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Presentazione
Gli
otto ritratti in mostra sono di Goya, uno dei più grandi pittori
spagnoli ed un incisore di influenza internazionale durante la fine
del diciottesimo e l’inizio del diciannovesimo secolo.
Francisco José de Goya y Lucientes, dopo aver studiato a Saragozza
e aver viaggiato per l’Italia, sposò la figlia di un
artista della corte spagnola.
L’anno dopo, 1774, Goya ricevette la sua prima commissione reale:
dipingere scene decorative di vita giornaliera destinate alla tessitura
di arazzi.
Nel 1799 fu designato primo pittore di corte, la posizione artistica
del più alto livello possibile.
I primissimi ritratti di Goya riflettono i paesaggi briosi, e i colori
a pastello luminosi dei disegni dei suoi arazzi. Nel maturare, e soprattutto
dopo che perse l’udito, conseguenza di una grave malattia nel
1792, Goya cercò sempre più una caratterizzazione psicologica
dei suoi soggetti, spesso illuminandoli contro uno sfondo cupo e ombroso.
María Teresa de Borbón
y Vallabriga
Gli ordini importanti di ritratti incominciarono per Goya nel 1783
quando aveva trentasette anni.
In agosto e settembre di quell’anno Goya dipinse una serie di
ritratti di famiglia richiestagli dal fratello minore di Carlo III,
tra cui questo grazioso ritratto della figlia del principe.
Nell’angolo inferiore sinistro Goya scrisse in spagnolo: “La
Senorita Doña Teresa, figlia del serenissimo Infante, Don Luis,
all’età di due anni e nove mesi”. La bambina in
realtà aveva quattro anni e mezzo; perché Goya cambiò
l’età del suo soggetto reale è sconosciuta.
Da adulta Teresa andò in sposa a Manuel Godoy, l’infame
e corrotto primo ministro di Carlo IV.
La sua simpatia per l’indipendenza spagnola durante le guerre
napoleoniche le procurò una larga popolarità.
Teresa sta in piedi sulla terrazza del palazzo di campagna del padre
vicino ad Avila, sulle montagne a ovest di Madrid.
Goya prese l’idea di questo formato dall’artista di corte
del diciassettesimo secolo, Diego de Velázquez, che aveva ritratto
rampolli reali all’aperto con i cani.
Goya lavorava velocemente, spesso improvvisando i suoi disegni; sia
questo metodo che l’uso di pennellate agili e fluide derivano
da Velázquez. The Marquesa
de Pontejos
Doña María Ana de Pontejos y Sandoval tiene delicatamente
fra le dita un garofano rosa, simbolo di amore, che spesso si vede
nelle mani delle spose.
Nel 1786 a ventiquattro anni, sposò il fratello del Conde de
la Floridablanca, il primo ministro progressista di Carlo III. In
quel periodo suo marito era ambasciatore di Spagna in Portogallo.
Il cagnolino della marchesa con fiocchi e bubboli imita la posa rigida,
da bambola, della sua padrona.
La sua pettinatura complicata, il cappello di paglia, la gonna decorata
con fiori, imitano l’abbigliamento di Maria Antonietta, la regina
francese che qualche volta si vestiva come una pastorella.
Quest’abito stravagante e di influenza straniera mette in risalto
la vita, stretta nel busto, di moda tra le nobildonne spagnole.
Il portamento eretto, regale e lo sguardo assente derivano dai ritratti
reali di Velázquez.
Disegnatore di arazzi, Goya eliminò dettagli poco importanti
che avrebbero reso difficile il lavoro dei tessitori.
Questa tendenza a semplificare il disegno influenzò pure i
suoi ritratti.
Gli alberi color verde giada e il vestito grigio perla sono qui rappresentati
con ampie e abbozzate zone di colore. Giovane
donna con mantiglia e basquiña
La mantiglia, una sciarpa di velo e merletto che si porta sul capo
e sulle spalle, è tipico abbigliamento femminile spagnolo.
Tipico pure spagnolo è la basquiña, una casacca a maniche
corte da indossare fuori.
Questa tela, conosciuta per oltre cento anni come “La moglie
del libraio”, potrebbe invece rappresentare uno studio di personalità
di signora dell’alta borghesia.
Questa donna, finora non ancora identificata, somiglia ad alcune figure
degli arazzi di Goya che mostrano spagnoli di tutti i livelli sociali.
Don Antonio Noriega
Il nastro bianco e blu dell’Ordine di Carlo III ha un posto
prominente sulla giacca di Antonio Noriega Bermúdez.
Il suo cavalierato, una lista di altri incarichi e la data 1801, sono
scritti in spagnolo sia sulla tovaglia che sul pezzo di carta nella
mano del soggetto.
Don Antonio fu fatto cavaliere il 23 luglio 1801, e il ritratto di
Goya potrebbe essere una celebrazione dell’evento.
Come era d’uso fare nei ritratti di personaggi ufficiali del
governo, Goya ritrasse il tesoriere della Spagna al lavoro.
Con noncuranza Don Antonio riposa la mano nel panciotto sbottonato,
suggerendo così la sua autorità e controllo sulle finanze
del paese.
Veramente la sua amministrazione fu un disastro di inefficienza, raddoppiando
quasi il debito nazionale.
Mentre scappava dall’invasione napoleonica nel 1808, don Antonio
fu assassinato dagli spagnoli che, erroneamente, pensarono che egli
avesse collaborato con l’esercito francese. Bartolomé
Sureda y Miserol
Sureda era direttore delle fabbriche, della casa reale spagnola, di
tessuti, cristalli e ceramiche.
Aveva studiato artigianato e grafica in Inghilterra durante gli anni
1793–1796.
Rientrato in Spagna, insegnò a Goya la nuova tecnica grafica
ad acquatinta.
Nel 1800–1803, Sureda lavorò a Parigi.
Goya dipinse Sureda e la moglie francese probabilmente poco dopo che
si trasferirono a Madrid.
Nel 1804, a trentacinque anni, Sureda diventò il direttore
della famosa fabbrica spagnola di porcellane al Buen Retiro.
Nella rappresentazione di Goya, l’amministratore d’arte
si appoggia in posa rilassata e dondola il tubino.
Questo atteggiamento informale riflette il gusto dell’epoca
per pose naturali.
La fodera rossa del cappello fa da complemento ai caldi toni marrone
del fondo dipinto a pennellate sciolte. Thérèse
Louise de Sureda
Thérèse Louise Chapronde Saint Amand incontrò
suo marito, spagnolo, quando lui era a Parigi a studiare la manifattura
dei tessuti e delle porcellane.
Sebbene il suo ritratto fosse stato dipinto in Spagna, lei rappresenta
lo stile francese contemporaneo.
I suoi capelli sono pettinati “all’antica”, e la
sedia stile impero è decorata con teste “egizie”.
Quantunque di lei si sappia ben poco, le lettere che scrisse dopo
le nozze nel 1803 rivelano una disapprovazione severa delle stravaganze
altrui.
Thérèse siede eretta con affettazione e non s’appoggia
allo schienale della sedia.
Dato che tiene le braccia vicine al torso, la sua figura è
circoscritta.
Il ritratto, compagno di questo, del marito in questa stessa sala,
invece, mostra un Bartolomé più disinvolto che si appoggia
da una parte, con la mano sul fianco e il gomito esteso.
Señora Sabasa García
Conosciuta dagli amici come “Sabasa”, Maria Garcia Pérez
de Castro era la nipote di Evaristo Pérez de Castro, ministro
degli esteri spagnolo e uno dei maggiori mecenati di Goya.
Esiste una leggenda su questo dipinto che, come molti aneddoti, potrebbe
avere un elemento di verità.
Mentre Goya stava facendo un ritratto di suo zio, Sabasa andò
a visitare casa Pérez e l’artista, colpito dalla sua
bellezza, pare abbia chiesto il permesso di farle il ritratto.
Il luccichio dello scialle d’oro di Sabasa è una luminosa
dimostrazione delle pennellate di Goya.
Goya dipingeva di getto, raramente rifaceva le sue tele, conservando
così l’immediatezza della sua prima impressione.
Victor Guye
Nipote di uno dei più famosi generali francesi in Spagna, il
giovane Victor Guye indossa l’uniforme dell’Ordine dei
Paggi di Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, incoronato re
di Spagna.
All’età di sei o sette anni, Victor era probabilmente
troppo giovane per essere paggio di corte.
Comunque sia, gli era stato dato il permesso di indossare l’uniforme
prestigiosa per l’influenza dello zio.
Goya ricreò il ricamo d’oro dell’uniforme con scintillanti
particelle e intonaco di impasto, ovvero pittura densa e impastata.
Questo dipinto di Victor si accompagna a un ritratto di suo zio, il
Generale Nicolas Guye, ora nel Virginia Museum of Fine Arts a Richmond.
Nel 1810, Nicolas commissionò entrambi i dipinti da dare in
regalo al fratello, padre di Victor.
La comprensione con cui Goya descrisse i conquistatori francesi potrebbe
far pensare che egli favorisse il regime napoleonico, ma l’artista
creò con la stessa comprensione, ritratti di capi della resistenza
spagnola. |
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María Teresa de Borbón y Vallabriga, in seguito
Condesa de Chinchón, 1783
Olio su tela, 1,347 x 1,175 m 
The Marquesa de Pontejos, circa 1786
Olio su tela, 2,108 x 1,264 m 
Giovane donna che indossa mantiglia e
basquiña, circa 1800/1805
Olio su tela, 1,099 x 0,782 m 
Don Antonio Noriega, datato 1801
Olio su tela, 1,026 x 0,809 m 
Bartolomé Sureda y Miserol, circa 1803/1804
Olio su tela, 1,197 x 0,794 m 
Thérèse Louise de Sureda, circa 1803/1804
Olio su tela, 1,197 x 0,794 m 
Señora Sabasa García, circa 1806/1811
Olio su tela, 0,711 x 0,584 m 
Victor Guye, 1810
Olio su tela, 1,067 x 0,851 m
Informazioni
Le opere presentate in questa pagina fanno parte
della Collezione Permanente del: © National Gallery
of Art, Washington www.nga.gov
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