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Turi Simeti. Mostra Antologica
EX COLLEGIO DEI GESUITI
17/07/10 > 12/09/10 - Alcamo (TP)

Turi Simeti A distanza di quasi mezzo secolo dalle prime partecipazioni importanti a mostre e rassegne, Turi Simeti continua a svolgere con immutato rigore i termini di una ricerca artistica di rara coerenza.
Siciliano di nascita ma da decenni residente a Milano, Simeti ha infatti indagato i termini dello spazio e del colore con una personalissima sigla formale, legata alla forma ovale e alla sua estroflessione dalla tela, riepilogata in una continua ricerca di variazioni.
La mostra nella sede dell’ex Collegio dei Gesuiti segna il ritorno di Simeti nella cittadina siciliana dove è nato nel 1929.
Un omaggio che l’artista ha voluto ordinare in un percorso antologico di circa 50 opere, dagli inizi degli anni Sessanta sino alle opere più recenti, privilegiando nell’allestimento l’unitarietà di spazio e colore, accostando quindi i lavori nella suggestiva unità del monocromo: il giallo il grigio, l’azzurro, il verde e il rosso si alternano così nelle sale ogni volta sviluppando un dialogo silenzioso con gli antichi ambienti seicenteschi del Collegio dei Gesuiti.
Nel colloquio intenso e circolare delle opere tra loro e con l’architettura, emerge così la qualità essenziale del lavoro di Simeti: un gioco di variazioni e increspature, di modulazioni e di movimenti minimi in cui l’aggetto delle forme ovali, l’affiorare delle luci e il dilatarsi delle ombre, il continuo mutare delle geometrie, svolgono quella riflessione sugli elementi elementari della visione e del linguaggio che Simeti ha individuato come portanti nel clima culturale della seconda metà del Novecento e che adesso consegna al nuovo secolo.

Turi Simeti nasce ad Alcamo, in provincia di Trapani nel 1929.
Si trasferisce a Roma nel 1958, dove avvia i primi contatti con il mondo dell’arte, e conosce tra gli altri l’artista Alberto Burri di cui frequenta lo studio.
Da queste sollecitazioni deriva all’inizio degli anni Sessanta, una prima produzione di opere polimateriche.
In questi stessi anni, Simeti soggiorna inoltre per lunghi periodi a Londra, Parigi e Basilea.
Nei primi anni Sessanta, in sostanziale sintonia con coeve esperienze in ambito internazionale motivate da una comune volontà di azzeramento della tradizione e dei codici precostituiti dell’espressione artistica, il linguaggio di Turi Simeti si definisce attraverso l’acquisizione della monocromia e del rilievo come uniche forme compositive e si struttura principalmente intorno a un elemento geometrico, l’ellisse, che diventerà la cifra del suo lavoro artistico.
Nel 1963 prende parte al Premio Termoli e alla mostra “Arte Visuale” presso Palazzo Strozzi a Firenze, dimostrando di condividere le dinamiche delle ricerche visive e strutturali vicine all’arte programmata e alla Nuova Tendenza.
Simeti partecipa con le sue opere a varie rassegne che nascono all’insegna di tale corrente, così come altre importanti rassegne internazionali dedicate a quell’area di ricerca.
Ancor più importante per l’acquisizione dell’opera di Simeti a un panorama specifico, risulta il suo inserimento nel progetto “Zero Avantgarde”, che fa la sua prima uscita nel 1965 nello studio di Lucio Fontana a Milano.
Nel 1965, trasferitosi a Milano, realizza la sua prima personale nella Galerie Wulfengasse di Klagenfurt.
L’anno seguente tiene una personale nella Galleria Vismara, presentata in catalogo da Giuseppe Gatt.
Tra il 1966 e il 1969, invitato come Artist in Residence dalla Fairleigh Dickinson University, si trattiene per lunghi periodi a New York, dove allestisce uno studio e realizza numerose opere all’interno della poetica rigorosa che è andato definendo.
Esposto in numerose gallerie italiane, già nella seconda metà degli anni Sessanta il lavoro di Simeti riceve interesse in Svizzera e in Germania, dove la sua fortuna andrà crescendo negli anni (nel 1971 espone nella prestigiosa galleria M di Bochum, da Loehr a Frankfurt, nella galleria Bettina a Zürich).
In questi anni l’opera di Simeti va configurandosi come una ricerca consequenziale, nel passaggio da opere singole a dittici e polittici con un elemento aggettante che viene spesso decentrato, e quindi con la sperimentazione di formati e sagome differenti, che raggiungeranno effetti di maggiore complessità spaziale nel corso degli anni Ottanta.
Nella seconda metà degli anni Settanta la sua attività espositiva lo porta in diverse città europee come Basilea, Düsseldorf, Coblenza.
Nel 1980 la Pinacoteca Comunale di Macerata ospita una mostra personale.
Dallo stesso anno inizia a lavorare in un suo nuovo studio a Rio de Janeiro, città in cui trascorre lunghi periodi invernali e dove negli anni successivi espone ricevendo importanti consensi.
Dopo anni d’intensa presenza all’estero, Simeti torna ad esporre in Italia.
L’accostamento alle opere di Castellani, Bonalumi e altri nelle mostre “La Tela Estroflessa nell’Area Milanese dal 1958 ad Oggi” presso la Galleria Arte Struktura nel 1989 e “‘58-‘80 Bonalumi - Castellani - Simeti /Tre Percorsi”, sempre a Milano, nella Galleria Millenium, l’anno successivo, mette in risalto come l’estroflessione praticata da Simeti assuma valori contigui ma anche antitetici rispetto alle analoghe tecniche compositivo-costruttive applicate da Castellani e Bonalumi.
Nel 1991, presentato in catalogo da Elena Pontiggia, espone un’ampia selezione di lavori al Museo Civico di Gibellina.
La sua opera va configurandosi ora attraverso la moltiplicazione e la dispersione degli elementi volumetrici-aggettanti ovali nella superficie, con una colorazione più intensa e diversificata, recuperando valori di relazione architettonica sempre più evidenti.
Nel 2001 Simeti espone alla Civica Galleria d’Arte moderna di Gallarate.
Tra il 2002 e il 2003 numerose mostre sono allestite in Italia e all’estero, tra cui la Fondazione Mudima, Milano.
Nel 2004 le opere di Simeti sono esposte presso la Galleria Poleschi di Milano con una presentazione di Luca Beatrice.
Nell’ottobre 2009 una installazione di grandi opere bianche nello studio d’arte contemporanea Pino Casagrande a Roma e nel febbraio 2010 espone per due mesi grandi opere nella galleria Salvatore + Caroline Ala, a Milano.
Vive e lavora a Milano.
Turi Simeti. Mostra Antologica

A cura di: Bruno Corà, Sergio Troisi

Periodo: 17/07/10 - 12/09/10

EX COLLEGIO DEI GESUITI
Piazza Ciullo
Alcamo (TP)


Catalogo: Christian Maretti


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