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Blue Notes & Bluesmen. Storia e immagini del Blues

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  Significato e riferimenti

Arthur Blind BlakeIl blues è una forma musicale vocale e strumentale la cui forma originale é caratterizzata da una struttura ripetitiva di dodici battute e dall'uso, nella melodia, delle cosiddette blue note.

Le radici del blues sono da ricercare tra i canti delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni degli stati meridionali degli USA (la cosiddetta Cotton Belt). La struttura antifonale (di chiamata e risposta) e l'uso delle blue note (un intervallo di quinta diminuita che l'armonia classica considera dissonante e che in Italia valse al blues il nomignolo di musica stonata) apparentano il blues alle forme musicali dell'Africa occidentale.

Molti degli stili della musica popolare moderna derivano dal blues, in linea diretta (ragtime, jazz, bluegrass, rhythm and blues, rock and roll) o indiretta (hip-hop, musica pop in genere) e praticamente tutti gli stili musicali nati nel XX secolo ne sono stati almeno parzialmente influenzati.

Probabilmente il blues deriva il suo nome dalla frase "having a fit of the blue devils" (EN) ("avere un attacco di diavoli blu") col significato di essere triste e depresso (anche nell'inglese contemporaneo "being blue" significa "essere triste").

George ColmanIl primissimo riferimento alla frase "the blues" nella lingua inglese si trova nella farsa di George Colman "Blue devils, a farce in one act" (1798). In seguito, nel XIX secolo la stessa frase fu usata gergalmente per indicare tanto il delirium tremens quanto la polizia. La prima occorrenza documentata di questa frase in ambito musicale risale al 1912 quando a Memphis (Tennessee) W. C. Handy pubblicó "Memphis Blues" (ma si suppone che l'uso sia più antico). Nei testi delle canzoni, la frase si riferisce generalmente a uno stato d'animo depresso.

La diffusione del blues in Italia inizia nella seconda metá del 1900, assieme a quella delle principali forme musicali derivate (rock e jazz), tutte colpite dall'embargo culturale imposto negli anni del Fascismo.


Le Origini

Schiavi South CarolinaCome avviene per molte forme di musica popolare, le origini del blues sono oggetto di molte discussioni.

In particolare, non c'è una precisa data di nascita per questo genere musicale: la traccia piú antica di una forma musicale simile al blues é il racconto che, nel 1901, fece un archeologo del Mississippi, descrivendo il canto di lavoratori neri che sembra avere affinità melodiche e liriche con il blues.

Uno dei più importanti antenati del blues é senz'altro lo spiritual, una forma di canto devozionale nato dalle riunioni di devoti durante il Grande risveglio [1] dei primi anni del XIX secolo. Di argomento malinconico e appassionato, rispetto al blues gli spiritual avevano accenti meno personali e rivolti alla persona del cantante, riferendosi spesso alla condizione dell'umanità in generale e al suo rapporto con Dio, e i testi erano corrispondentemente meno profani.

Robert JohsonAltri antenati del blues vanno cercato fra le work song (canzone di lavoro) degli schiavi di colore (field hollers) e di altra provenienza ( canti dei portuali o stevedore ; canti dei manovali o roustabout), che risuonavano in America all'epoca della Guerra di secessione (e anche negli anni successivi, in cui la condizione di soggezione e povertà degli afroamericani persistette nonostante l'abolizione della schiavitù). Da questi il blues ereditò probabilmente la sua struttura di call and response ("chiamata e risposta"), di origine Africana, mutuando invece la sua struttura armonica e strumentale dalla tradizione europea[2].

Sylviane DioufMolte delle caratteristiche del blues, a cominciare dalla struttura antifonale e dall'uso delle blue notes, possono essere fatte risalire alla musica africana. Sylviane Diouf ha individuato molti tratti, tra cui l'uso di melismi e la pesante intonazione nasale, che fanno pensare a parentele con la musica dell'Africa centrale e occidentale [3]. L'etnomusicologo Gerhard Kubik é stato forse il primo ad attribuire certi elementi del blues alla musica [[Islam|islamica] dell'Africa Centrale e Occidentale:

"Gli strumenti a corda (i preferiti dagli schiavi provenienti dalle regioni islamiche) erano generalmente tollerati dai padroni che li consideravano simili agli strumenti europei come il violino. Per questo motivo gli schiavi che riuscivano a procurarsi un banjo avevano più possibilità di suonare in pubblico. Questa musica solista degli schiavi avevano alcune caratteristiche dello stile di canzone Arabo-Islamica che era stata presente per secoli nell'Africa centro-occidentale" dice Gerhard Kubik, un professore di etnomusicologia dell'Università di Mainz, in Germania, e l'autore di uno dei più completi trattati sulle origini africane del blues (Africa and the Blues)[4].

Gerhard KubikKubik fa inoltre notare che la tecnica, tipica del Mississippi e ricordata dal bluesman W. C. Handy nella sua autobiografia, di suonare la chitarra usando la lama di un coltello, ha corrispettivi in Africa. Anche il diddley bow,uno strumento casalingo fatto da una singola corda tesa su un asse di legno, che viene pizzicata modulando il suono tramite uno slide fatto di vetro, che si incontrava spesso nell'America meridionale agli inizi del 1900, era di derivazione africana.

Nel corso della sua evoluzione, il blues acquisì alcune delle sue caratteristiche dalle "Arie etiopi", gli spettacoli minstrel e dal ragtime.In questo periodo il blues, come testimoniato ad esempio dalle registrazioni di Leadbelly e di Henry Thomas ha molte forme diverse, le più frequenti essendo le form in dodici, otto o sedici battute basate sul giro tonica - sottodominante - tonica descritto nel seguito. La forma del blues standard in dodici battute fa la sua apparizione documentata nelle comunità afroamericane del tratto meridionale del Mississippi, sulla Beale Street di Memphis, e nelle orchestre bianche di New Orleans.


Struttura musicale e testi

Blind Willie JohnsonIl blues ha una struttura relativamente semplice sia per la parte musicale che per quella del testo. Lo schema musicale fa uso prevalentemente della scala pentatonica minore (in Do: Do,Mib,Fa,Sol,La,Sib) e della scala blues (in Do: Do,Mib,Fa,Fa#, Sol,La,Sib) e si snoda lungo tre frasi da quattro battute ognuna, basate su tre accordi fondamentali. La sua struttura metrica è generalmente di 12 battute, ma esistono anche blues di 16, o dal numero raddoppiato. Armonicamente presenta la progressione tipica tonica-sottodominante-dominante, distribuite sulle dodici misure. La melodia o il canto hanno un impianto antifonale di domanda-risposta, solitamente divisa in tre parti: domanda nelle prime 4 misure, risposta nelle successive 4 e conclusione nelle ultime.Il blues produce un senso di indefinitezza tonale, dato dall'uso di scale pentatoniche e del loro adattamento alle varie scale europee. Il terzo grado e il settimo della scala diatonica vengono abbassati. Si noti che questo comporta una dissonanza caratteristica tra l'armonizzazione (che nel blues maggiore, usa terze maggiori) e la melodia (le cui scale tipiche usano terze minori): questo modo di cantare in minore su maggiore rappresenta una delle ambiguità tipiche del blues.

LeadbellIl testo si articola in versi di tre strofe in cui le prime due si ripetono e, generalmente, è molto esplicito, con frequenti riferimenti al sesso. Quantunque il blues abbia struttura, schemi musicali e sonorità affini al gospel si oppone a quest'ultimo proprio per la caratteristica di empietà dissacratoria che, spesso, lo accompagna che mal si adatta ai temi sacri trattati dai gospel cantati dai predicatori nelle comunità cristiane. Raramente in brani blues è possibile cogliere virtuosismi strumentali o tecniche raffinate poiché si tratta di un genere "povero" basato sulle emozioni, sull'anima dell'esecutore ma anche dell'ascoltatore. La semplicità stessa dei temi e della struttura permette a questo genere di essere eseguito con strumentazioni al limite dell'essenziale.

 

Le Immagini di Robert Crumb

Robert Crumb - Curley Weaver & Fred McMullen
Robert Crumb
"Curley Weaver & Fred McMullen"
 Robert Crumb -  Cannon's Jug Stompers
Robert Crumb
"Cannon's Jug Stompers"
 Robert Crumb - Mississippi Sheiks
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"Mississippi Sheiks"
 Robert Crumb - Whistler & His Jug band
Robert Crumb
"Whistler & His Jug band"

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Robert Crumb

Robert CrumbE’ un personaggio schivo e non sembra esserci tutto con la testa. Proviene da una famiglia colpita da malattie mentali ed è considerato uno dei fumettisti più influenti degli ultimi quarant’anni.

Stiamo parlando di Robert Crumb, cartoonist americano creatore, fra gli altri, del personaggio di Fritz il gatto, la cui trasposizione animata è stata da poco ripubblicata in dvd. Il progetto, costato un milione di dollari e tre anni di lavoro, si avvalse dell’apporto di Ralph Bakshi, oggi sulla cresta dell’onda per un'altra produzione animata risalente a qualche anno più tardi, quel “Signore degli anelli” che trainato dal relativo film sta facendo registrare vendite record.

Fritz the catFritz the cat, ripudiato da Robert Crumb – che da allora si guarderà bene dal concedere altri personaggi per esperimenti simili - vide la luce nel 1972 provocando notevole scalpore. Si trattò infatti del primo lungometraggio d’animazione a essere vietato ai minori, cosa che si tramutò in pubblicità gratuita e permise al film d’incassare oltre venti milioni di dollari.

Il mondo hippy e antropomorfo di Fritz il gatto conteneva infatti un alto tasso di amore libero e sostanze psicotrope anche se il divieto, visto con gli occhi di oggi, appare davvero di un altro tempo.

Nato a Philadelphia nel 1943, Robert Crumb inizia la sua carriera di fumettista intorno alla metà degli anni sessanta collaborando con la rivista Help. Qui viene a contatto con Harvey Kurtzman, cofondatore della storica rivista a fumetti “Mad”. Nel 1966 si traferisce a San Francisco dove, fra esperimenti con le droghe e atmosfere hippy, vedono la luce i primi numeri di Zap Comics, ripubblicati anche in italia qualche anno fa da Stampa Alternativa.

Il successo è immediato e i disegnatori di Zap diventano all’improvviso celebri, anche per motivi non propriamente artistici come gli arresti con l’accusa di oscenità.
Un altro dei lavori che impongono la figura di Robert Crumb all’attenzione del grande pubblico è la realizzazione della copertina di “Cheap thrills”, indimenticabile album di Janis Joplin.

Oggi, dopo aver ricevuto importanti riconoscimenti come la mostra al Museo d’arte moderna di New York, Crumb ha deciso di vivere in Francia in una casa comperata con sei taccuini pieni di disegni. Se volete conoscere più da vicino questa leggenda vivente vi consigliamo il bel documentario, disponibile anche in dvd, realizzato qualche anno fa da Terry Zwigoff, regista di quel “Ghost world” che, dopo aver ottenuto grande successo in America, sbarcherà in Italia dopo l’estate.

da: www.dispenseronline.rai.it
 

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Informazioni

Dettagli bibliografici per "Blues"

* Nome della pagina: Blues
* Autore: contributori di Wikipedia
* Editore: Wikipedia, L'enciclopedia libera.
* Data dell'ultima revisione: 10 novembre 2006 09:45 UTC
* Data della citazione: 12 novembre 2006 14:15 UTC
* Link permanente: http://it.wikipedia.org/
* ID della versione: 5366876


 
 
 
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