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Presentazione
Nell'intento di significare un concetto e un sentimento d'incontro
tra Io e Spazialità, mi affido a diaframmi che lo Spazio rivelino
umanizzandolo senza imprigionarlo; e con indagine controllata cerco
di ottenere leggerezza, luminescenza, immaterialità, spiritualizzazione.
Uso elementi semplici: segmenti di retta, moduli lineari, che già
per sé stessi sono accenni di spazio, di consistenza, di spessore,
di luce, di composizione e che con iterazioni scandiscono stesure
che li compenetrano e che sullo spazio telare si propongono di generare
un respiro, una attenuazione evocativa, un'immagine dell'oggetto concettuale
e poetico.
Lievitazioni di spazi nella spazialità: esserci non esserci:
geometrizzazioni che appaiono da campiture bianche che escono dalla
visione dell'astrazione classica.
Il mio fine è questo: suggerire l'imponderabile attraverso
le impercettibili vibrazioni e variazioni di uno stato d'animo, di
una sensibilità ragionata che tende ad abbandonare la vivacità
coloristica.
Un quasi-bianco che trattiene il colore e ne rimanda riverberi privi
di aloni, luci specchiate sottratte alla corrosione. Metafora di equilibri;
espandersi e chiudersi di una metrica che nell'esattezza trova sussurri
di stesure melodiche originate dalla compostezza purificatrice dei
limiti.
L'ambiguità dello Spazio sposato alla rarefazione dell'apparizione
interiore è ciò che mi affascina.
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Giuseppe Minoretti "Variabili interferenti"
1989, ottone e acrilico
INFORMAZIONI

Tratto dal catalogo: "Arte e Spazio nella prospettiva
degli anni '90"
IX edizione Biennale d'Arte Contemporanea
San Martino di Lupari
Assessorato alla Cultura
Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio"
Circolo A.P.L.
Chiesa Storica: aprile - maggio 1990
San Martino di Lupari (PD)
testo di Attilio Marcolli |
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