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L'Opera
come sistema d'allarme «Senza titolo».
Il lavoro riproduce i 64 valori di verità della logica formale
ottenuti dalla combinazione dei valori vero/fa so (O e 1 ) delle frasi
logiche A e B.
Nell'installazione i leds luminosi mostrano due numeri: il 6 e il
4.
Il 6 sostituisce lo O e i 4 '1, o viceversa (nella logica è
possibile costruire qualsiasi sistema partendo da due elementi differenti;
che siano numeri, lettere o simboli è la stessa cosa).
Attraverso degli obiettivi fotografici i numeri 6 e 4 vengono visti
capovolti: i 6 si vede come 9 e il quattro assume la forma astratta
di una sedia.
Quando l'osservatore si avvicina a lavoro, un sensore fa scattare
un interruttore aperto/chiuso che inverte tutti i 64 valori numerici
contemporaneamente, i 6 diventa 4 e viceversa. Il cambiamento dei
valori è accompagnato da un segnale acustico.
Nel complesso abbiamo un doppio capovolgimento dei valori, uno di
tipo elettronico, l'altro di tipo ottico.
Infatti mentre il sensore trasforma tutti i 6 in 4, gli obiettivi
capovolgeranno a loro volta i 6 in 9 e i 4 nel simbolo astratto della
sedia.
Il risultato è un disorientamento dovuto a una perdita dell'esperienza
nel processo di cambiamento dei numeri, tanto più che per l'osservatore
è impossibile avere una visione sinottica dei mutamenti dell'istallazione.
«Vivisection».
Il lavoro è composto da 16 televisori portatili, da un trasmettitore,
da altoparlanti posti su parete e tenuti da pinzette con lente di
ingrandimento, da un sensore a onde (radar). I televisori sono installati
a croce, a gruppi di quattro, avvicinati in modo da ritagliare uno
spazio interno ed uno spazio esterno.
Sono inoltre orientali in modo da formare due serie; la serie A con
gli schermi rivolti verso 'esterno, la serie B con gli schermi rivolti
verso l'interno. Il trasmettitore manda in video circa mille parole
in inglese prese con una certa casualità dal vocabolario.
L'immagine delle scritte è accompagnata dalla loro lettura
effettuata dalla voce di un'artista americana, amica di Ciervo, Andrea
Scrima.
La voce non ha accenti nazionali. Il trasmettitore invia allo stesso
tempo due combinazioni di parole uguali di cui una completamente disturbata
sia nell'immagine che nel suono in virtù dell'uso di un videoregistratore
difettoso.
L'installazione funziona in due fasi. Nella primo fase i televisori
A ricevono e mostrano le parole del vocabolario.
Queste parole cambiano circa ogni 3 sec. La voce si sente lontana
dal video, proveniente dagli altoparlanti fissati alle pareti. I televisori
B ricevono solo parole disturbate, illeggibili, come anche la voce
che in questo caso esce dai televisori stessi.
I televisori quindi ricevono solo disturbi sia nell'immagine che nel
suono.
Nella seconda fase i ruoli si invertono, i televisori A ricevono solo
i disturbi mentre i televisori B trasmettono immagini e suoni correttamente.
L'effetto finale è quello di un incrociarsi di parole leggibili
e illeggibili, di suoni decifrabili ed indecifrabili.
Il capovolgimento delle fasi è causato dall'osservatore stesso
che viene individuato dal radar/sensore posto al soffitto e diretto
al centro dell'installazione. Il cambiamento di fase si verifica solo
quando l'osservatore si muove a centro dell'installazione. «Senza
titolo» e «Vivisection» sono delle macchine sapientemente
congegnate che rivelano una notevole competenza tecnica da parte dell'artista,
esse però non sono destinate a nessuna finalità pratica.
Non sono altro che delle meta-macchine, dei meta-congegni ed attengono
ad una sfera che non è affatto specialistica, ma appunto metalinguistica
ed estetica, costituendo una riflessione attorno alla tecnologia e
all'impatto di questa sulla realtà.
Come afferma Heidegger, l'essenza della tecnica non è nulla
di tecnologico e il confronto decisivo con essa può avvenire
in un ambito affine ed insieme completamente diverso da quello della
tecnica, 'arte.
E l'arte che può indicare la sua natura enigmatica, i suo carattere
soggettivo ed impositivo, i suo ambiguo rapporto con la realtà
il suo costruire il reale come effetto dei mezzi e delle procedure
di indagine e delle condizioni del loro uso.
Gli elementi che contribuiscono a formare le strutture dei lavori
di Costantino Ciervo provengono in gran parte dall'elettrotecnica
e dall'elettronica: leds luminosi, televisori, videoregistratori,
altoparlanti, sensori, radar, platine di assemblaggio, o dall'ottica:
obiettivi, enti.
Queste installazioni, che funzionano in base alla logica binaria vero/falso,
si/no, 0/1, si presentano come dei sistemi complessi capaci di interagire
con qualsiasi entità attraversi il raggio di intercettazione
dei loro sensori, emettendo dei suoni e modificando automaticamente
il loro stato.
In questo sono molto simili ai sistemi di allarme che presidiano ormai
non solo i sancta sanctorum dei poteri militari, politici ed economici,
ma sono presenti anche nella quotidianità delle masse come
antifurti, segnalatori di fughe di gas, ecc. Insicurezza, instabilità,
pericolo: un'allerta perpetuo che si traduce in una universale irritabilità.
Ad un'aspettativa sempre più intensa di un'offesa fa riscontro
una sempre più intensa mobilitazione alla difesa. E evidente
come a tutte le scale, da quella planetaria a quella dell'individuo,
vige il movimento dell'occultamento e della protezione, dalla salvaguardia
dei meccanismi del controllo sociale alla difesa dei sistemi informatici
con le relative barriere e passwords.
La stessa logica organizza la casta specialistica e professionale
degli scienziati, la cui separatezza fa si che Feyerabend instauri
una provocatoria analogia con il crimine organizzato.
Se si era ipotizzata la protezione per un intero continente, lo Scudo
stellare reganiano, anche la persona che vive nella metropoli postmoderna
si trova psicologicamente e materialmente a dover moltiplicare le
anitenne, affinare i sensori.
Nella prospettiva della bionica la macchina tende quanto più
può ad imitare il sistema nervoso umano e da parte sua l'uomo
tende ad assimilare le procedure meccaniche nel suo apparato fisico
e sensoriale.
II lavoro di Costantino Ciervo prende atto di queste realtà
e le mette in opera.
(Tiziano Santi) << precedente |
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Informazioni
Tratto da: "Costantino Ciervo - Deterritoriale, XLV Biennale
di Venezia" - Maggio 1993
Edizioni Adriano Parise - Colognola ai Colli (VR).
Testi Valerio Dehò e Tiziano Santi. |
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