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Erotismo letterario...
SCHEFFNER: "L'ombra
del bocciolo del petto, una macchia piccola purpurea, succhiai un
tempo ad ognuna per nuovo ornamento, la sua vista riempiva lo spirito
di voluttà, e il toccarlo faceva scorrere fuoco nel sangue.
Fecondamente irrorato di profumati succhi vitali, che scorrevano oltre
il bordo della conchiglia, cresceva intorno alla grotterella dalle
dimezzate sfere più ricco il prato erboso.
E quando poi mi risveglio rinforzato da te, allora io bacio per prima
cosa te, carissima mia nicchia.
E poi oso, pieno di nuova forza, correre la gara per il premio nel
grembo della ragazza."
INVIACI ANCHE TU UN BRANO EROTICO DA
PUBBLICARE SU QUESTE PAGINE!
... erotismo iconografico
Elaborazioni e rielaborazioni di immagini, computer grafica, elaborazioni
pseudo-pittoriche, manipolazioni tecnologiche, quasi una disputa tra
pennello virtuale ed immagine reale.
Immagini colte da video-camere, foto-camere digitali. Nudi femminili;
macro: un concetto diffuso, sotterraneo, viscerale del mini-macromalismo.
Erotismo o de-erotismo? Una visione sincrona o asincrona con le forze
dell'essere femminile? Lo spettatore saprà rispondersi.
La tecnica con cui traspare la continua ricerca del Centro
del Mondo di G.Deno si evolve nel colore trasfigirato, nelle non-visioni
del gaussiano, nelle varie trasparenze delle forme e nel vago sentore
di qualche cosa che, fortemente, questa volta, si espande da e per
i vertici dell'immagine.
I frames ripetuti, wharoliani, de-iper-colorati sono la base da cui
si dipanano le serie successive (Fur e Mix).
La prima in raccordo con il feticismo latente dell'autore e la seconda
in correlazione con l'ottimismo figurativo che rinasce dalle contorsioni
che solo il pennello elettronico di G.Deno può rivelare.
Hugo 2002 All'estremo dell'Ipermedialità
Artista
multimediale e ricercatore dell'ipermedialità, G.Deno sconfina
spesso nei meandri di una pseudo-arte, una cripto-arte che attraversa
e manipola temi vicini all'erotismo e al feticismo, passa per l' immagine
televisiva e pone al centro dell'attenzione il "gioco" nella
sua più disarmante ed inaspettata solitudine.
Il "gioco" come oggetto abbandonato, il non - gioco, che
mostra la sua espressiva inettitudine quando è fuori dal ciclo
vitale del gioco stesso (Toys Was Us).
Attraverso le sue opere (mini e macrominimalismi, visioni ed elaborazioni
in computer grafica, pennellate scansionate elettronicamente) spesso
si intuisce e, a volte, si evidenzia il corpo femminile attraverso
l'uso spregiudicato del mezzo di acquisizione di immagini, sia esso
una fotocamera, uno scanner o una videocamera.
La serie "Il Centro del Mondo", nata da un cd sperimentale
del 1998 in cui si rendeva interattivo nel suo coinvolgimento lo "spettatore
navigatore", propone punti di vista assolutamente inusuali del
corpo femminile.
Corpo che prende colore e sostanza nella serie "Erotikolor",
grandi pannelli 70x100, da cui "escono" le visioni cromatiche
di un incauto ottimista.
Il narrare, accompagnando riferimenti visivi, della piu' grande "bufala"
mediatica dello scorso secolo (Millenium Bug) lo pone sempre più
vicino a quella ricerca multimediale che, da sempre, lo accompagna
nella sua vita professionale ed artistica.
Le serie "Liquid Soul" e "Pictures At An Sexhibition"
segnano una nuova linfa vitale nelle sue opere.
La prima "acquarella" le immagini digitalizzate, le rende
fluide e al contempo le rinnova di ritrovato fulgore, la seconda serie
fa emergere, in una sovrapposizione provocatoria, il corpo femminile
su particolari di tele dei grandi artisti contemporanei.
L'approccio inconsueto all'utilizzo della grafica tridimensionale
(Terrain, SunCity, Studium Series) coinvolge lo spettatore in nuove
esperienze in mondi visionari ed immaginifici permeati da erotismo
e feticismo.
Territori ed ambienti che nascono da fantasie e desideri, in cui le
immagini assumono nuove colorazioni, mappature e dimensioni inconsuete.
Lo stretto spazio del reale offre l'opportunità a G.Deno di
costruirsi un "suo" spazio espositivo, il SunCity Virtual
Museum: una Piramide, eretta al centro di una città virtuale
"ma desiderabile", al cui interno trovano collocazione le
espressioni erotiche e le perfomances multimediali delle sue opere.
Il tutto, sempre, portato all'estremo.
(testo a cura di Hugo 2002, agg. 2004) |
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