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Moi! Autoritratti
del XX secolo
L'artista e il suo "porsi in effige": e' questo il tema
della mostra "Moi! Autoritratti del XX secolo", allestita
dal 18 settembre al 9 gennaio 2005 presso la Galleria degli Uffizi:
si tratta di un'originale carrellata di autoritratti di artisti che
hanno lasciato traccia, attraverso la propria immagine, delle problematiche
che legano la storia con la sociologia, le indagini psicanalitiche
con le inquietudini e gli interrogativi che hanno attraversato il
secolo.
Il curatore della mostra Pascal Bonafoux, sin dalla fortunata prima
sede espositiva a Parigi, la scorsa primavera, ha concepito un percorso
senza rigidita' classificatorie, cercando di allestire un itinerario
di studio ricco di interrogativi.
Gli autoritratti sono osservati dall'esterno e indagati nella loro
genesi, al fine di rilevarne la somiglianza o meno, l'apposizione
della "maschera" e il variare dell'espressione, il segno
della storia, oppure l'uso della metamorfosi.
Il percorso espositivo si sviluppa lungo le dodici sale del complesso
vasariano e l'allestimento, come un duplice nastro, quasi un doppio
"filo d'Arianna", conduce il visitatore e l'artista stesso,
che si mostra e nel contempo osserva, in un gioco delle parti infinite.
L'autoritratto e' di casa a Firenze, la citta' dove ha avuto origine
la collezione dei ritratti d'artista: il cardinal Leopoldo de' Medici,
infatti, dal 1664 decise di dedicarsi a un ramo completamente inedito
del collezionismo, indirizzando i suoi agenti a comprare quadri con
le immagini autografe dei maestri piu' rinomati.
Nel 1675 il cardinale mori', ma la consuetudine collezionistica continuo'
nel tempo e dura ancora oggi, poiche' da un certo momento in poi non
c'e' stato artista di qualche notorieta' in Italia e nel mondo che
non abbia considerato suo onore e privilegio finire in autoritratto
nella collezione fiorentina.
Ecco,
in sintesi, le ragioni storiche per cui oggi gli Uffizi posseggono
una raccolta di autoritratti unica al mondo, per numero e varieta'
di pezzi conservati e per la singolarita' stessa della raccolta.
Cio' premesso, si capisce bene che se c'era un posto al mondo dove
la mostra organizzata da Bonafoux al Luxembourg di Parigi poteva trovare
la migliore ospitalita', questo era il museo fiorentino. Il prestigio,
il ricordo, il riconoscimento, la vanita', ieri come oggi.
Ma se ieri, ricorda Pascal Bonafoux, il comune denominatore della
collezione era l'"olio su tela", oggi sono le tecniche della
sperimentazione moderna, che segnano l'eterogeneita' dell'autoritratto.
Osservando
in un caleidoscopio ammirevole centocinquanta numeri di catalogo,
percorrendo e selezionando la storia artistica del Novecento attraverso
avanguardie, rivoluzioni, manifesti e globalizzazioni - da Paul Klee
a De Chirico, da Picasso a Norman Rockwell, da Ensor a Severini a
Warhol - Bonafoux ci fa intendere il senso e il fascino della mutazione
profonda intervenuta nell'idea che l'artista ha di se stesso.
Narciso si guarda allo specchio ma lo specchio e' infranto, moltiplica
immagini ingannevoli, ora ironiche ora paurose.
A
volte l'artista teme che lo specchio non ci sia piu', che nulla meriti
di essere riflesso sotto il cielo e allora l'autoritratto diventa
simbolo e metafora di autonegazione, figura di esistenziale nichilismo.
Sovrasta il significato della mostra la grande sagoma di Keith Haring:
un'enorme silhouette che tinge di "verde speranza" un mondo
ironico e ricondotto all'essenziale.
Tra i prestatori, numerosi i musei stranieri e le collezioni private,
oltre naturalmente a molte presenze della collezione degli Uffizi. |
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Mattia Moreni "Autoritratto", 1993, pigmenti su tela,
collezione Paolo Bonomo, Torino
| Opere
in Mostra |
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Jean-Michel Basquiat "Autoritratto",
1986, acrilico su tela, Courtesy Galerie Alain Le Gaillard,
Parigi, Francia |
Marc Chagall "Autoritratto",
1959-1968, olio su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze |
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Giorgio de Chirico "Autoritratto
a mezzo busto", 1938-1939, olio su tela, collezione Raimondo
Rezzonico, Locarno, Svizzera |
Keith Haring "Autoritratto",
1989, alluminio dipinto, The Estate of Keith Haring, New York,
Stati Uniti |
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Fernand Léger "Autoritratto",1953/1954,
acquerello su carta di riso, collezione Raimondo Rezzonico,
Locarno, Svizzera |
Antonio Ligabue "Autoritratto"
del 1955, olio su tela, collezione Raimondo Rezzonico, Locarno,
Svizzera |
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Yue Minjun "Il duca e io",
1996, olio su tela, Chinese Contemporary Gallery, Londra, Gran
Bretagna |
Piet Mondrian "Autoritratto"
del 1918, olio su tavola, Gemeentemuseum La Haye, Paesi Bassi |
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Mattia Moreni "Autoritratto",
1993, pigmenti su tela, collezione Paolo Bonomo, Torino |
Mica Popovic "Autoritratto
con maschera", 1947, olio su tela, Museo di Arte Contemporanea,
Belgrado, Serbia |
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Norman Rockwell "Triplo Autoritratto",
1960, olio su tela, Collection of Norman Rockwell Museum, Stockbridge,
Massachusetts, Stati Uniti |
Helena Schjerfbeck "Autoritratto",
1884/1885, olio su tela, Atheneum Art Museum, Finnish National
Gallery, Finlandia |
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