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ASPETTI DELL’ARTE
Ogni opera d’arte presenta due aspetti: è un’esperienza
presente come anche una testimonianza del passato, ed è apprezzata,
preservata e studiata in queste due sue identità.
Come esperienza presente, le opere d’arte offrono alle persone
i piaceri, le tensioni, i drammi, e fondamentalmente la soddisfazione
ai sensi di forma pura - nelle arti visive le relazioni fra i colori,
le linee e le masse nello spazio.
Storia dell’arte e suoi metodi Il
significato del termine arte, derivato dal Latino ars, che voleva
dire “abilità”, è cambiato nel corso della
storia.
Nell’Europa medievale, la conoscenza delle “arti liberali”
era lo scopo di una persona educata; solo nel 19° secolo il termine
ha iniziato a denotare la pittura, il disegno, la scultura, le arti
grafiche, e le arti decorative.
Allora si ebbe una distinzione tra artista e artigiano, l’ultimo
denotava un lavoratore manuale abile, il primo connotava la capacità
dell’invenzione immaginativa.
Sebbene oggi le arti possano comprendere quella musicale e verbale
come anche la visiva, solitamente si presuppone che arte o belle arti
indichino le arti visive: PITTURA, SCULTURA, ARCHITETTURA, e per estensione,
stampa, DISEGNO, ARTI DECORATIVE e FOTOGRAFIA.
Il concetto di una storia dell’arte è relativamente recente.
Alla metà del 16° secolo Giorgio VASARI raccolse delle
informazioni sulle vite e le opere degli artisti rinascimentali in
“Vite degli artisti”.
Si può dire che la storia dell’arte moderna inizi alla
metà del 18° secolo con Johann Joachim WINCKELMANN, che
applicò il concetto di storia come ciclica a quello che rimaneva
dell’arte dell’antica Grecia e Roma.
Dal filosofo G. W. F. HEGEL in avanti, molto del supporto teorico
della storia dell’arte fu offerto da storici e filosofi tedeschi.
Heinrich
WOLFFLIN fornì, all’inizio del 20° secolo, una tecnica
per comprendere lo stile tramite il confronto di due opere di periodi
diversi e la rilevazione delle differenze; ancora oggi questo è
l’approccio euristico (interpretativo) maggiormente utilizzato.
La storia dell’arte, separata come disciplina distinta nelle
discipline umanistiche alla fine del 19° secolo, è ora
ampiamente non teoretica.
Gli storici esaminano le opere e i documenti relativi alle opere al
fine di collocarle in modo appropriato nella serie presente di gruppi
riconosciuti.
Largamente, le quattro categorie più generali dell’arte
occidentale sono antica, medievale, rinascimentale e moderna.
Nel passato, l’arte classica e umanistica della Grecia serviva
come standard in base al quale le opere erano giudicate.
Oggi, gli storici dell’arte sono neutrali nei confronti di stili
diversi-nessuno è superiore o inferiore, tutti meritano di
essere studiati.
I mezzi visivi L’arte
è stata fatta per molti motivi: per devozione religiosa, per
commemorare persone e eventi, per adornare oggetti utilitaristici,
per espressione personale. È anche stata creata su scale
diverse: immense cattedrali, grandi affreschi pubblici, piccoli manoscritti
privati, e più familiari, dipinti su cavalletto.
Forse la generalizzazione maggiore è che le arti visive sono
spaziali piuttosto che temporali.
La musica e la letteratura devono essere conosciute in serie nel tempo;
le arti visive devono, per necessità, essere conosciute nello
spazio.
Nella pittura, lo spazio è un’illusione-un’indicazione
di tre dimensioni in due.
Questo viene reso tramite delle convezioni comprese dal pubblico dell’opera,
e le convenzioni variano nei periodi e nei luoghi diversi. Ad
esempio, lo spazio può essere compreso tramite la sovrapposizione
di forme (la forma parzialmente posta su di un’altra è
davanti); tramite la localizzazione delle forme in relazione una con
l’altra (la forma più in alto è la più
distante); tramite la luce e la gradazione dei toni per simulare gli
effetti atmosferici della natura; o tramite un complesso sistema matematico
con il quale viene determinata la diminuzione della grandezza degli
oggetti quando aumenta la distanza dal piano del quadro verso un teoretico
punto di fuga infinito sull’orizzonte. La
scultura può rappresentare le tre dimensioni in tre dimensioni
e (tranne nel caso della scultura in rilievo, come il BASSORILIEVO,
che partecipa sia della profondità reale che di quella illusoria)
si vede meglio da un punto di vista in movimento.
In questo modo i volumi che costituiscono l’opera sono continuamente
riscoperti in interazioni nuove e interessanti con i vuoti circostanti.
Anche l’architettura è tridimensionale, ma con un effetto
completamente diverso da quello della scultura.
L’architettura racchiude i diversi spazi, li definisce e li
ordina, per il vantaggio di varie attività umane che avvengono
al loro interno.
Quando ci si muove attorno e attraverso un ambiente architettonico,
lo spazio appare e sparisce, generando delle reazioni in virtù
della scala e della struttura. In
un certo grado, i materiali fisici utilizzati dagli artisti influenzano
le proprietà dell’opera risultante. Un AFFRESCO (pigmenti
applicati su un muro di gesso bagnato) avrà proprietà
visuali diverse da un dipinto ad olio su tela, a un quadro a olio
avrà proprietà diverse da un ACQUERELLO su carta.
Una scultura modellata in cera e poi gettata in bronzo (PROCESSO A
CERA) avrà un effetto diverso da una scolpita direttamente
sulla roccia o sul legno.
I molteplici materiali a disposizione dell’architetto determinano
sia il tenore espressivo sia i limiti strutturali di un edificio.
In breve, una grande arte è in armonia con il suo mezzo.
Sperimentare le arti oggi
Oggi
le arti sono più accessibili che mai.
La maggior parte delle aree metropolitane possiedono almeno un museo
d’arte, e la diffusione di tutte le arti visive attraverso la
riproduzione fotografica ha portato le opere più remote a un
conveniente tavolino di bar.
Le opere conosciute di seconda mano attraverso le riproduzioni, tuttavia,
sono solamente fantasmi dei veri se stessi, e allora bisogna cercare
di ricostruire nella propria immaginazione il loro vero aspetto e
il loro vero effetto.
Poiché l’opera d’arte esiste come artefatto fisico
con proprietà speciali, è divenuto una rarità
per la bassa fornitura e l’alta richiesta.
In una società che valuta le cose in termini di denaro, l’opera
d’arte prende grande importanza come oggetto prezioso.
Ogni giorno si ha notizia di prezzi d’asta strabilianti o di
strabilianti furti nei musei, e spesso le opere originali possono
essere ammirate solo dietro a del plexiglas e in compagnia della guardie.
Inoltre,
spesso la CRITICA DELL’ARTE e la storia dell’arte possono
sembrare una regione esotica ed arcana dell’artificiosità
intellettuale, in cui vengono prese decisioni importanti su qualità
e importanza, che vengono poi trasmesse ad un pubblico più
vasto.
Questa nozione è ingannevole.
L’accessibilità all’arte significa anche la sua
accessibilità culturale e intellettuale.
Inoltre, gli storici si sono sempre più interessati a generi
artistici precedentemente ignorati perché erano stati definiti
“popolari”; inoltre, anche la cosiddetta arte elevata
e sempre più presente nella vita di quasi tutte le persone.
Un museo dovrebbe esistere per portare l’esperienza artistica
al suo pubblico, non per sequestrare oggetti preziosi.
Il ruolo del critico e di espandere negli altri la loro capacità
di risposta ad un’opera facendone osservazioni e un’analisi
che siano incisive, non pronunciando giudizi dall’alto. |
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SCULTURA
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