rupestre, molecolare, campiture negative e passive, trionfo dell’atonalità che non esclude il “tono”. Tracce e trame, modo del contrasto, il disegno-segno-emblema, e punto d’astrazione il Colore. Tutta l’opera di Parmarè vive di un principio mimetico che parte dall’idea che l’immagine non più immagine è un atto della percezione, una traduzione dei moti dell’animo in segni e superfici. Emerge uno sforzo continuo da parte dell’artista per liberarsi dalla superficie delle cose, per penetrare la materia e rivelarne le strutture più intime. Questo fascino per le modalità elementari della materia tradisce una nostalgia dell’immergersi nuovamente in un mondo aurorale e, aggiungerei, questo sforzo esprime il desiderio di riattare una solidarietà metafisica tra l’uomo e la natura. Se si ammette che il moto verso l’espressione plastica astratta che si riscontra nella pittura dei primi decenni del secolo scorso sia stato causato dall’evoluzione della coscienza del nostro tempo verso l’astratto, allora la tendenza dei “moderni” in generale e della pittura “astratto-reale” in particolare non ci appare più come una decadenza dell’arte, ma occorre riconoscere che da questa tensione deve nascere un nuovo stile. La nostra epoca ha raggiunto il culmine dell’individualismo: l’individuo ormai maturo è in grado di trovare con l’universale un sempre maggiore equilibrio. Quando questo equilibrio sarà raggiunto esso verrà espresso sotto ogni aspetto della vita esteriore. Come logica conseguenza di ciò l’astrazione di Parmarè nasce da una progettualità in cui l’immagine scaturisce da una dimensione onirica, ben lungi da echi esteriori e assume valori archetipi di spazialità, di misteriosità compositiva, di fantastica costruzione del colore nel suo dinamico disporsi nei tonalismi.

Luciano Lupoletti entro la figurazione di uno spazio segmentato a tessere di colore, sonda un universo di eventi reali e di memoria. Sia il processo di contaminazione, sia la configurazione con cui le immagini si presentano, sono gli elementi che più interessano la ricerca dell’artista, il quale isola al centro della superficie dei suoi dipinti quel circuito, quella sfera gremita di eventi tipici non soltanto del repertorio del vedere pittorico, ma anche della coscienza dell’individuo, ora solo grande occhio che riflette le informazioni, i fenomeni, la realtà del suo intimo e dell’ambiente circostante.
Ma quella realtà è però on circuito chiuso indifferenziato, o meglio la dimensione dei suoi piani, la sua ambivalenza, per cui vero o falso, memoria e quotidiano si scambiano le parti. La dimensione della scena diventa circuito del segno in cui sono appunto inglobate le informazioni psichiche che simboleggiano conflitti e impressioni della nostra attività inconscia. Le immagini di Lupoletti sembrano percorse da un antico furore. Nella sua pittura s’incontrano e s’intrecciano due opposti modi di visualizzare l’esperienza:un ordine geometrico che, al limite, può giungere all’astrazione pura, denotando una spazialità contemplativa e serena; e un’evocazione di forme che della figurazione originaria conservano un’allusiva figuralità, quasi come brani o frammenti d’esperienza anatomizzata, che mantengono intatta la loro organicità, nei contorni sinuosi e nella pregnanza delle luci e delle ombre, ma svolgono un ruolo di apparizioni della memoria, più che di riferimenti all’esperienza diretta. Questi due aspetti si compenetrano, si coinvolgono a vicenda, istituendo un sottile contrappunto di emozioni e di percezioni che immergono lo spettatore in uno spazio fatato e vagamente surreale, che tende a ritrovare nella forma sintetica e scattante delle allusioni la dinamica di un mondo oggettivo, la cui consistenza sfiora il confine di una remota contrada dell’animo, al punto d’innesto della memoria nelle parvenze delle motivazioni sotterranee di ogni giorno.
Parmarè-Lupoletti. Doppia Personale

A cura di: Vincenzo Cignarale

Inaugurazione: mercoledì 10 marzo ore 17.00
Periodo: 10/03/2010 - 30/04/2010

GALLERY KONSTER
Kastell 41 Street
Goteborg - S

Orari: tutti i giorni eccetto lunedì 11,00-19,00
Ingresso: libero
E-Mail

Riferimenti e Note:
Tel. 3495706280
E-Mail

Organizzazione: Vincenzo Cignarale


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