Stefano Butera. Terra e Acqua
GALLERIA ESTENSE ARTE 12/09/10 > 30/09/10 - Cernobbio (CO)
C’è un punto in pittura oltre il quale la rappresentazione supera la realtà stessa, diviene l’essenza, o l’anima, o il sentimento metafisico delle cose rappresentate. Mi sembra evidente che questi dipinti di Butera si collocano oggi, con una forte e straordinaria capacità di risoluzione, oltre quel punto, oltre quella soglia.
In altre parole, lo scrupolo veristico che guida la sua mano e l’occhio nel realizzare questi suoi passaggi e composizioni agresti è talmente minuzioso e puntiglioso, talmente ravvicinato e ipersensibile da trasformare i suoi soggetti, nel senso più pieno e letterale del termine: cioè nel senso di andare oltre la forma, di un tran-formare oltre il limite delle apparenze e oltre le sembianze della realtà. La verità oggettiva delle immagini ne è difatti come “tirata” al di là di ogni verosimiglianza, al di là di ogni consueta consistenza fisica, fino ad evocare appunto una dimensione metafisica della visione, del concetto stesso di paesaggio e di natura. Più vero del vero, insomma, è l’ambiente nel quale si muove il dipingere così robusto e singolare di Butera.
E proprio uno dei dati salienti nell’attuale situazione dell’arte contemporanea è senza dubbio il fatto che sono ormai pochi gli artisti mossi dalla volontà di praticare nel loro lavoro un rapporto vero, autentico e non mediato con le circostanze della realtà. Un rapporto solidamente a fuoco sulle circostanze emozionali, sensibili, poetiche di una contemplazione delle cose così come sono, di una loro traduzione in immagini espressivamente significative per il tramite della rappresentazione pittorica. Ecco quindi, subito, uno dei motivi di forte interesse e richiamo che il lavoro di Butera può sollevare, ancor prima dell’indubitabile fascinazione che questo suo durevole e suggestivo amore per la natura certamente comporta. In questa sua forte adesione alla “semplicità” di una possibile poetica dello sguardo, e a tutto ciò che di scelte formali e di mestiere essa implica, c’è difatti anche una energica, robusta caratterizzazione polemica, un rifiuto (magari istintivo, sorgivo, generoso) per le frivolezze e per l’effimero di tanti equilibrismi odierni, di tante fumisterie e arbitri perpetrati nel nome di un indefinito, quanto lautamente indimostrabile, rinnovamento artistico.
Dunque una pittura polemica la sua. Una pittura che, con questo suo aller au motif, come dicevano gli impressionisti francesi che passeggiavano per le campagne con il cavalletto sulle spalle e la valigetta dei colori in mano, si riallaccia al solco profondo della tradizione. Malgrado le sue apparenze, infatti, ad una lettura non frettolosa e non solo epidermica i paesaggi di Butera sono in qualche modo ben più ravvicinabili a quella lezione del secolo scorso che ad un apparentamento con quell’iperrealismo americano giunto fino a noi dall’America degli inizi anni settanta.
Là dove c’è uno sguardo freddo, tecnologico, anonimamente imparziale e esplicitamente mimetico e fotografico, come appunto negli Americani, qui c’è invece un’adesione sostanziale al dato naturalistico. Una adesione profonda e magari anche mediata dall’ausilio o dal “promemoria” fotografico, ma sempre, anche , interpretata, interiorizzata, assunta come stimolo e catalizzatore emotivo all’interno dell’immaginario dell’artista e dello sguardo ricreato sulla tela:uno sguardo, appunto, caldo di emozione e di trasporto sensibile, di effetto sottilmente lirico per la vertigine incantata dei campi e dei boschi, dei fossi e delle snebbianti prospettive nell’orizzonte basso e lontano di una placida campagna.
Il “mestiere” di Butera, questa sua minuziosa e consumata perizia di mano, di velature, di impasti sapienti, che certamente non può che sedurre al primo sguardo lo spettatore, ha rappresentato e rappresenta una conquista tecnico-espressiva straordinaria. In fondo è come l’espressione suggestiva di una sorta di nostalgia. Come un brivido sottopelle, come l’inquietudine appena avvertita che confusamente si manifesta nei confronti di qualcosa che sentiamo minacciata, e che viene perdendo per sempre. Una nostalgia, un brivido che qui, tra le sue mani, l’artista ha saputo davvero tradurre in momenti incantati di sottile poesia.
Giorgio Seveso
Stefano Butera. Terra e Acqua
Periodo: 12/09/10 - 30/09/10
GALLERIA ESTENSE ARTE Via Regina, 22 a Cernobbio (CO)
Tel. 031 341233 E-Mail Web
|
|
 
| Galleria
Immagini |
Stefano Butera. Terra e Acqua GALLERIA ESTENSE ARTE |
| |
 | | |
Expo
3d:
la Galleria Virtuale
Un nuovo servizio per presentare le Opere in un ambiente tridimensionale.
>>
continua |
Video
& DVD Service
Servizi Video per mostre, esposizioni, documentari. Realizzazione
DVD e pubblicazione on-line. >>
approfondisci |
Segnalazione
Eventi
Per segnalare mostre, eventi artistici o altre iniziative artistico
- culturali, è necessario seguire la procedura indicata
nell'apposito modulo: modulo di
segnalazione eventi |
|