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Evo Medio Art

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  Presentazione

Evo Medio Art - CatalogoL'area minata entro la quale si muove, fra tante incertezze, esitazioni e dichiarazioni di morte presunta, la ricerca artistica contemporanea sta sempre più diventando un insidiosissimo "terrain vague" o "back-yard" in cui si accumulano, inutili ormai, tante buone intenzioni e i migliori propositi, i grandi progetti come i più semplici stimoli operativi.

È ragionevole e legittimo, pertanto, che degli artisti si sforzino di uscire da questo fatale terreno, che tutto rende "indistinguibile", per situarsi in un'area di ricerca il meno possibile condizionata e scontata, e, dunque, il meno possibile compromessa; una area di indagine dove l'opera d'arte è chiamata davvero a confrontarsi con le esigenze più vere e più profonde dell'uomo d'oggi.

Edoer AgostiniEd è quanto mai ragionevole, e raccomandabile, che un Ente Pubblico si faccia promotore di mostre che, come questa sono capaci di scuotere l'albero delle idee, restituendo all'operare artistico quella credibilità così compromessa da tanto dilagante dilettantismo sempre più protetto da interessi di piccolo, medio e anche grande mercato.

Si tratta di una scelta di fondo che situa l'operare artistico su un piano molto diverso e ben al di là della impotente funzione estetico consolatoria, o della soddisfatta contemplazione "speculare" di valori socio esistenziali che traducono un'illusione di armoniosa integrazione col mondo e con la realtà (magari stiracchiando simbologie rimasticate nei secoli o rifingendo innaturali melodie di immersione negli "imperscrutabili" equilibri del creato).
Niente di tutto questo.

Alberto BiasiAnzi, gli artisti che qui si interrogano tendono invece a provocare la perdita di "baricentro" psicologico e percettivo come momento più favorevole al dialogo e alla restituzione a ciascuno, operatore e osservatore, della personale e ineliminabile capacità di penetrazione della realtà e di decostruzione e ricostruzione, se non di creazione.

Agostini, Biasi, Demarco, Facchin, Gard, Le Parc, Millecamps, Garcia Rossi e Sobrino smitizzano subito il falso concetto di una creatività istintiva, e quindi di pochi eletti, e di una creatività che sembra sgorgare spontanea come inesausta fonte purissima, conseguenza di"una più vasta orma" dello Spirito Creatore.

Hugo DemarcoQuesti artisti, invece, riprendono in mano, un po' illuministicamente se si vuole, i fili del proprio destino e riaffermano una creatività che è innanzi tutto conoscenza del reale e padronanza del mestiere, esercizio concettuale e artigianale della propria esperienza professionale.

Creatività diventa allora modo di rapportarsi a un problema concreto con la capacità di prospettare più soluzioni il cui interesse culturale, non tanto o non solo la validità, è in stretto rapporto con il grado di conoscenza dei dati e delle tecniche operative da parte dell'artista.

Celestino FacchinL'opera non ha più funzione e valore di oggetto estetico di per sè concluso, ma diventa 'campo', zona di sperimentazione, spazio di accadimento caratterizzato da operazioni che si svolgono non astrattamente e non staticamente, ma in una fitta e reciproca interrelazione di influenze, richiami, mai suggestioni, ma implicazioni, conseguenze, correlazioni tra operazioni e campo stesso, tra avvenimento e spazio circostante.

Julio le Parc L'opera, dunque, non è più solo e semplicemente risultato di un progetto, ma è "condizione" essa stessa del progetto, e sposta così il discorso sul metodo più che sul risultato, su una prassi estremamente flessibile che rompe ogni isolamento e porta l'opera a partecipare della totalità, fisica e psichica, materiale e concettuale.

Metodo operativo, organizzazione dello spazio e dei segnali nello spazio, sviluppo e modulazione che non soffrono più i limiti del "quadro" e della cornice, sono momenti di innesco di una pedagogia visiva che scarta il contingente, l'immediato apparente e la superficiale reazione ottica, di più o meno piacevolezza, per provocare una autentica partecipazione e, possibilmente, una prosecuzione.

Ferruccio GardÈ nelle "provocazioni a seguire" di questi artisti, infatti, l'esplicita proposta che il vedere e il percepire non si limitino alla realtà pittorica che si presenta al primo impatto, ma diventino un porsi in situazioni di allarme sensoriale e percettivo, e di disponibilità alla riflessione, così da addentrarsi visivamente col cervello fino a individuare la genesi dell'accadimento segnico o plastico, che è poi il progetto, e a identificarne la struttura e a vivere l'operazione nello spazio e nel tempo proposti riuscendo a "slargarne" l'esperienza anche ad altri tempi e luoghi.

Yves Millecamps Anche la tradizionale "tela" non ha più funzione di supporto di colore, ma è uno spazio definito e neutralizzato cromaticamente; i segni, sempre essenziali e precisi nella loro rigorosità mentale e visiva, divengono segnali, vettori che confermano la tendenza a espandersi, ad addensarsi e a coagularsi del colore materia nello spazio.

Anche li dove individuiamo più rarefatte dilatazioni spaziali, o più nitide definizioni del "campo" di intervento, o la predilezione verso la monocromia, o l'estendersi della ricerca fino a procedimenti semiologici di scritturazione e di individuazione di "segni modulari", oppure lì Horacio Garcia Rossidove il colore è ancora una volta eletto a momento di indagine degli scarti mentali e delle acquisizioni percettive, in tutto queste scelte di lavoro, calibrate con estrema attenzione e sapienza dagli operatori, è affermata la necessità di un ordine di metodo e di ricerca che si impone come unica alternativa "umana" allo spappolamento emotivo, al disfacimento sentimentale e all'individualismo romantico, così come al cedimento a qualsivoglia suggestione autoritaristica che implichi rinuncia alla capacità creativa (come capacità di conoscenza e di intervento appunto), di ciascun essere ragionevole.

Francisco Sobrino Nella contestualità logica di un progress delle mozioni moltipllcate e riferibili alle geometrie nella loro gestione figurale, plastica o architettonica, queste opere ci fanno "comprendere nella loro visiva finitezza il prolungamento e l'estensione dell'infinito nell'immaginazione del nostro pensiero, nell'infinita dimensione della nostra psiche: la relazione fra struttura, spazio circostante e tutto lo spazio possibile, il cosmo, prolunga la capacità operativa e sviluppa le ipotesi astratte, e insieme stimola la capacità percettiva, l'orecchio interno - l'Ayna degli orientali, forse - a una consonanza conoscitiva sempre più penetrante e profonda, in un processo di ascolto, identificazione e prosecuzione non molto dissimile da quello che innesca la musica.

(Giorgio Segato)
 

Edoer Agostini - Opera
Edoer Agostini
"Struttura - Rilievo" - 1980
Alberto Biasi - Opera
Alberto Biasi
"Io sono"
Hugo Demarco - Opera
Hugo Demarco
"Reflexion"
Celestino Facchin - Opera
Celestino Facchin
"Ricerca Z.A." - 1980
Ferruccio Gard - Opera
Ferruccio Gard
"Percezione" - 1980
Julio Le Parc - Opera
Julio Le Parc
"Modulation 276" - 1979
Yves Millecamps - Opera
Yves Millecamps
"Themis" - 1979
Horacio Garcia Rossi - Opera
Horacio Garcia Rossi
"Serie Luce" - 1980
Francisco Sobrino - Opera
Francisco Sobrino
"ieu d'echeques" - 1970


Links correlati

Arte Cinetica
Cesena 1983
Museo Umbro Apollonio
 

Informazioni

Tratto dal catalogo:
"1981 Evo . Medio . Art 1981"
"Artisti Internazionali Contemporanei
in un Castello Medievale"
12 aprile - 3 maggio 1981
Salone del Castello - Città di Marostica
Assessorato alla Cultura
 
 
 
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