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Intervista a Franco
Vaccari
di Paolo Giuliani
da www.giulyars.net
P. Giuliani: La sua carriera artistica inizia nel 1969, ma prima si
è occupato di sperimentazione nel campo della poesia pubblicando
il libro di poesie visive "Pop esie". Ci può descrivere
in che consiste la sua poesia visiva?
F. Vaccari: Sono arrivato alla "poesia visiva" con un
percorso isolato. Non ero a contatto con nessuno che facesse ricerche
analoghe.
Stavo facendo l'ufficiale di complemento a Roma al centro ABC (atomico,
biologico, chimico) oggi paurosamente di attualità.
Avevo molto tempo a disposizione; mi interessavo di cultura giapponese
e, in particolare, dello Zen.
La mia poesia visiva nasce dai tentativi di fare qualcosa di simile
agli haiku (brevissime composizioni poetiche giapponesi) che tenesse
però conto del nostro contesto culturale e non di quello
tradizionale per questo tipo di poesia.
P. Giuliani: Dal 1969 comincia ad avvicinarsi alle tecnologie ed
ai nuovi mezzi di comunicazione, la fotografia e il video. Con le
"Esposizioni in tempo reale" inventa un nuovo modo di
fare arte, una nuova concezione, mostrando nel "tempo reale"
il costruirsi dell'opera stessa. Come sono nate queste opere e in
particolare, la più famosa, quella presentata alla Biennale
di Venezia del 1972?
F. Vaccari: Sarebbe un po' lungo da raccontare. Mi limiterò
a dire che quando ho sentito l'esigenza di battezzare quello che
stavo facendo con la formula "esposizione in tempo reale"
i termini allora di moda erano: istallazione, azione, environment,
happening; nessuno di questi termini era però in grado di
riflettere la struttura dei miei lavori. In questi c'era un grado
in più di libertà legato al "feedback" o
"controreazione" che permette di aprirsi al caso in modo
sostanziale.
Il progetto, realizzato poi alla Biennale di Venezia del 1972, risaliva
al 1970 quando doveva essere attuato per la grande mostra "Arte
& Critica '70" ma l'allora sindaco della città lo
bloccò. E' stato meglio così.
P. Giuliani: Nel 1996 realizza "Artist's Atelier", un'opera
d'arte in rete che dopo circa sette mesi viene cancellato dal server
e trasferito su CD-Rom. Oggi "Artist's Atelier" è
considerata un'opera pionieristica di net.art, perlomeno nel panorama
italiano. Lei era consapevole di questo nel '96? Da pochi mesi l'opera
è tornata on-line, è stato lei a volerlo?
F. Vaccari: Avevo fatto una ricerca su quanto c'era in rete riguardante
l'arte e mi ero accorto che questo straordinario mezzo veniva utilizzato
come se fosse una vetrina, piuttosto che per le sue potenzialità
interattive. Allora non ho fatto altro che estendere ad Internet
quanto avevo fatto a Venezia nel '72. Non sarei però mai
riuscito a realizzare qualcosa di decente se non avessi avuto l'aiuto
di Ennio Bianco e di Giorgio De Novellis, due straordinari conoscitori
della nuova tecnica.
Il ritorno dell'opera on-line è dovuta ad una richiesta che
mi è stata fatta; sono rimasto sorpreso nel constatare che
ha ancora una sua attualità.
P. Giuliani: Cos'è secondo lei la net.art?
F. Vaccari: La "net-art" non è l'arte in rete,
ma quella che attraverso questo mezzo determina un effettivo salto
nell'autoconsapevolezza non provocabile con altri mezzi.
P. Giuliani: Dopo aver partecipato a tre Biennali di Venezia, rispettivamente
nel 1972, 1980 e 1993, quasi a cadenza decennale l'una dall'altra,
si potrebbe pensare una sua prossima partecipazione? Quali sono
i suoi progetti imminenti, sta lavorando a qualche opera?
F. Vaccari: Non mi dispiacerebbe mantenere questo ritmo. Purtroppo
non dipende da me. E' buona regola non parlare di quello che è
in gestazione. |
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ATELIER
D'ARTISTA IN BREVE
Titolo: "Atelier dArtista: Esposizione in tempo
reale n. 22"
Autore:
Franco Vaccari
Curatore:
Valerio Dehò
Consulenza grafica multimediale:
Giorgio De Novellis
dgPIXEL Sas
Consulenza Internet e organizzazione:
Ennio Bianco
Sito Internet dal 21 giugno al 21 dicembre 1996:
http://www.seisnet.it/vaccari
Sito reale dal 21 settembre al 13 ottobre:
Casa di Giorgione, Castelfranco Veneto
Inaugurazione:
sabato 21 settembre 1996, ore 18,00 
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NOTE
SULL'ARTISTA
 Franco
Vaccari (Modena, 1936) è stato invitato alle Biennali
del 1972, 1980 e 1993. Laureato in Fisica, si è da
sempre occupato dei rapporti tra larte e la tecnologia
pubblicando nel 1979 un libro fondamentale, recentemente ristampato,
dal titolo "Fotografia e inconscio tecnologico".
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