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Scarto
La
terminologia che uso con indiscrezione nei titoli di questi lavoro
simula una competenza tecnico tipografica che non ho davvero; lascia
supporre una quotidiana dimestichezza, una disinvoltura con questioni
di stampa e di legatoria che non mi appartiene.
Tipografia/legatoria: un mondo, un microcosmo che programma precisione.
Il prodotto, il "finito di stampare", tutto perfetto, tutto
bloccato, tutto uguale, tutto normale, ortogonale.
Un mondo relativamente giovane - 5 secoli - già affasciante
nella sua specifica impostazione, è di fatto per me, ricco
di stimoli, anche e soprattutto, per la parte eh misconosce, che occulta,
che nega, che scarta.
Per me è l'ennesimo pretesto per una verifica dell'interferenza
fra caso e programma; addirittura di quella parte di casualità
che non essendo ipotizzata (esclusa a priori l'operazione esaminata)
non ha definizione, non ha nome.
Nel '74, quando ho cominciato ad interessarmi a queste cose, ho chiesto
agli addetti ai lavori, come fosse definito tecnicamente questo accadimento,
questo incidente.
Risposta: "Niente, non ha nome, NON DEVE capitare".
Dietro mia insistenza: "e SE capita?".
Risposta: "SE capita...
Varisco, ghel disi no..." il tono mi ha lasciato intuire l'imprecazione.
La mia attenzione, divertita, dirottata, punta su questo SE che esiste
invece, che diverte e che muove la mia indagine a confrontare gli
opposti, secondo un'attitudine costante nel mio lavoro.
Un SE faticoso da progettare e da elaborare perché impostato
in tempi e spazi e su dimensioni constrastanti, safasate, ma inseparabili.
Prima/dopo Fuori/dentro.
Sopra/sotto.
Tutto "sossopra"...
Un gioco del caso.
Io complice del caso nel gioco.
Formalmente (o meglio figurativamente?), nella lettura del lavoro
in apparenza semplice e lineare, rimane, permane una comPLICAZIONE
in una dirczione o proiezione che non predilige ne la ortogonalità
nello spazio ne la normalità dell'ordine cronologico.
Un lavoro fatto di gioco e di caso, di carta e di SCARTO, avviato
da un NIENTE (non esiste) che a volte si trova, però, tra le
pagine dei libri come un brusco balzo divergente dalla norma.
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Grazia Varisco "Extrapagina - opening"
1983, metallo
INFORMAZIONI

Tratto dal catalogo: "Arte e Spazio nella prospettiva
degli anni '90"
IX edizione Biennale d'Arte Contemporanea
San Martino di Lupari
Assessorato alla Cultura
Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio"
Circolo A.P.L.
Chiesa Storica: aprile - maggio 1990
San Martino di Lupari (PD)
testo di Attilio Marcolli |
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