|
|
|
 |
Le conseguenze dell'incidente
La maggior parte della radioattività è stata sprigionata
nei primi giorni successivi all'incidente. L'area maggiormente
contaminata è stimata tra 125 e 146 mila chilometri quadrati
e comprende territori di Ucraina, Bielorussia e Russia. Ci sono
voluti circa 1800 voli di elicottero per spegnere l'incendio
con sabbia e piombo. Nei primi dieci giorni vennero evacuate
130 mila persone in un raggio di 30 chilometri; in totale gli
evacuati sono stati oltre 175 mila. Degli operatori presenti
e intervenuti - 134 persone fortemente irraggiate - 31 sono
morti poco tempo dopo l'incidente.
Le persone coinvolte nelle diverse operazioni svoltesi fino
al 1989 - i cosiddetti "liquidatori" - sono state
un numero stimato tra 600 mila e 800 mila. Quanti di loro si
siano poi ammalati e deceduti è una questione controversa.
Per il Rapporto del Forum Cernobyl le stime dei morti possono
essere diverse migliaia. Secondo le agenzie governative delle
tre repubbliche ex sovietiche i liquidatori morti nel corso
del tempo sono stati circa 25 mila. Altri studi indicano invece
un numero decisamente maggiore.

|
|
 |
|