Vedo Cose Che Non Ci Sono.
Mostra Collettiva
25/05/10 > 10/09/10 - Roma
Grazie ad uno strumento istituzionale come il museo noi impariamo a ricordare e a fissare canoni storici, ma anche a perfezionarci nell’arte dell’oblio. Gli oggetti, così come le narrazioni che li accompagnano, trovano il proprio posto all’interno o al di là della storia, mescolati con l’ausilio di arroccamenti espositivi, della rotazione tra la sala espositiva e il magazzino e anche della forza di coinvolgimento nei meccanismi di legittimazione del potere e del prestigio.
La mostra è un breve racconto del museo e del suo bisogno compulsivo, ma anche capriccioso, di accumulare oggetti; a causa di ciò l’istituzione diventa una macchina per la stesura e la redazione sia della storia dell’arte che della storia in senso generale.
I lavori presentati in mostra fanno riferimento al processo di stravolgimento delle narrazioni storiche ufficialmente in vigore e dei metodi con cui vengono riportate le biografie individuali. Gli artisti, coscienti delle strategie adottate nei musei, operano una manipolazione del linguaggio e della memoria preannunciando il che cosa e il come debba essere ricordato, indipendentemente dal fatto che si tratti della retorica obbligatoria del “popolo eletto” (Uklanski) o di mitologie private (Bakowski, il cui lavoro – che per l’artista costituisce un “monumento” dedicato alla conversazione con un amico – dà il titolo all’intera mostra).
La mostra si compone principalmente di lavori che si trovano nella collezione del Museo d’Arte Moderna di Varsavia, una delle più giovani istituzioni artistiche in Europa (nata nel 2005) con un intensa attività espositiva, nonostante il museo non abbia ancora una propria sede definitiva.
Tra le sue attività rientra tra l’altro la partecipazione attiva alla produzione di nuove opere che si riferiscono al contesto locale e alle trasformazioni politico-sociali e il contributo attivo alla riscrittura della storia dell’arte più recente dove, all’interno del canone internazionale, trovano la loro giusta collocazione artisti dimenticati o misconosciuti dell’Europa Centrorientale.
L’apertura di "Vedo Cose Che Non Ci Sono", presso l’Istituto Polacco di Roma, costituisce un assaggio di strategie istituzionali di alto livello e, non a caso, coincide con l’apertura a Roma del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Allo stesso tempo si tratta di una “postilla” al dibattito internazionale sul futuro e sulla missione dei musei pubblici.
Vedo Cose Che Non Ci Sono.
Mostra Collettiva
A cura di: Sebastian Cichocki e Ana Janevski (Museo d’Arte Moderna di Varsavia)
Artisti: Wojciech Bakowski, Tania Bruguera, Oskar Dawicki, Aneta Grzeszykowska, Sanja Ivekovic, Deimantas Narkevicius, Agnieszka Polska, Katerina Seda, Piotr Uklanski
Inaugurazione: martedì 25 maggio ore 18.00 Periodo: 25/05/10 - 10/09/10
ISTITUTO POLACCO DI ROMA Via Vittoria Colonna, 1 Roma
Orari: lunedì - venerdì ore 14:00 - 18:00 Ingresso: libero Tel. 06 36000723 E-Mail Web
Riferimenti e Note:
Evento speciale
Conferenza: Sebastian Cichocki e Ana Janevski ”I primi anni: 2005–2014. Il caso del Museo d’Arte Moderna di Varsavia”
mercoledì 26 maggio 2010, ore 13:30
Organizzazione: Katarzyna Karwanska
Ufficio Stampa: ALAN SANTARELLI Tel. 348 4153676 E-Mail Web
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