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Presentazione
Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli
e complementari: il livello tecnico - linguistico ed il livello espressivo
- evocativo.
Considero importanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente
l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.
Per me, come per i pittori che, per gli interessi che li caratterizzano,
si possono chiamare "percettuali", diventa focale l'interesse
per il "vedere" e la sua grammatica e quindi per l'esplorazione
delle regole percettive che stanno alla base del sottile e problematico
rapporto tra operatore e osservatore.
In questa prospettiva il mezzo comunicativo, che di norma è
considerato soltanto o soprattutto come funzionale alla realizzazione
di altri fini artistici, assume un ruolo centrale nell'operare pittorico.
La mia indagine linguistica è legata alla peculiare tecnica
di produzione delle mie opere. È un procedimento piuttosto
inusuale consistente nell'accostamento di una moltitudine di impronte
lasciate dal pennello pressato di punta sulla tela.
Le immagini si formano a partire da un nucleo iniziale di segni che
si viene man mano ampliando organicamente attraverso successivi apporti
di segni di forma sempre diversa e di nuovi nuclei costruttivi.
E proprio di una crescita organica si tratta e non della esecuzione
di un progetto preventivamente concepito nei dettagli.
Infatti l'opera si sviluppa secondo le linee di forza intrinseche
alla propria struttura e, come in ogni processo organico, ciò
che già esiste contiene il proprio futuro, reclama una determinata
continuazione, impone i lineamenti del proprio accrescimento.
In un certo senso si può dire che l'opera si forma da sé,
poiché gli esiti più soddisfacenti nel mio lavoro sono
accompagnati dalla sensazione di essere guidato dalla dinamica dei
vettori interni all'opera in evoluzione e di compiere le mie scelte
seguendo queste indicazioni e obbedendo a queste spinte.
Il procedimento descritto da origine a configurazioni costituite da
una complessa trama di superfici diverse per il tipo di grana o tessuto.
Si sa che ogni superficie, nella realtà fisica come in quella
pittorica, è caratterizzata dalla sua "materia",
possiede una specifica tessitura, ma questo è un aspetto che
in genere non è in primo piano nella consapevolezza di chi
osserva un quadro.
Qui invece la tessitura diventa protagonista: la sua modulazione,
il suo addensarsi e rarefarsi, il suo disporsi lungo varie direzioni,
l'andamento curvilineo dei suoi elementi sono fattori sufficienti
a creare i principali aspetti del mondo visivo: la segmentazione e
la forma, le gradazioni cromatiche, lo spazio tridimensionale, il
movimento, le qualità terziarie ed espressive.
E proprio il gioco inesauribile e affascinante delle tessiture costituisce
l'oggetto primario della mia curiosità, il motivo conduttore
della mia ricerca.
Per questa ragione queste opere vanno viste anche e soprattutto da
vicino.
Una visione esclusivamente globale, da lontano, che trascuri la ricchezza
della microstruttura non rende giustizia piena alle intenzioni che
hanno diretto il mio lavoro di pittore interessato, prima e più
che al risultato, al modo come esso si viene costituendo, attratto
dal "farsi" più che dal "fatto".
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Gaetano Kanizsa "Senza titolo"
INFORMAZIONI

Tratto dal catalogo: "Arte e Spazio nella prospettiva
degli anni '90"
IX edizione Biennale d'Arte Contemporanea
San Martino di Lupari
Assessorato alla Cultura
Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio"
Circolo A.P.L.
Chiesa Storica: aprile - maggio 1990
San Martino di Lupari (PD)
testo di Attilio Marcolli |
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