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Presentazione
Principale animatore del gruppo Cobra, Karel Appel è stato
un pittore olandese con una vasta preparazione culturale che gli deriva
dallo studio della pittura ufficiale, dall'Impressionismo, a Picasso,
alla Scuola di Parigi, al primitivismo, per consolidarsi poi in una
ispirazione di stampo espressionista a proporre una sua visione del
mondo di violenta emotività.
In polemica con l'intellettualismo ed il cerebralismo dell'astrattismo
europeo, Appel sostituì l'assenza della figura con la foga
incisiva del segno e del colore, applicato con pennellate ampie, dense,
pastose, di materica sensualità, in continuo confronto con
i limiti della tela, in violazione di tutti i canoni compositivi della
rappresentazione, nel nome di una assoluta libertà espressiva,
con la gestualità liberatoria dell'action painting che sprizza
energia allo stato puro: il risultato è una pittura forte,
aggressiva, vitalistica, inquietante, dalla tipica deformazione espressionista
della forma (elementi che ben si rilevano nel dipinto presentato),
dai colori decisi e violenti che l'artista impastava direttamente
sulla tela, con grande impiego del nero, poi stesi secondo un metodo
del tutto personale che egli stesso descrisse consistere nella successiva
sovrapposizione di strati cromatici, senza un preciso intento progettuale,
secondo l'istinto più disinibito.
Come
tutti gli aderenti al gruppo Cobra, Karel Appel è sempre
stato alla ricerca di una nuova rappresentazione della realtà,
fuori dai dogmi consolidati, della quale cerca le radici ispirative
nel mito, nei disegni dei bimbi e dei malati di mente, nel folklore
della cultura nordica, in tutto ciò che possa essere il più
possibile lontano dalla razionalità e dai condizionamenti
della cultura ufficiale, il che ne fa un valido rappresentante dell'art
brut, accanto a Jean Dubuffet: ne derivano grottesche figure vagamente
antropomorfe, improbabili animali, mostruose fantasie organiche
che popolano gli incubi della mente e le più paurose fiabe
infantili.
In una ricerca di "naturalità" che lo ha portato
progressivamente ad un dialogo sempre più serrato con la
"materialità" del dipingere, Appel si è
applicato al poliestere policromo, al legno dipinto, ai fogli d'alluminio,
alla ceramica ed è arrivato alla scultura, fermo restando
il mezzo espressivo per eccellenza la pittura, che rinnoverà
i suoi toni aspri e violenti, dopo un periodo di maggior misuratezza
negli anni '60/'70, nel duro neo-espressionismo degli anni '80,
dove ricompaiono i tipici colori contrastati e violenti, dalla rudimentale
applicazione, seppure in uno schema che la maturità rende
più costruito e pensato.
L'interpretazione
che Appel ha dato dell'Espressionismo, pur nella palese analogia
con i caratteri formali tipici di questa corrente, sprigiona una
energia esuberante che in parte ne diluisce il contenuto introverso
e angosciante a favore di un atteggiamento verso il mondo venato
a tratti di ironia sconfinante nel grottesco, rivelando nella vitalità
e nell'irruenza gestuale echi del Surrealismo e dell'Espressionismo
astratto americano, stabilendo nel superamento della raffigurazione
diretti rapporti con l'Astrattismo, conservando comunque una capacità
creativa indipendente e ribelle, sempre pronta a superare sé
stessa per intraprendere nuove vie, come ha confessato lo stesso
Appel allo scrittore Hugo Claus, nel '62: "....Non posso prevedere
quello che sta accadendo, è una sorpresa. Come una passione,
la pittura è un'emozione piena di verità e risuona
di un suono vivo, come il ruggito che viene dal petto di un leone."
Tratto da Guide di SuperEva
A cura di arch. Vilma
Torselli
Cenni biografici
(1921 - 2006)
Karel
Appel nasce ad Amsterdam il 25 aprile 1921. Dal 1940 al 1943 studia
alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam. Nel 1946
tiene la prima personale all’Het Beerenhuis di Groninga, in
Olanda, e partecipa alla mostra “Jonge Schilders” allo
Stedelijk Museum di Amsterdam; in questo periodo è influenzato
prima da Pablo Picasso e Henri Matisse, poi da Jean Dubuffet. Fa
parte del Nederlandse Experimentele Groep e, nel 1948, fonda il
gruppo CoBrA insieme con Constant, Corneille e altri. Nel 1949 realizza
un affresco per il ristorante del municipio di Amsterdam, che suscita
tanto scalpore da essere coperto per dieci anni.
Nel 1950 è a Parigi dove, tramite lo scrittore Ugo Claus,
conosce Michel Tapié, che gli organizza diverse mostre. Nel
1953 tiene una personale al Palais de Beaux-Arts di Bruxelles; nel
1954 riceve il premio dell’UNESCO alla Biennale di Venezia
e nel 1956 gli viene commissionata una pittura murale per il ristorante
dello Stedelijk Museum. L’anno successivo visita il Messico
e gli Stati Uniti e vince un premio di grafica alla Biennale di
Ljubljana in Iugoslavia; nel 1959 gli viene assegnato il premio
internazionale per la Pittura alla Biennale di San Paolo. La prima
importante monografia di Appel, scritta da Claus, esce nel 1962.
Alla fine degli anni ’60 si trasferisce al Château de
Molesmes, presso Auxerre, a sud-est di Parigi. Nel 1968 il Centre
National d’Art Contemporain di Parigi e lo Stedelijk Museum
di Amsterdam e nel 1969 la Kunsthalle Basel e il Palais des Beaux-Arts
di Bruxelles organizzano sue personali. Negli anni ’50 e ’60
realizza diverse pitture murali per edifici pubblici. Nel 1970 tiene
un’importante mostra al Centraal Museum di Utrecht, e nel
1972 una retrospettiva itinerante in Canada e negli Stati Uniti.
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"Bedized Pudding I" 
"Bedized Pudding II"
"Bedized Pudding III"
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"Trompet og Klovn"
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