ARTE.GO  
Indice Artisti
news > eventi > artisti > mostre virtuali > multimedia > iniziative > archivio > partecipa > servizi > info
> mostre virtuali > Corpo Vile Corpo Glorioso - N.W. Riondato
Corpo Vile Corpo Glorioso - N.W. Riondato

Art Book

Vinilica - Dischi Usati

Hyper Book

Hyper Art

 
  Presentazione

Riondato - Corpo Vile Corpo Glorioso - Particolare"Il corpo non è né sostanza, né fenomeno, né carne, né significato".

"I corpi sono sempre sul punto di partire, nell'imminenza di un movimento, di una caduta, di un allontanamento, di una dislocazione."

Che cos'è, infatti, una partenza, anche la più semplice, se non quell'istante in cui un certo corpo non è più là, proprio qui dov'era.
Quell'istante in cui un certo corpo fa posto soltanto a quell'apertura dello spaziamento che esso è.

Il corpo che se ne va porta con sé il suo spaziamento, se ne va come spaziamento e in qualche modo si mette da parte, si ritrae in sé lasciando però questo spaziamento "dietro di se", cioè al poso suo, e questo posto resta il suo, assolutamente intatto e assolutamente abbandonato.

(Hoc est enim absentia corporis et tamen corpus ipsum).

Jean Luc Nancy, Corpus


Testo Critico
di Tiziano Santi

Riondato - Corpo Vile Corpo Glorioso - ParticolareIl corpo è oggi il luogo in cui si incrociano le scommesse più ardite e più pericolose della contemporaneità.

La tecnologia infatti sembra poter ridisegnare una soggettività mutante, una corporeità programmata, clonata, replicata.

A questo proposito si parla di superamento dell'essere biologico, di una nuova carne sintetica, di un corpo postorganico.

Il corpo sembra poter diventare una superficie informatizzata, un corposegno totalmente formalizzato, come viene in qualche modo preannunciato nella top model o nel body-builder.

Si apre un orizzonte postumano, l'orizzonte del cyberGolem.

Questo è lo sfondo in cui si proietta e va interpretato il lavoro che Nino Riondato è andato svolgendo in questi ultimi anni.

E' proprio il corpo in cui si concentra la sua riflessione, e anche là dove le componenti dell'opera si limitano ad essere gli oggetti della quotidianità, un divano od una borsa per esempio, è ancora del corpo che si parla, della sua assenza se non della sua sparizione.

Due sono gli elementi che l'artista impiega : il ready made, le immagini dei rotocalchi e delle riviste di moda e la pittura, nella sua declinazione gestuale e direi quasi ultraespressionista.

Elementi che si incontrano e scontrano in virtù delle loro opposte caratteristiche : la freddezza del materiale dei media, la fotografia, con l'enfasi, l'alta temperatura delle materie tradizionali dell'arte e la fragranza dell'intervento diretto dell'artista, la rigorosa e quasi minimale costruzione del quadro con la magmaticità densa dei pigmenti.

Due sono anche le procedure con cui fa collidere la pittura con gli elementi prelevanti dell'universo massmediologico.

In alcuni casi la pittura va all'assalto delle pagine di un magazine (le cui immagini sono state magari modificate da operazioni di smontaggio e montaggio attraverso il collage) e ricopre la più parte dello spazio, lasciando scoperti dei lacerti che rivelano corpi nudi o vestiti, oppure brani di corpi, oppure ancora solo le parti dei corpi coperti dalle vesti.

Riondato - Corpo Vile Corpo Glorioso - Particolare La pittura come la tempesta di cui parla Benjamin, alle cui spalle resta un cumulo di rovine.

Nell'opera di magazine diventa un libro nelle cui pagine, come in un parco archeologico, i frammenti di un mondo si danno come allegorie incomprensibili, deprivate del loro contesto ed incapaci di qualsiasi totalizzazione del senso.

Altre volte le pittura si esercita all'interno del perimetro delle immagini dei corpi, sembra scaturire dall'interno della stampa tipografica e minacciarne la superficie.

Una forza endogena, viscerale, che si propaga come un'infezione virale inarrestabile, va ad alterare la consistenza dell'epidermide, le lisce rotondità degli arti.

Se la corporeità per eccellenza è messa in scena dalla donna, che la cultura occidentale ha assimilato alla materialità, all'oggettività, è proprio sul corpo femminile che prevalentemente interviene Riondato, sul corpo postmoderno dall'apparenza e della superficie che si riassume sul fisico "sintetico" della mannequin, costruito come un'opera d'arte dalla palestra, dalla dieta e dallo stilista.

Un corpo ieratico, senza carne, che non conosce orfizi né ferite che possono rivelare un interno di cui in effetti si ha orrore.

Le donne di Riondato, sintesi centauresche in cui si contaminano le immagini muliebri dei fotografi di moda e l'umanità dolente della pittura di un Bacon, sono le persone di un dramma che più o meno scopertamente si gioca nella società contemporanea come nella sua rappresentazione, ancora il conflitto barocco fra la luce mitica del corpo glorioso e la parte maledetta del corpo vile, il cortocircuito fra l'organico e l'inorganico.

Coniugare la forza "biologica" della pittura con la fredda impassibilità del corpo mediatico significa anche rivelare, attraverso una sorta di "carnalità estetica", la facies hippocratica, l'essenza funerea di quello scenario da natura morta che il corpo postmoderno ci prospetta.

C'è un quadro infine che sembra funzionare insieme come epitome ed emblema del lavoro di Riondato: due larghe campiture di colore, rosso e blu, dividono orizzontalmente la tela, al loro incrocio, in posizione obliqua, il ritaglio dell'immagine di un divano, un tipico prodotto di design, che sembra galleggiare nello spazio.

Sulla seduta è incollata la riproduzione del quadro di Courbet "L'origine del mondo", un'opera per molto tempo ritenuta scandalosa appartenuta a Lacan ed ora esposta al Musée D'Orsay.

Riondato - Corpo Vile Corpo Glorioso - ParticolareUn nudo di donna di cui non si vedono né il volto né parte delle gambe, dove quel che è rappresentato in un crudo realismo fotografico è un sesso femminile semiaperto.

L'equazione fra natura e sesso, l'equiparazione paradossale fra estrema esposizione e totale riserbo che, prima e dopo Cubert, anche Giorgione e Duchamp avevano potentemente messo in opera rispettivamente nella Venere di Dresda e in Etant donnés .

Ciò che con questa citazione l'artista vuole ribadire è il fatto che il corpo non appartiene al dominio del dominatore ma fa corpo con la Terra (Erde), quell'elemento irriducibile alla forma e al linguaggio che Heidegger contrapponeva al Mondo (Welt) come orizzonte del senso.

La terrestrità del corpo, nella sua pienezza inesauribile, nella sua evidenza e nel suo pesantore, sa farsi continuamente assente ritraendosi di fronte ad ogni oggettivazione tecnicoscientifica e sa mantenersi in un costante rifiuto.

Tiziano Santi
 

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera

Nino Riondato - Opera


Links correlati

Nino Walter Riondato
Terapie
 

Informazioni

Nino Riondato - Catalogo
Tratto dal Catalogo:
"Nino Walter Riondato - Corpo Vile e Corpo Glorioso"
Ed. Ditre Group - 1997 - Piombino Dese (PD)
 
 
links © dgpixel multimedia communication