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Arte e Spazio - Attilio Marcolli



Vinilica - Dischi Usati



 
  Dichiarazione di poetica

Attilio MarcolliUna realtà assoluta vale quanto un quadrato, e viceversa.
Lo spazio "è", e basta.
"Obiettivo", assoluto, non si costituisce in una realtà psichica
Una forma assoluta, per quanto variabile per dimensioni e materiali, manca di tutte quelle percezioni cinetiche, tattili, localizzate, ecc
che stabiliscono le configurazioni diffuse del campo visivo, per cui anche gli occhi toccano anche il corpo vede
Neppure la mano interviene, che pure è non solo fattore inerente al corpo somatico, ma anche parte integrante dell'ordine estensivo del vedere
Prima che fotografia e cinematografia si affermassero e si fissassero cosi come sono oggi, si sperimentarono diversi procedimenti
Ma gli unici che si sono affermati sono purtroppo quelli fondati sulla "camera" o "scatola ottica", e la "proiezione prospettica": assoluta visività, dominio e ruolo della sensazione visiva, della pura immagine, spesso illusiva e simbolica, del tutto esterna, proiettata
Si è perduta, sin dai tempi della camera o scatola ottica prospettico-rinascimentale, una verità basilare: che il centro degli orientamenti spaziali non è l'occhio, ma il corpo, a cui l'occhio si integra
Lo spazio non è frutto del dominio ottico, ma semmai del dominio aptico
Certo, la relazione di condizioni topologiche e percezione corporea riceve pieno flusso di coscienza se integrata con la relazione di condizioni cromatico-luminose e percezione visiva
Infatti lo spazio percepito solo con il corpo, se fossi cieco, non mi darebbe adeguate informazioni
È in tutti i casi necessaria l'integrazione di percezione aptica a percezione ottica, e di condizioni topologiche e condizioni cromatico-luminose
Ora, se rompo un quadrato, se rompo la sua realtà assoluta con il metodo della dissezione (sovrapposizione parziale di un'altra forma), oppure con il metodo della decomposizione (taglio il quadrato in due forme equivalenti), vedo che ha inizio un processo spaziale dinamico, un costituirsi di realtà psichica
Con forme destrutturate, dissezionate, decomposte, hanno inizio processi di configurazione, multipli e differenziati, per cui intervengono diffusi processi nel campo visivo e nel campo tattile, della manipolazione corporea.
Può darsi che le matematiche della dissezione e del- 53 la decomposizione si allontanino dalle filosofie occidentali del vedere (rinascimentali) per pure immagini, e si avvicinino alle filosofie orientali del vedere, non simbolizzate dalla "prospettiva" ma dal "tangram".
È un fatto certo però che il procedimento non è quello di dare delle definizioni di spazio, ma di giungere a concezioni spaziali per mezzo di operazioni (traslazioni, rotazioni, riflessioni, angolazioni, sovrapposizioni, ecc.), ovvero per mezzo di ricomposizioni multiple dell'unità di partenza
Come asseriva Husseri, è cosi che con la percezione (presentante) si intreccia l'entropatia (introiettante e non proiettante), ovvero il sentire dentro le configurazioni di ciò che è esterno
Questo percepire corporeo-spaziale è anche oggetto oggi di ricerca delle qualità matematiche e scientifiche, e non solo delle qualità artistiche.
 
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Attilio Marcolli
Attilio Marcolli
"Campi equivalenti ed equidecomponibili"
1990, tecnica mista

INFORMAZIONI


Tratto dal catalogo:
"Arte e Spazio nella prospettiva degli anni '90"
IX edizione Biennale d'Arte Contemporanea
San Martino di Lupari
Assessorato alla Cultura
Museo Civico d'Arte Contemporanea
"Umbro Apollonio"
Circolo A.P.L.
Chiesa Storica: aprile - maggio 1990
San Martino di Lupari (PD)
testo di Attilio Marcolli
 
 
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