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L'Evento in ricordo
di Oscar Girardin Il
ciclo artistico di Oscar
Girardin è iniziato con la mostra - happening "A porte
socchiuse" che si è svolta, nel 1984, nella sua abitazione.
A questa sua prima apparizione pubblica, sono seguiti eventi ed iniziative
che hanno visto Oscar percorrere davvero in lungo ed in largo le vie
dell'Arte, passando, con un'indifferenza disarmante, dal "Figurativo
ed Astratto, Astratto e Figurativo, Informale, Optical, ancora Figurativo,
di nuovo Astratto, Body Art e Performance" così come egli
stesso ci ha lasciato scritto per la mostra Oscar
e i Suoi Nipoti.
A distanza di 18 anni dal primo evento e a poco più di un anno
dalla sua scomparsa, la Famiglia Girardin ha voluto ricordare il proprio
caro interpretando un'idea che Oscar "covava" da tempo e
collocandola proprio là dove avrebbe voluto lui stesso: a casa
sua.
Il suo desiderio era quello di creare un "grande monumento"
contro la burocrazia che governa le attività lavorative e contro
le vicissittudini che bisogna sopportare nel corso di attività
imprenditoriali.
Il "monumento" che aveva in testa e che aveva iniziato ad
abbozzare discutendone con amici e parenti, non poteva essere, di
certo, qualche cosa di "tradizionale".
Aspettava con ansia lo scadere dei 10 anni di fine attività
per poter creare un grande "altare" su cui bruciare dossier,
carte, fatture, pagamenti, bollette e quanto altro prodotto dalle
esigenze contabili e finanziarie; aveva quindi in progetto di creare
una contro-scultura al fine di evidenziare tutte le vessazioni a cui
si trovò sottoposto dai normali alti e bassi lavorativi.
La sua prematura scomparsa ha impedito lo svolgersi di un evento che,
ne siamo certi, avrebbe visto ripetere il grande successo delle precedenti
manifestazioni (A Porte Socchiuse,
Vorrei un dì riviver la mia vita,
La Testa Priva di Zavorra, Oscar
e i Suoi Nipoti) e lo avrebbe visto, ancora una volta, protagonista-provocatore.
Ma il desiderio di rinnovare il ricordo di Oscar tra gli amici e i
parenti hanno indotto Sabrina e Luigi (i figli) ad allestire un'esposizione
all'aperto (nel giardino della casa familiare) delle opere del padre,
ripercorrendone la cronologia artistica e mostrando anche le ultime
opere mai presentate in pubblico.
Il titolo non poteva che richiamare la prima manifestazione e, anche
per chiudere simbologicamente un ciclo, la scelta è caduta
su "A Porte Chiuse". Al
centro della mostra è stata posizionata "l'interpretazione"
dell'idea originale di Oscar.
Certo non la stessa idea, sicuramente non la medesima tipologia artistica,
ma, in ogni caso, un omaggio al proprio padre.
Dilia, la moglie, ha reso il tutto fruibile attraverso la sua solita
disponibilità resa ancora più efficace dalla assoluta
condivisione degli intenti.
L'allestimento è stato predisposto accentrando l'interesse
attorno ad un palo da cui pendeva un'opera di Oscar formata da due
lastre di plexiglass.
Su una lastra la raffigurazione del cervello umano; sull'altra, scritte
direttamente a pennarello, le parole e le voci incessanti della burocrazia
(tasse, iva, fatture, cambiali, ... ). Il movimento indotto dal vento
ha reso "animata" l'Opera e l'incessante scontrarsi delle
lastre una contro l'altra ha reso ancora più efficace il messaggio
implicito nella raffigurazione dell'umana incapacità di sopportare
la soffocante presenza della coercizione fiscale.
Alla base del palo, decine e decine di dossier posti a formare una
"piramide" disordinata.
Attorno ad essa, disposti a cerchio, 6 bidoni colmi di documenti e
carte. Sparse
nell'ampio giardino, posizionate a terra ed aperte, valige straboccanti
di documenti contabili.
Il perimetro della mostra è stato delimitato dalle Opere di
Oscar. Un ampio percorso antologico a rappresentare i 18 anni di "carriera
artistica", sempre in primo piano nella ricerca e con una filosofia
ben presente in mente rappresentata da una frase spesso riportata
su alcuni dei suoi lavori: "Vale la pena di continuare per ripetersi?"
Al termine della presentazione dell'iniziativa, Sabrina ha dapprima
dato il via a Luigi ad appiccare il fuoco ai bidoni e poi ha invitato
i presenti (davvero numerosi) a contribuire all'evento, gettando fatture,
bolle e quanto altro direttamente nelle fiamme.
L'happening si è svolto nel corso di una giornata che ha visto
altri due momenti significativi: "La festa dell'ua" e la
"Serata Gastronomica".
Nel primo pomeriggio amici e conoscenti hanno potuto vendemmiare dalle
vigne che lo stesso Oscar, tre anni fa, volle iniziare a coltivare
proprio per soddisfare la sua passione eno-gastronomica e per condividerla
con gli amici.
Il risultato della raccolta (oltre un quintale di mosto) lo vedremo
imbottigliato a tempo debito.
Verso sera, Luigi ha organizzato una "cena all'aperto" per
un oltre il centinaio di "fortunati" che sono riusciti a
prenotarsi in tempo.
La cena si è svolta proprio di fronte alle vigne ed è
stata organizzata grazie all'aiuto del Ristorante "Da Papi"
di S.Martino di Lupari. Crediti
e ringraziamenti Hanno
contribuito alla buona riuscita della giornata: Sabrina Luigi e Dilia
Girardin, Giorgio Ian ed Evan De Novellis;
hanno attivamente lavorato: Marta, Alessandro, Gerry, Simone, Ruggero,
Lidia ed anche Gianni "Alì".
ci hanno allietato con le loro musiche: Sandrone e Carlo;
hanno decretato il successo: gli amici, i parenti, i visitatori e,
naturalmente, i commensali.
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L'ingresso 
Installazione 
I dossier per il falò 
Particolare di un'opera 
Le valige con i documenti 
L'accensione 
Fasi dell'evento 
Fasi dell'evento 
Conclusione
Informazioni
Per ogni ulteriore informazione sulle opere, sulle installazioni
e sugli eventi realizzati da Oscar Girardin, potete contattare
gli eredi dell'Artista:
richiedi informazioni © 2002 Fam. Girardin, dgPIXEL
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