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La Rivoluzione
Russa
da Dispensa
di Storia e Filosofia La
Russia nonostante gli investimenti stranieri era rimasta piuttosto
arretrata nel settore industriale. Con l'avvento al trono di Nicola
II le cose peggiorarono egli infatti ebbe un atteggiamento autocratico
e conservatore. Anche la disfatta Russa nel 1905 nella guerra contro
il Giappone contribuì a peggiorare la situazione dimostrando
l'incapacità bellica della nazione e creando una crisi interna:
Il 22 Gennaio 1905 in quella che fu chiamata la domenica di sangue
furono uccise migliaia di persone che manifestavano pacificamente.
Questo atto sancì la definitiva rottura tra popolo e regime
zarista infatti in tutto il paese scoppiarono agitazioni scioperi
ed ammutinamenti così gravi da indurre lo Zar a concedere con
il Manifesto di Ottobre ampie libertà civili e la creazione
di un Parlamento "Duma".
Il popolo non si accontentò di ciò e si riunì
in consigli "Soviet". Il Governo represse i Soviet; furono
elette tre Dume ma l'unica che durò più a lungo fu quella
dei signori.
Sono questi gli anni delle riforme del ministro Stolypin: la sua riforma
agraria prevedeva la vendita del terreno ai contadini e per coloro
i quali non potessero permetterselo venivano utilizzati come manodopera
a buon mercato nell'industria.
La riforma giunse troppo tardi in quanto ci sarebbero voluti venti
anni di pace per avere degli effetti positivi ma ciò non avvenne
a causa del conflitto mondiale.
Dopo l'assassinio di Stolypin si ebbero le elezioni interne per la
IV Duma che videro il definitivo distacco delle due parti del partito
comunista: i Bolscevichi e i Mescevichi. LA
RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO Al
contrario degli altri governi impegnati nel conflitto mondiale in
quello Russo non si ebbe la collaborazione tra le parti sociali a
causa del chiuso autoritarismo dello Zar.
La mancanza di generi alimentari causata dal conflitto, fece scoppiare
manifestazioni e insubordinazioni delle stesse truppe zariste (rivoluzione
Febbraio).
Il potere venne diviso tra Duma e Soviet che avevano obbiettivi diversi:
la Duma voleva una monarchia costituzionale, i Soviet la Repubblica;
la Duma voleva proseguire la Guerra mentre i Soviet no.
I rapporti tra le due forme di governo non erano sempre in disaccordo
e questa situazione di precarietà si modificò radicalmente
con l'avvento al potere di Lenin.
Egli nelle sue tesi di Aprile ribadì che il potere dovesse
andare tutto ai Soviet, sosteneva quindi tesi rivoluzionarie che si
potevano attuare dopo una pace anche incondizionata con la Germania.
Gli stessi bolscevichi erano esitanti ad accettare queste tesi ma
dopo il fallimento dell'offensiva di Brusilov ad opera della Duma
la pace era necessaria.
Dopo la repressione di altre manifestazione (giornate di Luglio) era
apparsa la figura di Kerenskij come l'unica in grado di mediare tra
la volontà dei soviet e quella del governo.
La destra conservatrice decise di forzare i tempi e di tentare di
instaurare una dittatura che assicurasse la continuazione della guerra
approfittando dell'occupazione tedesca di Riga il generale Kornilov
chiese le immediate dimissioni del governo e in caso di rifiuto minacciò
di marciare con le truppe nella capitale. Di fronte a questo pericolo
i bolscevichi appoggiarono Kerenskij e arrestato Kornilov proclamarono
la repubblica.
LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE
Il futuro assetto del paese doveva essere affidato all'Assemblea Costituente
eletta a suffragio universale. Contemporaneamente i bolscevichi ottenevano
la maggioranza nei Soviet di Mosca e di Pietrogrado dove era stato
eletto presidente Trockij leader dei mensceviche e convertitosi dopo
le tesi di Aprile alle posizioni di Lenin.
Lenin riteneva che i bolscevichi dovessero approfittare della loro
crescente popolarità rovesciando il governo debole di Kerenskij
e impadronirsi del potere prima della convocazione dell'Assemblea
Costituente.
La tesi di Lenin prevalse e Trockij iniziò i preparativi militari
per la rivoluzione che si sarebbe dovuta svolgere nei giorni in cui
a Pietrogrado i sarebbe riunito il Congresso Panrusso dei Soviet così
da ottenere da quell'assemblea un'immediata legittimazione dell'azione
rivoluzionaria.
I militanti bolscevichi e le Guardie Rosse occuparono la sede del
governo e altri edifici pubblici della capitale. Così mentre
Kerenskij fuggiva, il Congresso Panrusso dei Soviet approvava la formazione
del governo rivoluzionario che vedeva a capo Lenin.
Subito Lenin fece approvare due provvedimenti. Il primo riguardava
la pace; bisognava garantire l'uscita immediata dal conflitto mondiale
(pace Brest-Litovsk). Il secondo era il decreto sulla terra nel quale
si aboliva la grande proprietà fondiaria della Corona, della
nobiltà e della Chiesa e si dividevano le terre espropriate
tra i contadini.
Inoltre venivano nazionalizzate le grandi industrie e le banche.
Con la Dichiarazione dei diritti dei popoli Russi, si dava uguaglianza
a tutti i popoli Russi e la possibilità di rendersi indipendenti.
L'Assemblea Costituente eletta a suffragio universale non era troppo
vicina alle tesi di Lenin e il 19 gennaio 1918 venne sciolta ufficialmente
senza particolari reazioni da parte del popolo contento per essere
uscito dalla guerra e per le spartizioni della terra. |
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Dmitry Moor
1919
Proletarians of all countries, unite! |
Designer unknown,
1919
A general military training is a safeguard for freedom |
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Designer unknown,
1917
Women, adhere to the cooperation |
Designer unknown,
1920
What the October Revolution has given to working and peasant
women |
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Designer unknown,
1920
Literacy is the path to communism |
S. Mirzoyan, A. Ivanov,
1929
Help building the gigantic factories |
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LyubIMov,
1931
With shock labour we will take care of the prompt delivery of
the giants of the Five Year Plan |
Nikolay Dolgorukov,
1931
Rush on the fourth and final year of the Five Year Plan! |
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Gustav Klutsis,
1931
The USSR is the crack brigade of the world proletariat |
Sergej Sen'kin,
1931
Under Lenin's banner for the second Five Year Plan! |
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Gustav Klutsis,
1932
Civilized life - productive work |
Sirocenqo,
1938
Long live the great Stalin! |
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