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Arte Cinetica



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  Le Avanguardie storiche

Julio Le ParcIl rapporto che i movimenti "razionalistici" che si formano attorno agli anni ’60 intrattengono con le avanguardie storiche è un problema molto vasto ed articolato che è lungi dall’essere completamente approfondito, come non è ancora risolta la problematica assai complessa della natura della modernità che ne costituisce lo sfondo.

A questo proposito ci si può riferire alle osservazioni di Ernesto L. Francalanci.
"La "continuità’ storica delle avanguardie non procede affatto per strade ininterrotte e lineari, quanto per nodi e per intrecci di più funzioni e più livelli di produzione ‘culturale’ e quindi per implosione e saturazione di accadimenti; la storia delle avanguardie, che è stata fatta coincidere con la storia stessa delle arti di questo secolo e poco oltre, è dunque, piuttosto, una storia di eccessi di dire, di un mare smisurato di produzioni letterarie, musicali, grafiche, figurative, plastiche, cinematografiche teatrali, progettuali, architettoniche, urbanistiche, ma anche ideologiche, concettuali, filosofiche da una parte e, dall’altra, materiali, tecnico-innovative, comportamentali e quindi anche sociali e politiche; è perciò che una caratteristica costitutiva del fenomeno della avanguardia artistica è quella di possedere costantemente una ideologia estetica come progetto di reintegrazione, o comunque di interrelazione non occasionale, tra individuo e ambiente sociale complessivo.
(Ernesto. L. Francalanci, Note su alcuni materiali teorici dalle avanguardie storiche agli anni ’60, in Lea Vergine, L’ultima avanguardia, cit.)"

A proposito della sua ideologia estetica e della sua tensione ideale, l’Arte Programmata deve essere considerata un fenomeno solidale con la cultura del moderno, con quella cultura che è caratterizzata dalla ricerca di una "razionalità" universale che possa coincidere con un "progetto" globale filosofico e politico.

"Il movimento dell’arte programmata approfondisce ed accentua (...), non tanto la problematica ‘ingegneristica’ e ‘architettonica’ della creatività, quanto l’aspetto ‘etico’ complessivo dell’arte, del suo farsi, del suo organizzarsi, del suo diffondersi; in questo senso esso rappresenta un momento storico comunque nodale, poichè l’operazione creativa viene definitivamente a perdere ogni componente spiritualistica che, nonostante tutto, aveva caratterizzato quasi tutte le avanguardie storiche e perciò conquistando una precisa configurazione laica, antiromantica ed antimetafisica: all’intrecciarsi delle due forze vitali della cultura profonda delle avanguardie, lo spiritualismo e il materialismo, questo momento storico sostituirà il coniugarsi di razionalismo scientifico e di ideologia politica, compensando la perdita consequenziale del ‘poetico’, dell’universale interiore, con una diffusione universale dell’arte, con una ostentazione dimostrativa dei meccanismi più segreti della invenzione creativa, con la fissazione dei linguaggi formali su codici linguistici ossessivamente minimali e geometrici.
Proprio per ciò il movimento dell’arte ‘programmata’ tende ineluttabilmente a confrontarsi con l’ ’arte progettata’, con l’arte cioè realmente ‘costruttiva’, progettuale ed architettonica. "
(Ernesto L. Francalanci, Note su alcuni materiali teorici dalle avanguardie storiche agli anni ’60, cit.)"


Le denominazioni

Giuseppe MinorettiQueste espressioni, che si possono riferire a fenomeni per molti aspetti sovrapponibili, trovano senso e giustificazione in quanto mettono in luce aspetti diversi di una medesima tendenza artistica.
Come giustamente notano Pansera e Vitta: "In generale si parlò di Arte programmata, secondo una definizione che Dorfles attribuisce a Bruno Munari e che venne usata per la prima volta nel 1962, come titolo di una mostra patrocinata dalla Olivetti a Milano.
"Ma altre denominazioni, più specifiche, si susseguirono nel tempo.

Con Arte cinetica si intese sottolineare, fin dall'inizio, il tema del movimento dell'opera; con Arte visuale si pose invece l'accento sulla visualità strutturata in una dimensione sperimentale; con Arte gestaltica - un termine usato verso il 1963 sopratutto da Argan - ci si riferì alle modalità della fruizione dell'oggetto artistico da parte dell'osservatore, basandosi sopratutto sugli studi di Rudolph Arnheim (Arte e percezione visiva, 1954, trad. it. 1962) e di Wolfgang Koehler (La psicologia della Gestalt, 1947, trad. it. 1961).

Si coniò anche l'etichetta di Neocostruttivismo, per esaltare l'aspetto progettuale dell'opera, al fine di superare i tradizionali confini della figurazione e riproporre l'unità delle arti; e nel 1961, nell'ambito delle manifestazioni organizzate dal Museo d'Arte Contemporanea di Zagabria dal critico serbo Mestrovic (con varie ripetizioni anche in altre città fino al 1973), si diffuse il nome di Nouvelle Tendence.
(Anty Pansera, Maurizio Vitta, Guida all'arte contemporanea, Marietti, Casale Monferrato, 1986)

Il termine Optical Art si riferisce ad una articolata tendenza artistica interessata ai fenomeni percettivi e cinetici, presentata in contrapposizione alla Pop art, e alla quale fu abilmente attribuita la definizione di 'Optical art' (Arte ottica) contratta in Op art.

Fu la rassegna 'The Responsive Eye', organizzata presso il Museum of Modern art di New York da William Seitz, a portarla alla ribalta, grazie agli artisti provenienti da ogni parte del mondo, dai francesi Vasarely e Morellet all'inglese Riley, dagli italiani del Gruppo N ai tedeschi Gersterner e Mack, all'israeliano Agam agli americani Louis, Stella, Noland e, naturalmente, Albers.
(Anty Pansera, Maurizio Vitta, Guida all'arte contemporanea, cit.).


I Gruppi


Mirella ForlivesiIn Italia si costituiscono: a Padova nel 1959 il Gruppo N (Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi), a Milano nel 1959 il Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco) e nel 1964 il Gruppo MID (Antonio Barrese, Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca, Alberto Marangoni), a Roma fra il 1962 e il 1967 sono attivi: il Gruppo Uno (Gastone Biggi, Nicola Carrino, Nato Frascà, Giuseppe Uncini), il Gruppo 63 (Lucia Di Luciano, Lia Drei Francesco Guerrieri, Giovanni Pizzo), l’Operativo R, il Binomio Sperimentale P, a Genova il Tempo 3.

All’estero si formano, in Francia, il Gruppo Equipo 57
(Juan Cuence, Angel Duart, Josè Duarte, Augustin Ibarrola, Juan Serrano); il GRAV (Hugo Demarco, Garcia Miranda, Horacio Garcia Rossi, Julio Le Parc, Francois Molnar, Francois Morellet, Moyano, Servanes, Francisco Sobrino, Joel Stein, Yvaral), in Germania il Gruppo Zero (Heinz Mack, Otto Piene, Guenter Uecker), negli Stati Uniti l’Anonima Group (Ernst Benkert, Francis Hewitt, Edwin Meisz Koviskij), nell’Unione Sovietica il Gruppo Dvijzenije (A. Beniaminova, Galina Bitt, V. Buturlin, Wladimir Grabenko, Francisco Infante, Sergej Icko, Klave Nedelko, Lev Nusberg, Natalia Prokuratova).
 

Edoer Agostini - Opera
Edoer Agostini
"Struttura - rilievo" (1979)
Marcello Morandini - Opera
Marcello Morandini
"Struttura triangolare" (1974)
Salvador Presta - Opera
Salvador Presta
"Le aurore scese dalle feste boreali" (1983)
Celestino Facchin - Opera
Celestino Facchin
"Plastichormie modulari isotropiche (prototi '80/81PO Prog."Multi-Tri"A/B-G/H) (1980)
Angelo Bertolio - Opera
Angelo Bertolio
"Razionale - irrazionale" (1981)
Marcolino Gandini - Opera
Marcolino Gandini
"Intreccio architettonico" (1984)
Gaetano Pinna - Opera
Gaetano Pinna
"97 O.S." (1981)

Informazioni

a cura di Tiziano Santi
estratto dal cd-rom "Umbro Apollonio"
edito da: Provincia di Padova - Settore Beni Culturali
realizzazione: dgPIXEL multimedia
per saperne di più: Il Museo Umbro Apollonio
 
 
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