| |
E’
un’esplorazione dentro gli oggetti, nella loro vita spirituale
che ci predispone all’ascolto, che ci rende sensibili a quel
silente richiamo sonoro. Musicisti come Maeterlink e Wagner hanno
seguito lo stesso percorso di Kandinskij in campo musicale. Composizioni
spogliate da qualsiasi elemento descrittivo, architetture che scompaiono
nello scavo partiturale dell’opera, sospesa tra le corde dell’emozionalità
e la fluida suggestione interiore. Tutto prescinde dalla spiritualità
creativa dell’arte: puro suono della forma musicale, quindi,
privato di qualsiasi funzione narrativa; puro suono degli elementi
pittorici, denudati di funzione rappresentativa, puro suono della
parola espropriata da qualsiasi funzione conoscitiva.
L’eterea trasparenza dell’arte, l’empirea disciplina
del sublime irrazionale, si staccano dal tangibile e rendono esplicita,
nella loro forza intrinseca, il proprio ritratto interiore.
La
pittura come la musica, deve avere una vita autonoma , i suoi segni
devono vivere e risplendere di luce propria, non limitarsi ad una
funzione descrittiva, ma esternare la vita psichica dell’artista
e creare un dinamismo indipendente dei suoni musicali. La pittura
deve acquisire una dimensione temporale, deve poter essere assaporata,
assorbita , scoperta passo dopo passo , deve evolversi nel tempo,
seguendo la linea tracciata dall’artista, e regalarci attimo
dopo attimo emozioni e intensità, svelare i toni cromatici
nella loro forza inquietante, disarmante, affascinante, estetizzante.
Una lettura simile a quella di uno spartito musicale, che sprigiona
il suo valore solo se eseguita nell’ordine in cui è stata
concepita. Verità e bellezza sono la suprema forza dell’arte,
una composizione spirituale con variazioni sullo stesso tema, dove
le modulazioni pittoriche, poetiche e musicali s’innestano in
un’architettura armonica che partorisce l’Opera d'arte
totale in un non – luogo, perché ogni luogo coincide
con uno spazio mentale.
Simpatetica
visione tra Schönberg e Kandinskij che converge, appunto, nella
perfezione circolare dell’arte monumentale.
Tale concezione si colloca nella tradizione del romanticismo tedesco
e in Richard Wagner, dal quale però prendono le dovute distanze,
criticandolo duramente.
Wagner interpreta l’opera d'arte totale come una fusione delle
varie discipline artistiche. Amalgama, smussa le spigolature e riduce,
se non addirittura cancella, le differenze.
Per Schönberg e Kandinskij, sono proprio le differenze a rendere
interessante l'opera, privandola da un labile e sterile appiattimento.
Striature, contrasti, antitesi tra la consonanza razionale della regione
e le sfuggenti dissonanze di una passionalità oscillante, sono
il materiale vivo, il recettore che fa respirare l’arte insieme
alla percettività.
La percettività, infatti, si rivela di fondamentale importanza
per la fruizione dell’opera. L’opera astratta, come una
composizione inesplorata, scivola sullo spettatore a cui è
affidato il compito di completare l’atto creativo. L’interiorità,
l’intensa espressività dell’inconscio e l’intimità
psichica si riversano nel principio della necessità interiore.
Il magma emozionale porta ad una elaborazione pittorica dell’oggetto,
sperimentata da Kandinskij già nel 1911. L’artista opta
per una figurazione che non faccia più leva sulla rappresentazione
mimetica dell'oggetto.
L’arte assume sempre più il valore di una comunicazione
altamente spirituale. Il suo peculiare lessico, alieno alle regole
sintattiche dell’unità reale, smaterializza, in una frantumazione
fenomenica ,il materialismo, dissolvendolo nella libera espressione
dell’elemento spirituale. L’artista vede attraverso l’anima,
filtra il mondo nell’intimità emozionale, trasforma l’esperienza
visiva e acustica in esperienze psichiche cogliendo l’essenza
dell’Arte e del suo riflesso. Schönberg e Kandinskij sviluppano
un percorso armonico parallelo tra il vecchio e il nuovo espletando
la loro conformità alle leggi spirituali. I due artisti viaggiano
su un sistema binario dove Kandinskij segue la via delle«dissonanze
compositive» e Schönberg la via dell'espressione immediata,
intuitiva, «inconscia».
Kandinskij si concentra sugli elementi formali, punto, linea e loro
interazione nel piano, giungendo a considerare la musica, parte integrante
della struttura dell'opera. Spazialità e temporalità
sono una luminosa parabola nella libertà artistica, non più
soggetta a considerazioni formali, che ponevano la pittura come arte
dello spazio e la musica come arte del tempo. Divisioni, ormai, superate
e fuori contesto. Il ragionamento strutturale parte dal “punto”,
forma complessa intorno alla quale si sviluppa il concetto di movimento,
perché è «la forma più concisa dal punto
di vista del tempo». L’anima dell'astrattismo kandinskijano
irrompe nella dinamicità della musica. La profondità
del movimento accentua la percezione creativa in una tridimensionalità
emozionale riflessa sulla linea pittorica, simbiosi tra la grafia
musicale e la grafica del punto pittorico.
Caos e disordine nella conflagrazione del cosmo, irruenza tellurica
di un magma che investe l’uomo e ne travolge l’essenza,
è il risveglio della materia al suono incrinato dello spirito.
La percezione intimistico – emozionale e conoscitiva –
culturale si trasforma in completo e complesso trasporto artistico,
perché la pittura significa, la semiotica spiega, lo spirito
eleva il potere trascendentale della sua bellezza nel mistero della
musica come elevazione dell’anima, e l’invisibile diviene
visibile. << indietro
|
|
Vasilij Kandinskij
On Points. 1928.
Oil on canvas. 140 x 140 cm.
Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Paris,
France
Vasilij Kandinskij
To the Unknown Voice. 1916.
Watercolor and ink on paper. 23.7 x 15.8 cm.
Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Paris,
France
Vasilij Kandinskij
Yellow-Red-Blue. 1925.
Oil on canvas. 127 x 200 cm.
Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Paris,
France
Vasilij Kandinskij
Composition LX. 1936.
Oil on canvas. 113.5 x 195 cm.
Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Paris,
France
Vasilij Kandinskij
Impression III (Concert). 1911.
Oil on canvas. 77.5 x 100 cm.
Städtische Galerie im Lenbachhaus, Munich, Germany
INFORMAZIONI
Per contattare la curatrice di questa mostra virtuale e per
informarsi sulle opportunita' di realizzare mostre ed eventi
o per sapere come ottenere una critica d'arte: Antonella
Iozzo |
|
|