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Presentazione
Nel
linguaggio artistico di G.Deno il flusso costante della vita oscilla
in forme concentriche.
L’istinto primordiale ruota intorno al buio nascondiglio del
sapere e attinge alla fonte della consapevolezza per svilupparne il
senso.
Un senso che trova origine nel Centro del Mondo, soggettività
espressa con interpretazioni individualiste e solitarie.
Ma il Centro del Mondo è sorgente di vita, è vitalità
che pulsa fin dentro le sue viscere e custodisce il germe del rinnovamento
nell’universo donna.
In questi lavori appare chiaro il vuoto distorto, la sinuosità
celata ma dirompente della forza convulsa racchiusa in una circolarità
ellittica.
Lo spazio, nel senso esistenziale, come esperienza diretta dell’uomo,
si fonde in una dimensione intima con l’anatomia femminile.
Forme addensate scivolano nell’interiorità, luce come
piccoli squarci indolori, investono la coscienza e il turbamento del
senso etico e morale.
Eclettismo astratto di un’artista che si affida all’arte
per portare in superficie il tratto erotico di un centro del mondo
che coincide con L’origine del Mondo di Coubert.
Già nell’800 il grande artista francese affronta il tema
con un linguaggio completamente diverso, ma l’intrinseca natura
dell’opera la colloca sulla stessa linea filologica.
G.Deno porta avanti una ricerca nel segno della sperimentazione che
si frantumata nell’abisso onirico di cromie risucchiate dalla
luce.
Orbite vaganti nel flusso temporale di stati estranianti, figlie del
nostro intimo bisogno di certezze, d’ideali, di utopie da perseguire
nel futuro.
Richiamo irrefrenabile al corpo femminile, custode della linfa che
muove e smuove il mondo.
Spirali e movimenti circolari, placano la loro energia in sfumature
cromatiche dalla luminosità a contrasto per trovare, poi, ampio
respiro al di là dell’universo, in un viaggio ai confini
della conoscenza.
Nelle varianti attuali dell’Informale lirico e dell’astrattismo
di G.Deno percorre la Via Lattea delle emozioni sensoriali in una
trasposizione rigonfia di vita silente.
Antonella Iozzo
12 aprile 2005 Tecnica
Tutte
le opere sono su pannello 40x30, stampate in altissima risoluzione
con effetto "canvas", in unica copia autenticata e sono
state realizzate elaborando immagini di particolari anatomici femminili
con la tecnica "olio su foto".
Le foto sono state successivamente acquisite con scanner e sono state
rielaborate con softwares 2d e 3d.
Il file in alta risoluzione è stato stampato con PCR Matrix
per la realizzazione di un positivo 35mm da cui è stata stampata
la fotografia in formato 40x30. All'estremo
dell'Ipermedialità
Artista
multimediale e ricercatore dell'ipermedialità, G.Deno sconfina
spesso nei meandri di una pseudo-arte, una cripto-arte che attraversa
e manipola temi vicini all'erotismo e al feticismo, passa per l' immagine
televisiva e pone al centro dell'attenzione il "gioco" nella
sua più disarmante ed inaspettata solitudine.
Il "gioco" come oggetto abbandonato, il non - gioco, che
mostra la sua espressiva inettitudine quando è fuori dal ciclo
vitale del gioco stesso (Toys Was Us).
Attraverso le sue opere (mini e macrominimalismi, visioni ed elaborazioni
in computer grafica, pennellate scansionate elettronicamente) spesso
si intuisce e, a volte, si evidenzia il corpo femminile attraverso
l'uso spregiudicato del mezzo di acquisizione di immagini, sia esso
una fotocamera, uno scanner o una videocamera.
La serie "Il Centro del Mondo", nata da un cd sperimentale
del 1998 in cui si rendeva interattivo nel suo coinvolgimento lo "spettatore
navigatore", propone punti di vista assolutamente inusuali del
corpo femminile.
Corpo che prende colore e sostanza nella serie "Erotikolor",
grandi pannelli 70x100, da cui "escono" le visioni cromatiche
di un incauto ottimista.
Il narrare, accompagnando riferimenti visivi, della piu' grande "bufala"
mediatica dello scorso secolo (Millenium Bug) lo pone sempre più
vicino a quella ricerca multimediale che, da sempre, lo accompagna
nella sua vita professionale ed artistica.
Le serie "Liquid Soul" e "Pictures At An Sexhibition"
segnano una nuova linfa vitale nelle sue opere.
La prima "acquarella" le immagini digitalizzate, le rende
fluide e al contempo le rinnova di ritrovato fulgore, la seconda serie
fa emergere, in una sovrapposizione provocatoria, il corpo femminile
su particolari di tele dei grandi artisti contemporanei.
L'approccio inconsueto all'utilizzo della grafica tridimensionale
(Terrain, SunCity, Studium Series) coinvolge lo spettatore in nuove
esperienze in mondi visionari ed immaginifici permeati da erotismo
e feticismo.
Territori ed ambienti che nascono da fantasie e desideri, in cui le
immagini assumono nuove colorazioni, mappature e dimensioni inconsuete.
Lo stretto spazio del reale offre l'opportunità a G.Deno di
costruirsi un "suo" spazio espositivo, il SunCity Virtual
Museum: una Piramide, eretta al centro di una città virtuale
"ma desiderabile", al cui interno trovano collocazione le
espressioni erotiche e le perfomances multimediali delle sue opere.
Il tutto, sempre, portato all'estremo.
(testo a cura di Hugo 2002, agg. 2004) |
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