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Ma che buona la CocaCola! - Stefano Rollero

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  Presentazione

Stefano Rollero - OperaMa che buona
la CocaCola!

L'illusione di vivere
come mi và....
ovvero
un terreno
inaridito di materiale
sintetico,
dove germogliano
fiori ostentatamente
di plastica...



Per comprendere queste composizioni della serie Coca Cola bisogna rifarsi al messaggio della "Pop-Art" Americana e al messaggio "Rotelliano" degli anni 60, al "nouveaux rèalistes" fondato in Europa da Pierre Restaphrey e dallo stesso Maestro Rotella.

Stefano Rollero - OperaE' utile quindi leggere il codice interpretativo di quel periodo, trasmesso dai messaggi dei manifesti strappati, lacerati, attraverso cui captare i mutamenti di quel presente.
Paradossalmente in quel periodo si vivevano cambiamenti epocali: il boom degli anni 60, gli usi e costumi una volta tanto diversi da paese e paese non costituivano più realtà incomunicabili, ma tendevano a passare da un ambiente all'altro, sovrapponendosi ad abitudini antiche.

Alla base di questo fenomeno troviamo la forza di suggestione dei mass-media che imponevano (come tutt'oggi nella nostra realtà) stili di vita, gusti e mode, dal genere musicale al vestiario,dal canale televisivo da vedere, alle bibite ecc.

Nasceva la forza economica e di penetrazione delle grandi multinazionali che diffondono i loro prodotti sempre più con forza; ricordate la pubblicità della Coca Cola al cui finale imponeva; ...."Bevete Coca Cola!!!!!!"

Ecco che in un certo senso la storia si ripete......

Oggi al di là della globalizzazione, entrata a far parte del quotidiano, in un'epoca in cui l'essere umano potrebbe trasformarsi in un oggetto prodotto in serie, si vive in una ossessiva e rumorosa ricerca dell'apparire, di essere quello che non siamo e forse non saremo mai, un vagare alla ricerca del nulla, ed i reality shoow ma anche certe campagne pubblicitarie spingono particolarmente i giovani lontano dalla realtà... una sorta di "corsa competitiva," una specie di filosofia che apprezza soltanto ciò che può assicurare il successo nella concorrenza spietata........ facendo così dimenticare non solo ciò che è utile per l'uomo, ma anche ciò che è buono e vantaggioso per il singolo individuo.

Stefano Rollero - OperaEcco che i collages con la scritta Coca Cola, il cui destino era di esprimere qualità estetiche per l'invito al consumo, per il piacere di gustare qualcosa di esclusivo, diventa un'inconscia manifestazione di ribellione alle forme obbligate del comportamento, un modo di liberarsi dagli schemi sociali, una ritrovata libertà di sé stessi.....

Ed è proprio a questo punto che la visione delle opere contribuiscono nel momento riflessivo: ci sono momenti che bisogna saper riconoscere, attimi preziosi in cui le sensazioni si impadroniscono dell'essere e riempiono il cuore, attimi in cui dobbiamo escludere la voce della mente, il rumore del mondo.

Ascoltare..... Ci si ritrova dunque di fronte a questi collages dalle forme lacerate, i cui frammenti colorati si scontrano con la realtà che travalica l'illusione..... rappresentando così il residuo materiale di azioni umane vissute e ora spente....

Sono storie di noi stessi, che ci fanno capire la sorta di condizionamento in cui ci troviamo, semplicemente costretti ad adattare il nostro modo di vivere..... di consumare, senza che ce ne rendiamo conto...

Stefano Rollero




Serie "Ma che buona la CocaCola!"
Collages polimaterici,
con misure da 40x50 a 120x 100
Anno 2005
 
Stefano Rollero - Opera 1
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Stefano Rollero - Opera 2
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Stefano Rollero - Opera 3
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Stefano Rollero - Opera 4
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Stefano Rollero - Opera 5
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Stefano Rollero - Opera 6
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Stefano Rollero - Opera 6
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