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Una musica che
ci porta lontano
S'insinua
fra corpo e mente, seduce nell’anima e trasporta il flusso emozionale
nella danza dei colori, nel movimento dei segni, nel ritmo ossessivo
di una musica che interagisce con lo spirito. E’ il tango argentino,
apoteosi di sensualità, nella libera espressione di corpi fluttuanti
tra note ribattute e ritmi serrati.
Una musica che ci porta lontano, in terre infuocate dalla passione
e in luoghi dove il sincronismo dei passi a due, si protrae al di
fuori del tempo e dentro le pulsazioni di una quotidianità
dal sapore struggente.
Tango e pittura, esprimono l’identità di un paese sospeso
fra profondi contrasti sociali e simmetriche analogie con le proprie
origini autoctone, un racconto, dell’arte nel tango e del tango
nell’arte di vivere la propria anima latina.
Un percorso estetico e musicologico che scandaglia la realtà
e ne ricostruisce la struttura connettiva, con gli strumenti più
consoni per esplorare e riportare in superficie l’essenza di
un modo di vivere.
Colori e note in un reportage alternativo che assume toni narrativi,
ma può, anche essere letto, come approfondimento ragionato
sulla diversità intellettuale di un Paese dai confini labili.
Una cultura nata da un forte rapporto simbiotico con la tradizione,
la concezione individuale e sociale, l’ostentata modernità
e il riflesso di un futuro che avanza ma che rimane, comunque lontano.
La pittura e la musica, quindi, per un’indagine introspettiva
orientata verso una verità storica intima e caratteriale e
per restituire al tempo, in senso metafisico, il suo valore e il suo
potere di attingere dal passato per vivere nel presente.
Il tango è una concezione di vita, è l’espressione
socio – culturale di una terra, un pensiero, una simultaneità
di suoni, forme e colori nell’interpretazione di musicisti come
Astor Piazzola, Julio Roca, F. y J. De Caro, G. Matos Rodríguez
e di pittori come Isabel Carafi, Giovanni Koralli, Sonia Delaunay,
solo per citarne alcuni.
Stilemi incastonati tra le movenze di una danza carica di significati
simbolici e una pittura densa e pastosa, che traccia sulla tela la
biografia di un pensiero musicale ancorato alle radici “ dell’essere
argentino “.
L’arte
e i suoi percorsi ci conducono in un giro armonico dove contaminazioni
e accostamenti singolari confluiscono nella spirale del desiderio.
Pittura e musica in un dualismo cromatico dai timbri forti e dalle
modulazioni risolte in un’astrazione materica.
E’ questa l’emozione del tango, trasfigurata da Sonia
Delaunay.
Sonorità impetuose sulla tela, immagini in movimento tra suggestivi
accordi musicali.
Spazi mentali trattenuti in un turbinio di corpi volteggianti e nell’ordine
geometrico di forme concentriche, dove il movimento si fa cerchio,
quadrato, rettangolo, scalfito nella luce e nel colore.
La pittura è dinamica, sospesa in forme coreografiche dall’intensità
trattenuta in sfumature cadenzate.
Il colore, protagonista assoluto sulla tela come dentro la materia,
si scioglie in vibrazioni e in contrasti lirici, tutto, diviene interazione
di forme in movimento visivo dalla forte percezione sensoriale.
Sensazioni che si materializzano nelle figure di Isabel Carafi, cromatismo
ricco, tono solare e taglio espressionista, per una sintesi dal forte
impatto comunicativo.
Ballerini
persi nella leggerezza onirica, movenze provocanti in sfondi irreali,
donne complici di una gestualità che rimanda alla pulsione
vitale dell’Argentina.
I colori brillanti, la plasticità dei volumi, il magma materico
lentamente si staccano dai dipinti e dilagano tra le pagine musicali,
tra le variazioni tematiche di melodie imbevute di spiritualità.
Divengono tappeto sonoro caldo e avvolgente come il velluto, per acquistare
spessore e valenza nelle composizioni orchestrali che hanno fatto
la storia del tango.
Il Tango possiede una nobile tradizione musicale da ricercare nella
poetica dei compositori "colti", come l'indimenticabile
Astor Piazzolla.
Nella sua musica i ritmi sincopati si fondono magnificamente con le
sonorità dell’orchestra sinfonica del '900.
L’amatissimo Concerto per Bandoneon (strumento simile alla Fisarmonica,
ma con tastiera esclusivamente a bottoni, inventato nel 1840 dal tedesco
Band e divenuto subito popolarissimo in Argentina) esprime al meglio
tale sintesi, generando la “ musica classica argentina”.
Una
musica paragonabile a quella dei compositori legati alla matrice folklorica
del loro paese d'origine (Bartok, tanto per dirne uno) e che ha fatto
del tango, il ballo più amato del mondo insieme al valzer .
Il "Nuevo Tango", quello di Astor Piazzolla, ha una struttura
musicale innovativa: dissonanze, improvvisazioni, struggenti e raffinate
melodie, rocamboleschi fraseggi bruscamente troncati da dolcissime
sospensioni, passioni intense e risoluzioni appassionate.
Strumenti espressivi estrapolati dalla musica "colta" e
dal jazz.
Negli anni 60/70, il "Tango Nuevo" viaggia fra New York
e Buenos Aires e poi per tutto il mondo, diffondendosi nei teatri
e nelle sale da concerto come fenomeno musicale e cultura internazionale.
Al nome di Piazzola si aggiungono quelli di Francisco Canaro, Jose
Maria Anguillar, Julio Roca, F. y J. De Caro, G. Matos Rodríguez,
con la sua famosissima “La Cumparsita“ e tanti tanti altri.
Partiture come piccoli gioielli, perle incastonate in un labirinto
scenografico di vitalità che esplode nella musica come nella
pittura.
Le
copertine di questi capolavori sono frammenti di sogni, stralci di
vita, ironici disegni, tratti riassuntivi di una poetica fortemente
espressiva e comunicativa.
Copertine che non si limitano a contenere ma sono essi stessi arte,
creatività pittorica come prologo a quella musicale.
Artisti che evocano paesaggi, situazioni, emozioni della loro terra,
una musicalita’ dipinta da Isabel Carafi con pennellate vivide,
tinte decise e tratti dal sapore appassionato.
Canzoni liriche sulla tela , immagini delle variazioni armoniche in
una musica che lascia molto spazio all'improvvisazione del saxofono
o della fisarmonica, a testimoniare l'apertura di Piazzolla verso
il mondo jazzistico.
La formazione classica, invece, caratterizza la sua produzione più
malinconica e riflessiva, come le particolari armonie applicate a
numerose fughe composte secondo il modello bachiano.
Nel tango più di ogni altra musica, si riversa l’espressione
mediterranea, culturale e storica di un popolo e di un paese.
Il tango è sentimento, emozione, arte che divora il cielo,
magma incandescente che infiamma i cuori, malinconia che si spegne
nei toni smorzati di cromie materiche.
E’
"un pensiero triste che si suona", parafrasando Discepolo,
ma anche teatralità di un mondo che nelle sonorità di
tale musica libera la sua essenza e dipinge la vita.
Un mondo che troviamo racchiuso nel preciso equilibrio dal sapore
surreale di "Maria de Buenos Aires" prima ed unica "operita
de Tango" che il musicista compose, eseguita per la prima volta
nel 1968.
In poco meno di due ore di musica, danza e recitazione, ritroviamo
tutta l'atmosfera dell'ideale artistico piazzolliano, articolato nella
precisa, schematica struttura drammaturgica e rispecchiato in quella
nebbia fascinosa di rimandi che tratteggiano i testi di Horacio Ferrer.
Il teatro diviene proscenio di una vita riflessa nella forza coreografica
della danza.
Forma e corpo in trame sonore dove la melodia avanza e gli accordi
sfumano in variazioni sugli stilemi socio – culturali dell’Argentina.
Un intrigo d’emozioni nell’ordine ritmico di movimenti
che seguono il pensiero, rimangano trattenuti nella spazialità
della mente ed esplodono nella libertà espressiva del tango.
Teatro, musica, danza e pittura, forza narrante, sincronismo ritmico,
passione cadenzata, magma materico, per un frammento di storia a due
voci: ragione e sentimento ………………
nell’arte del tango.
Antonella Iozzo
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Sonia Delaunay

Isabel Carafi
Oscar Capeche
Kupka

Valerie Lennon

Diego Manuel

Vesna Pantelic

Fabian Peres

Olga Sinclair
Note e
Informazioni
L’arte di riconoscere la poetica della cultura argentina
attraverso le radici del tango, apre nuovi orizzonti a contaminazioni
di linguaggio tra pittura e musica.
Un equilibrio di sintesi artistica per una rilettura originale,
autentica e audace del pianeta Tango, ispiratami dalla sensibilità
e dall’intraprendenza di Raffaella, alla quale dedico
questo lavoro
Antonella Iozzo
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