Christian Boltanski. Personnes
HANGARBICOCCA 25/06/10 > 19/09/10 - Milano
Christian Boltanski, il grande artista francese dell’emozione e del vissuto, ha ripensato la monumentale installazione Personnes, presentata a Parigi al Grand Palais in occasione del progetto Monumenta, per lo straordinario spazio dell’HangarBicocca, che riapre alla città dopo un lungo intervento di ristrutturazione che lo ha dotato di nuova pavimentazione, impianto elettrico e di riscaldamento, caffetteria, libreria e giardino.
L’installazione consiste in un vasto cumulo di vestiti usati ammassati nel grande CUBO in fondo all’Hangar; sopra la montagna d’indumenti una grande gru li mescola e sposta casualmente. Si accederà al CUBO attraversando un lungo corridoio nella grande navata, e durante il “cammino” si ascolteranno incessantemente i battiti del cuore che Boltanski registra dal 2008 all’interno del suo progetto Les Archives du coeur che conta già sessantamila battiti di cuore registrati. L’archivio dei cuori dell’umanità, realizzato grazie alla Naoshima Fukutake Art Museum Foundation e custodito nell’isola giapponese di Teshima, è destinato a crescere negli anni. Anche i visitatori di HangarBicocca potranno aggiungere le loro pulsazioni cardiache, registrandole su un CD in un apposito spazio, e diventare così parte di questo ambizioso progetto di Boltanski.
L’installazione di Boltanski, di grande impatto visivo ed emozionale, forma un’opera unica che sviluppa i temi fondamentali del rapporto tra vita e morte, dell’esistenza umana individuale e collettiva, della memoria e dell’oblio, del passato e del presente, conducendo il visitatore in una intensa esperienza multisensoriale e inducendolo a riflettere sul passare inesorabile del tempo, sul destino e sul significato della vita umana.
La mostra di Boltanski in HangarBicocca è molto diversa da quella presentata a Parigi e di recente a New York. E’, secondo le parole dell’artista: “una partitura musicale suonata in modo diverso a seconda del luogo”. Per due motivi essenziali: la presenza della straordinaria opera Sette palazzi celesti di Anselm Kiefer e la peculiarità dello spazio.
Boltanski ha scelto di rendere l’installazione Personnes meno materica e più spirituale e drammatica, enfatizzando la parte sonora, e creando un dialogo tra luce e ombra, tra vita e morte, per accordarsi al significato più profondo dell’opera di Kiefer e per adattarla a quello che ha definito “uno spazio straordinario”.
Il visitatore si trova perciò immerso nel buio della navata lunga, accanto alle torri e sente il battito del cuore umano che diventa sempre più forte man mano che procede, in un percorso obbligato, verso la luce del CUBO, dove trova la grande gru che sceglie casualmente da un mucchio i vestiti, per depositarli qualche metro più in là. Si avanza verso il destino, in un cammino stretto e delimitato da una griglia metallica, senza poter tornare indietro, con i battiti del cuore che pulsano dentro ciascuno di noi. La gru esprime anche questa volta il Caso o, per i credenti, la mano di Dio che sceglie ogni giorno chi sarà espulso dalla vita. I vestiti alludono alla vita, fanno immaginare chi li ha portati, segnano l’assenza non la presenza, fanno riflettere sulla fragilità umana e ciascuno viene costretto a scendere a patti con lo scorrere implacabile del tempo, per il quale non c’è una spiegazione razionale e che è assolutamente ineluttabile.
Dieci giorni prima della chiusura della mostra ciascun visitatore potrà portarsi via qualche indumento e distruggere così la montagna incombente e nello stesso tempo restituire nuova vita e un nuovo destino ai vestiti di Personnes. Questo per rendere la mostra “sostenibile” anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, fatto che sta molto a cuore all’artista.
Un lavoro dunque di straordinario spessore umano, al tempo stesso semplice e sofisticato, che chiede al visitatore di abbandonare, entrando in Hangar, le proprie cristallizzate abitudini visive e mentali e di vivere nell’opera, facendone parte, individuo unico tra la moltitudine di essere simili. Boltanski, in accordo con le teorie orientali, insiste nel trasmettere, tramite una parabola semplice, concetti filosofici fondamentali legati al significato dell’esperienza umana. Ed auspica inoltre che la disastrosa crisi economica che ha colpito il mondo intero, possa riportare l’uomo all’essenza delle cose quotidiane, favorendone le relazioni e gli scambi e tramandando le “storie” di ogni famiglia o gruppo di persone. “La nostra essenza - dice Boltanski - è fatta di tanti pezzetti dei nostri morti che vivono in noi e ci costruiscono”.
Christian Boltanski. Personnes
A cura di: Chiara Bertola
Periodo: 25/06/10 - 19/09/10
HANGARBICOCCA Via Chiese, 2 Milano
Tel. 02 66111573 E-Mail Web
Ufficio Stampa: STUDIO LUCIA CRESPI Tel. 0289401645 E-Mail
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