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Presentazione
Nei
secoli bui del Medioevo, la sagacia del buffone di corte, avvezzo
ad osservare criticamente gli avvenimenti, valse ai giullari di professione
un posto di riguardo agli occhi dei signorotti e dei cortigiani, e
non era insolito che il buffone avesse qualche potere all' interno
delle corti, anche se, apparentemente, veniva dileggiato e schernito
da tutti.
Con le farse e con le commedie dotte del Cinquecento umanista, il
giullare divenne il vero protagonista del divertimento, almeno fino
alla prima metà del XVIII secolo.
Il Seicento fu il secolo della Commedia dell' Arte, con le sue maschere-clowns.
Nel XVII secolo nacquero le prime compagnie attoriali professionali,
tra le quali si distinse in Francia quella fondata da Jean-Baptiste
Poquelin, in arte Molière.
Qualche decennio più tardi, nacque in Italia la "Commedia
d' ambiente" con Carlo Goldoni.
Il teatro però dovette fare i conti con una nuova forma di
spettacolo, il circo, che dopo aver visto la luce in Gran Bretagna
ebbe un percorso sempre in rapida salita.
I primi tendoni circensi raccolsero tutti quegli improvvisatori che
si erano dispersi con la scomparsa della Commedia dell' Arte.
Nel 1770 nacque a Londra il primo circo equestre, grazie agli sforzi
e ai risparmi di una vita di Philip Astley, un ex sottufficiale di
cavalleria del reggimento dei Dragoni.
Il tendone del circo divenne sempre più "l' incomparabile
tendone delle meraviglie" .
All' inizio mancavano all' appello i clowns, così come li conosciamo
oggi; ma ben presto gli originari improvvisatori si accorsero dell'
opportunità che il circo equestre poteva loro offrire e fecero
la loro comparsa sotto i tendoni, dove acquisirono una nuova denominazione,
non si sa se coniata da Astley stesso o se ufficializzata direttamente
dal pubblico inglese e identica in tutte le lingue: clown, termine
di probabile origine basso - tedesca, che nel suo senso più
proprio significa "contadino" .
Il suo più tipico rappresentante sarà Joseph Grimaldi
(1778-1837) legato al mondo della pantomima inglese, sotto l' influenza
della Commedia dell' Arte italiana.
Joey Grimaldi aveva scelto come travestimento la maschera infarinata
di Pedrolino, con la faccia rotonda punteggiata di lentiggini rosse.
Era il ritorno delle maschere della Commedia dell' Arte in versione
anglosassone.
Il primo clown vero e proprio, introdotto da Astley, fu un musicista:
Mr.Merriment (il signor Divertimento).
Pafundi ce lo descrive così: "Due occhioni roteanti, l'
aria un po' brilla, i pantaloni sovrabbondanti legati alle caviglie
con un legaccio".
Nel 1782 il cavallerizzo inglese fondò a Parigi L'Anfiteatro
Inglese Astley in cui si esibì anche un clown "shakespeariano"
e cioè William F. Wallet (1808-1892).
Si presentava in pista con un costume da giullare medievale, copia
di un' incisione del British Museum, con un berretto a due punte e
i suoi immancabili baffi.
Le sue allusioni alle opere di Shakespeare erano assolutamente congeniali
al pubblico inglese e particolarmente gradite.
Questo tipo di comicità era importato dall' America, ispirandosi
al clown Joe Blackburn che riscuoteva strepitosi successi con le sue
libere interpretazioni dell'Amleto e dell'Otello.
Ben presto, molti avventurieri decisero di allestire nuovi circhi
concorrenti a quello di Astley e si formò una nuova casta,
quella delle famiglie circensi. In
Italia, il primo circo nacque nella prima metà del XIX secolo
con Alessandro Guerra, soprannominato "Il furioso", che
esercitò anche in Spagna.
Altri nomi importanti in Europa furono: Louis e il circo francese
Guillaume, Gaetano Ciniselli e il circo di Mosca.
Nel 1793, John Bill Ricketts, un cavallerizzo britannico, esportò
il circo negli Stati Uniti d'America e l'attività fu gestita
dagli impresari americani, che credevano nel guadagno, nell'opulenza
e nell'ostentazione.
E' il caso, ad esempio, dell'impresario nordamericano Phineas Taylor
Barnum che col socio Balley costruì circhi mastodontici, impiegando
molti uomini e capitali. Il clown fu allora confinato "al ruolo,
non suo, di buffone senz'anima".
L'America però, creò anche un suo tipo di clown, il
"tramp" o "Hobo", cioè il vagabondo, straccione
e mal rasato, dal naso rubizzo da ubriaco, furbo e buffo, in pista
per tutta la durata dello spettacolo.
Con la prima guerra mondiale, le famiglie circensi europee conobbero
maggiori difficoltà e molte emigrarono: i Tedeschi Naudmann,
Wulff, Spindler e Schlegel in America Latina, altri in Australia,
Asia e Sudafrica.
Nella seconda metà del Novecento, i circhi tentarono di imitare
l'opulenza americana, ma poi tornarono presto all'originaria semplicità,
un esempio è il circo Medrano del 1897, che non ha mai perso
la sua identità come il circo Scott svedese.
Molti clowns sono passati alla storia: Groch, Dimitri, Popov, Clarabella,
Bozo….
Ognuno di essi presenta caratteristiche diverse e inconfondibili;
in generale, però, i pagliacci si possono suddividere in due
tipologie: l'augusto e il clown bianco. Il
primo è colorato e allegro, buono e ingenuo, praticamente uno
sciocco che si mette sempre nei pasticci.
Il secondo invece ha un costume bianco ed elegante, è triste
e malinconico, un sognatore innamorato, mal corrisposto.
Intelligente e furbo, domina e tiranneggia l'augusto.
A sostegno dell'attività circense, il principe Ranieri III
di Monaco istituì nel 1974 il Festival Internazionale del Circo
di Montecarlo, nel quale, ogni anno, vengono premiati i migliori artisti
circensi del mondo.
Il premio più ambito è il Clown d'Or (Clown d'oro),
che addita il clown come la vera anima del circo. Dimitri
di Max Frisch
"Guardatelo, dico io, questo sì che è un vero clown.
Ma cos'è poi un vero clown? Non saprei, ma guardate lui: già
sa fare di tutto e di più, e quando gli riesce qualcosa di
nuovo, di incredibile, non sta nella pelle. Guardarlo è bello
come osservare un bambino che scoprendo le insidie del mondo riesce,
come per miracolo, a non inciampare. Sono rimasto teso durante tutto
lo spettacolo, ma poi qualcuno ha iniziato a ridere, una risata fragorosa,
come fosse solo, non come si ride per una battuta, ma una risata di
gioia, come quella di un bambino; la persona che rideva ero io, ed
il clown si chiamava Dimitri." Ricordo
del circo
di Federico Fellini dal volume "Fellini TV" L'arrivo
del circo di notte, la prima volta che lo vidi, da bambino, ebbe il
carattere di un'apparizione.
Questa specie di mongolfiera, preceduta da niente; la sera prima non
c'era, la mattina era là davanti a casa mia. Pensai subito
che fosse una barca sproporzionata.
Quindi l'invasione - perché questo era stata: una invasione
- era legata a qualcosa di marino. Una piccola tribù corsara.
La Preghiera
di Antonio De Curtis (Totò) Noi
ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la
forza di fare il più bello spettacolo del mondo.
Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni
docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che
ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa' che sulla
nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.
Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche
disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e,
in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.
Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici,
tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa'
che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda,
una pista e un riflettore.
Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle
tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini,
di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure
che essi ci credano felici.
Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono,
ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non
sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno
pagato il biglietto.
Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure
questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla
in giro con disinvoltura.
C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità,
noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su
questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.
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Pablo Picasso "Paul The Clown" 
Oberstein "Pool Shark" 
Gail Rein "Earth Mime" 
Mastrangelo "Mime Hearts" 
Ute S. Mertens "Frohliches Trio" 
Terry Wilson "Tears of a Clown" 
Joel Rougie "Clown jaune" 
Bernard Buffet "Head of a Clown" 
Joel Rougie "Clown bleu"
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