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Spazi di vita
Da
Adolf Loos in poi generazioni di architetti funzionaiisti hanno creduto
che fosse possibile, per mezzo di una sintesi di colore, forma, materiale,
spazio e luce, concepire l'architettura come arte.
A partire dagli anni '50 il tema della reintegrazione dell'arte nell'
architettura riscontrò nell' architetto di nuovo un notevole
interesse e ciò in relazione all'intento di umanizzare 1’ambiente
architettonico.
Proprio ora, in un periodo in cui la civilizzazione ed il nostro spazio
di vita assumono sempre più una componente tecnocratica, è
importante che l'arte ritrovi un nuovo significato ed apporti allo
spirito umano un valido contenuto.
Affinché in tale progetto a sfondo sociale e culturale possa
essere coronato da successo esso deve essere concepito ed elaborato
in collaborazione, nell' ambito di un gruppo di lavoro.
Come può essere possibile per l'architetto e l'artista formulare
o ricuperare criteri per il progetto che possano contribuire ad un
miglioramento dello spazio di vita dell' uomo? Al fine di approfondire
il senso di questa domanda intrapresi una serie di colloqui su tale
problematica con l'architetto Karl Fleig i cui interessi ed orientamenti
di ricerca si rivelarono simili ai miei.
Una collaborazione attorno al progetto per una casa unifamiliare con
applicazione del mio sistema di rilievi geometrici si rese possibile
sotto forma di un contributo alla 63 Biennale d' arte contemporanea
sul tema: «Arte e architettura, poli di ricerca geometrica»
di S.Martino di Lupari nel 1981. L'intenzione
Concepire una casa ed un giardino come un oasi per 1' abitante.
Rappresentare l'interno e 1' esterno in una forma integrata, caratterizzata
da relazioni armoniose e trasparenti. Il
concetto
I rapporti spaziali e di natura psicologica si estendono e si compenetrano,
sostenuti da una reciproca dipendenza.
Le coperture degli spazi non sono piane e lisce: le prospettive disegnate
dai rilievi attribuiscono loro una componente dinamica che si esprime
in un movimento continuo di luce ed ombre.
Tale estetica e dinamica della percezione è presente e fruibile
negli innumerevoli punti della superficie.
linguaggio artistico , è in sé stessa utopica.
Ogni intenzione utopica, qualunque essa sia, dovrebbe però
essere intesa come una critica costruttiva della realtà ed
in questo esempio vista quale contributo agli intenti di recuperare
l'integrazione fra arte e architettura.
Il disegno del giardino
La zona «efficiente» del giardino attribuita alla casa
è definita da un quadrato primario.
Il reticolo a maglia quadrata risulta dalla «griglia»
funzionale di m.
1,20 adottata per la planimetria della casa, dalla «griglia»
costruttiva, quale unità del reticolo base e dalla rotazione
di 45° della casa nella zona giardino.
Il quadrato che definisce 1' autorimessa risulta dalla suddivisione
in cinque parti di due quadrati del reticolo base.
La casa si erge su di uno stilobate a tre gradoni; nell' atrio d'ingresso
vetrato una scala conduce al piano superiore destinato all’abitazione.
Un' ossatura ridotta ad un sistema di pilastri costituisce la costruzione
portante.
Distribuendo gli spazi di soggiorno al livello superiore si separa
la zona destinata all'abitazione dall' entrata e nel quadrato secondario
del giardino si ottiene uno spazio coperto in relazione diretta con
il giardino.
Il quadrato che definisce 1' autorimessa ha il suo punto d' origine
in comune con il quadrato secondario del giardino.
In relazione al quadrato primario ne consegue una suddivisione asimmetrica
fondata su due quadrati di diversa grandezza.
Il rilievo posto sul quadrato secondario crea un «micro-giardino»
costituito da elementi di pietra, d' acqua e di terra.
L' effetto cromatico è ottenuto dall' insieme di pietre colorate,
quali «ombre di colori», di piante, fiori e dalle rifrazioni
della luce nell' acqua.
Gli alberi costituiscono elementi di delimitazioni dello spazio, di
filtrazione della luce e di configurazione di zone d' ombra.
Un rilievo in scala ridotta definisce la copertura del quadrato configurante
l'autorimessa.
La visuale che si ha al livello superiore con gli spazi di soggiorno
sovrasta le strutture dei rilievi posti sul quadrato del «micro-giardino»
ed a copertura dell' autorimessa e coordina, includendo i rilievi
delle solette, l'unità del sistema. |
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Shizuko Yoshikawa "Kunst und architektur"
1981, tecnica mista
INFORMAZIONI

Tratto dal catalogo: "Arte e Spazio nella prospettiva
degli anni '90"
IX edizione Biennale d'Arte Contemporanea
San Martino di Lupari
Assessorato alla Cultura
Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio"
Circolo A.P.L.
Chiesa Storica: aprile - maggio 1990
San Martino di Lupari (PD)
testo di Attilio Marcolli |
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