ARTE.GO  
Indice Artisti
news > eventi > artisti > mostre virtuali > multimedia > iniziative > archivio > partecipa > servizi > info
> mostre virtuali > Luciano Gaspari
Luciano Gaspari

Art Book

Vinilica - Dischi Usati

Hyper Book

Hyper Art

 
  In principio era l'immagine

Gaspari - Particolare Opera Sono piene le figure, le pitture astratte di Gaspari.
Sì, ricche di frammenti figurali che scaturiscono direttamente dalla sapienza del dipingere e che nulla hanno beninteso di figurativo.
Gaspari nomina da sempre queste cellule col nome di "germinazioni".
Germinale è il disegno che sta sulle superfici e che vedo materializzarsi nelle carni del colore; germinale è altresì il disegno che sta altrove e precede la pittura e prosegue dopo la superficie: dove germinazione sta per atto creativo.
Che dire dunque di queste figure, innominate dal pittore e di cui la critica ha parlato solo in termini di segni e di colori? Posso dire che nel loro aggregarsi esse rimangono alla complessità visionaria di un mondo primigenio che soltanto gli occhi, lo sguardo, possono nominare, e non le parole.
Questi lacerti figurali assommano a una figura principale, alla figura di un continuo discorso: al racconto della creazione.
Nobile resta il linguaggio dell'astrazione, e ammirevole la fedeltà piena di sospetti che Luciano Gaspari le riserva da oltre quarant'anni di lavoro.
Anche questo va detto con molta chiarezza in un'epoca di patteggiamenti. Le forme d'arte che storicamente riuniamo intorno al fuoco dell'astrazione costituiscono tuttora l'alveo centrale di quella lingua visiva che è la pittura. L'astrazione indica ancora il mondo oltre le colline, ovvero il regno del possibile contrapposto ai mondani recinti della realtà.
È la lingua che pronuncia le immagini di ogni possibile universo — interno, esterno, simbolico - in opposizione al potere della parola e della scrittura, e dunque degli storici e dei critici che troppo spesso indulgono a comandare sull'arte per legiferarne i limiti.
Così lontana dal dettare leggi sul dipingere, o imporre stili ultimativi per chiudere il passo ai giovani, è l'opera pittorica di Gaspari; tanto da rischiare spesso, nelle espressioni di questi decenni, l'emarginazione e l'ombra, non fosse stato per l'amore testardo che il pittore ha sempre alimentato presso le sue superfici e la società: ovvero la passione di ripercuotere gli echi dell'originaria creazione delle cose fatte scaturite con somma cura, di rinfocolare il presente come atto creativo che di lì a poco si esaurisce e va rinfocolato. Scrivo queste brevi note direttamente dallo studio del pittore.
Mi circondano le sue ultime gouaches e i suoi strumenti di lavoro. La critica, che di solito annega nel nero degli inchiostri, tra i soldatini delle sue lettere messe in fila, è certamente inadeguata a dar conto della vita delle immagini che respirano qui intorno.
Molti, tra gli innumerevoli estimatori dell'arte di Gaspari, hanno trovato aggettivazioni abbondanti o analogie poetiche per comunicare al lettore il leggero senso di vertigine cui queste pitture inducono chi guarda. Non dirò di meglio, m'interessa altro.
Che libertà hanno le figure di Gaspari, quale grado di possibilità ulteriore, quale .orientamento?
Gaspari dipinge per nervature di segni e per gangli di colore che ogni volta modificano l'evento che propone allo sguardo, pur ostentando immutato il corpo delle sue immagini nell'idea fondata che il dipingere produce corpi.
C'è un andamento invariabilmente biomorfo nelle sue immagini, sia che suggeriscano la terra o l'acqua, il cielo o gli amplessi dei colori tra loro: è segno di vita.
Klee, al quale certo si può fare risalire l'immaginario tecnico di Gaspari, ma proprio agli inizi e limitatamente alla tecnica delle configurazióni, fu colui che instaurò questo tipo di disegno. Gaspari è colui che nel tempo invece ha rotto questo disegno, ha rotto col disegno stesso d'instaurare nel corpo della pittura una germinazione privilegiata.
Certo, lavorando come ha fatto dagli anni Quaranta, anche Gaspari-ha contribuito, coi suoi meriti e coi suoi limiti, a fare della pittura una lingua autonoma dotata di identità propria e di alta singolarità.
Ma perseverando nel tempo, a differenza di Klee, per esempio, egli ha concorso altresì a ramificare quell'identità.
Gaspari ha fatto, dell'autonomia della pittura che è una lingua, un giardino dai mille sentieri.
Che resta il modo insieme antico e moderno di dire che in principio era l'immagine — e non il verbo — ma solo a patto che l'immagine torni sempre a principiare.
La pittura delle germinazioni, sinonimo per chi scrive di un'arte che ripropone l'esperienza iniziatica dello sguardo su un mondo in formazione, nell'idea che la creazione delle forme può nascere solo dopo avere rotto con ogni disegno ideologico o scritturale, a me sembra inoltre un buon modello di socialità dell'arte.
Gaspari ha fatto parte raramente di gruppi, e tiene a ricordare con piacere soprattutto la sua adesione alle mostre dell'Alleanza della Cultura promosse da Bologna nel '48, e tuttavia condivide, specie a Venezia, con più generazioni e attraverso le molte mode, alle quali si è piegato, un tortissimo senso del valore di libertà connesso con l'esercizio dell'arte.
A ben guardare, l'arte visiva resta oggi uno degli ultimi aspetti del culto: culto del bello, delle cose fatte e conservate con cura: culto del denaro e dell'ego, anche: e insomma culto della verità.
Tanto che il buon diavolo del Faust di Thomas Mann poteva irridere alle avanguardie così, leggi un passo del Doctor Faustus del '43: "L'arte moderna è un pellegrinaggio sui piselli", riferendosi ai flagellanti che un tempo salivano ai templi.
Oggi incontro Gaspari che al contrario mi fa: "Guarda come Adorno ha definito l'arte, è una delle cose più alte che abbia mai letto". Non lo ricordavo, quel passo dei Minima moralia, forse non l'ho mai letto.
Dice così: "L'arte è magia, liberata dalla menzogna di essere verità".


Luglio 1987
Tommaso Trini
 

Luciano Gaspari - Opera

Luciano Gaspari - Opera

Luciano Gaspari - Opera

Luciano Gaspari - Opera

Luciano Gaspari - Opera

Luciano Gaspari - Opera


Informazioni

Copertina
Tratto dal Catalogo
"Luciano Gaspari - Lavori 1986 - 1987"
Edizione Galleria De Ambrogi - Venezia
1987
 
 
 
links © dgpixel multimedia communication