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Nel 1967, gli atteggiamenti discordanti
dei contemporanei nei confronti della partecipazione americana alla
guerra del Vietnam lo spinsero a creare War (Guerra), un gruppo di
sculture che per l'artista era anche una dichiarazione contro la violenza
e la guerra in generale, in sostegno di tutti quelli che, direttamente
o indirettamente, soffrivano proprio a causa della guerra. War si
compone di cinque figure di soldati in uniforme, morti o feriti, che
potrebbero appartenere a qualsiasi esercito del mondo e che ora giacciono
su un campo di battaglia, coperti di fango e di sangue. Un'altra opera
realizzata nel 1967, Race Riot (Tumulto razziale), anche questa con
calchi ricavati da modelli, ha per soggetto la violenza di strada.
L'artista vi combina temi come il sostituirsi alla legge, la criminalità,
la tensione razziale e i diretti e brutali attacchi dei rappresentanti
della cosiddetta democrazia contro le minoranze e i cittadini più
deboli. Sette figure sono coinvolte in un violento scontro armato.
Un corpulento poliziotto colpisce un nero sulla testa con il manganello,
mentre alcuni aggressivi cittadini sono pronti a farsi essi stessi
tutori della legge. In America, a quei tempi, era una scena tutt'altro
che eccezionale. Nel 1969, in occasione di una mostra presso il Whitney
Museum di New York, alla quale Hanson partecipò, il critico
David L. Shirey segnalò quest'opera, tra quelle presentate,
come una delle più forti. Ma in seguito Hanson decise che le
figure erano troppo "legnose" e ne distrusse cinque, salvando
soltanto quelle del poliziotto con il manganello e del nero raggomitolato
a terra.
Sempre nel 1967, in un atelier un po' più spazioso a Opa-Locka,
Hanson creò Gangland Victim (Vittima di una gang), ossia il
corpo incatenato e mutilato di un annegato, già in fase di
decomposizione, attaccato a un blocco di ferro destinato a trattenerlo
sul fondo di qualche fiume americano: una denuncia del crimine organizzato.
L'anno successivo Hanson ricevette per quest'opera il Florida State
Fair Award of Merit e il membro della giuria George Segal fu il più
prodigo di elogi. Anche in Motorcycle Accident (Incidente motociclistico)
del 1967 Hanson voleva dire qualcosa sulla morte. "Per fare il
calco ho messo in posa un modello avviluppato alla moto rovesciata,
poi ho spezzato braccia e gambe del calco. Non mi preoccupavo che
la figura fosse rifinita nei dettagli. Ero più interessato
al simbolismo della morte e della violenza." L'opera, anch'essa
premiata, fece sensazione allorché fu chiesto che, assieme
a Gangland Victim, venisse esclusa da una mostra al Bicardi Museum
di Miami. Ci furono proteste cittadine, intervennero i media, furono
coinvolti critici e la scena artistica della Florida, finché
il direttore del Miami Art Museum, sostenitore di Hanson, propose
di esporre le opere nel proprio museo. "Il giorno dell'installazione
delle sculture io mi sono sposato e sono partito in luna di miele
per una decina di giorni. Quando siamo tornati ci aspettava una pila
di articoli di giornali." Trash (Rifiuti, 1967), dove si vede
un neonato morto in un bidone di rifiuti, e Pietà (1968), che
rappresenta un uomo di colore morto fra le braccia di una giovane
donna, citando nella sua composizione immagini devozionali storiche
- più tardi Hanson distrusse quest'opera - segnarono la conclusione
del suo periodo di critica politico-sociale, periodo in cui nel suo
lavoro di scultore erano confluiti la sua visione critica profondamente
radicata, la sua coscienza sociale, la sua epoca, ma certamente anche
lo spirito degli anni sessanta, il movimento di protesta, la guerra
del Vietnam e la generale situazione di scontentezza.
Da quel momento in poi Duane Hanson si concentrò sempre più
su individui singoli, sul loro aspetto tipico, quasi caricaturale
e comico, e su atteggiamenti e pose visibili, spesso rappresentativi
dell'intera nazione. Al tempo stesso cercò di rendere più
drammatiche le sue figure tramite l'effetto del "movimento istantaneo".
Un primo tentativo in questo senso è già evidente in
Race Riot; seguì nel 1968 Football Players (Giocatori di football),
in cui tre atleti sono selvaggiamente e quasi teatralmente avviluppati
attorno alla palla, quasi come in un tableau.
L'effetto shock delle sue sculture, le polemiche di cui si fecero
portavoce i media e la conseguente pubblicità fecero diventare
famoso Hanson in Florida, ma negli altri stati l'artista era ancora
un perfetto sconosciuto. Gli amici gli consigliavano di mettersi in
contatto con importanti gallerie newyorkesi, di inviare loro diapositive
delle sue opere, perché era New York a consacrare la fama di
un artista. Dopo lunghe riflessioni Hanson inviò del materiale
alla Leo Castelli Gallery. Leo Castelli e Ivan Karp avevano fortemente
contribuito al successo della pop art promuovendo artisti come Roy
Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Tom Wesselmann, Andy
Warhol, James Rosenquist e Mel Ramos. La reazione di Ivan Karp alla
lettera di Hanson fu particolarmente positiva: gli scrisse lettere
incoraggianti, nel 1969 organizzò la sua partecipazione a una
mostra al Whitney Museum e infine lo persuase a trasferirsi a New
York in modo da poterlo seguire più da vicino. Nel 1969 Duane
Hanson prese casa in un grande studio al 17 di Bleeker Street insieme
alla giovane e bella moglie Wesla Host, una danese conosciuta a Miami.
Il futuro era ricco di speranze, New York era eccitante e piena di
contrasti. L'edificio in cui abitava Hanson sorgeva di fronte a una
chiesa cattolica dove i senzatetto potevano trovare ogni giorno un
pasto caldo. "Guardavo fuori dalla finestra e li vedevo. Si riempivano
d'alcool durante il giorno e se ne stavano distesi sul marciapiede
di fronte alla nostra porta... È scioccante vedersi davanti
queste persone che vivono sulla strada... Dovevo fare qualcosa."
Nacque così Bowery Derelicts (I derelitti di Bowery, 1969),
la sua ultima installazione di critica sociale, comprendente più
figure, e una delle sue opere più importanti. Tre barboni ubriachi
e trasandati giacciono in mezzo alle immondizie e alle bottiglie vuote,
in un ambiente così realistico che quasi se ne avverte l'odore.
Vale la pena ricordare che Hanson modellò le teste delle figure
mentre i corpi erano calchi di modelli. In confronto ad altre sculture,
la disposizione e i gesti di queste sono molto più semplificati.
Con quest'opera Hanson si rese finalmente conto che quando rappresentava
problemi sociali come la violenza, la criminalità o la sofferenza
e la miseria, denunciandoli nel modo diretto ed espressivo tipico
delle sue prime opere, l'attenzione si concentrava sempre sui temi
stessi e non sulla loro elaborazione e trasformazione artistica in
sculture tridimensionali.
Nei successivi quattro anni trascorsi a New York, fino al 1973, Hanson
produsse oltre venticinque sculture, per la maggior parte raffiguranti
americani "tipici" che conducono esistenze del tutto normali.
"Perché non prendere il tizio seduto proprio accanto a
me, i fatti che succedono, ciò che vedo alla televisione e
sui giornali?"
Talvolta le pose e i gesti dei suoi individui di plastica erano ancora
impostati dall'effetto del "movimento istantaneo", come
nei casi della figura che avanza con passo di marcia del Baton Twirler
(Majorette, 1971), del Rock Singer (Cantante rock, 1971) o anche dei
Boxers (Pugili, 1971). Ma Hanson realizzò che il movimento
"congelato" risultava troppo controllato, come nel suo Woman
Cleaning Rug (Donna che pulisce il tappeto, 1971), togliendo all'opera
realismo e forza persuasiva, mentre una scultura come Seated Artist
(Artista seduto, 1971) manteneva una forte carica di energia e una
maggiore espressività. La gamma dei suoi nuovi motivi spaziava
ora dalle caricature comiche - per esempio Bunny (Coniglietta, 1970),
una satira della febbre del "Playboy" americano, i primi
Tourists (Turisti, 1970), Supermarket Shopper (Cliente del supermercato,
1970), Housewife (Casalinga, 1970) o anche Sunbather (Bagnante al
sole, 1971) - al Reclining Man Drinking (Uomo che beve accovacciato,
1972): una risposta assolutamente seria al problema dell'alcolismo.
A metà fra questi due opposti c'erano sculture come Hard Hat
(Operaio edile, 1970), Businessman (Uomo d'affari, 1971) e Lady with
Shopping Bags (Donna con le borse della spesa, 1972), che in seguito
l'avrebbero reso famoso.
Certamente, le grandi tele colorate dei fotorealisti di quegli anni
lo ispirarono, stimolarono e incoraggiarono durante il periodo newyorkese.
Artisti come Richard Estes, Malcom Morley, Robert Bechtle e altri
raffiguravano nei loro dipinti stazioni di benzina, vetrine di negozi,
strade e stanze di soggiorno che sembravano delle vere e proprie fotografie.
Altri, come Chuck Close, dipingevano ritratti realistici come biografie,
e Duane Hanson tradusse queste tendenze artistiche nella tridimensionalità.
Ma le sue sculture erano più magnetiche, più emozionanti
e molto più penetranti di qualsiasi dipinto fotorealistico.
Poichè il fotorealismo era uno dei temi dell'esposizione internazionale
d'arte Documenta 5 svoltasi a Kassel nel 1972, Hanson fu invitato
a esporre Bowery Derelicts (1969) e Seated Artist (1971). Entrambe
le sculture fecero scalpore a questa importante rassegna, sempre innovatrice,
conquistando all'artista grandi riconoscimenti in Europa, l'interesse
dei galleristi a organizzare sue mostre, e la prospettiva di un'esposizione
itinerante nel 1974. Hanson trascorse l'estate in Germania a stabilire
contatti e a lavorare sulle sculture Maurer (Muratore, 1972), Putzfrau
(Donna delle pulizie, 1972) e Lesender Mann (Uomo che legge, 1972).
Non era però soddisfatto di queste opere e al suo ritorno negli
Stati Uniti capì che i personaggi americani gli erano più
familiari, e che questa familiarità era essenziale per le sue
sculture.
Nel 1973 Hanson tornò in Florida con la moglie e la figlia
di tre anni, Maja, e si stabilì a Davie, nei pressi di Fort
Lauderdale. "New York è un mondo più sintetico;
questo è un mondo più reale." Si era così
riavvicinato al grigiore e alla banalità dei sobborghi americani,
dove la linea sottile che separa la commedia dalla tragedia è
percepibile con più immediatezza che nelle città. In
Florida perfezionò il suo metodo di lavoro. Le pose e i gesti
delle figure acquistarono una nuova calma; il linguaggio del corpo
si fece meno ambiguo, più esplicito; la realizzazione tecnica
dei volti risultò più accurata; le caratteristiche esistenziali,
la scelta e l'usura degli abiti e degli accessori diventarono più
pronunciate.
Il figlio Duane nacque nel 1973 e nel 1974 l'artista si recò
in Germania con una borsa di studio offertagli dal Servizio tedesco
di scambio accademico (DAAD) per vivere e lavorare a Berlino per un
periodo di sei mesi. Nell'ottobre 1974 la sua mostra iniziò
il tour nei musei di Stoccarda, Aquisgrana, Berlino e Humlebaek (Danimarca).
Era stato previsto un numero di venti opere, alcune delle quali non
erano ancora ultimate quando l'artista era partito per la Germania.
Ma Hanson aveva fatto tesoro delle sue esperienze del 1972 e della
convinzione che fosse per lui assolutamente necessario avere familiarità
con il carattere dei suoi individui artificiali, e si era quindi portato
dagli Stati Uniti una serie di "pezzi di ricambio" quali
braccia, gambe e teste, nonché capi di abbigliamento e accessori
di seconda mano. La mostra itinerante era una retrospettiva e includeva:
War (1967), Motorcycle Accident (1967), Gangland Victim (1967) e Bowery
Derelicts (1969) del periodo di critica sociale; Supermarket Shopper
(1970), Tourists (1970), Bunny (1970) e Baton Twirler (1971) del periodo
satirico, di osservazione; e Hard Hat (1970), Seated Artist (1971),
Lady with Shopping Bags (1972), Artist with Ladder (Artista con la
scala, 1972), Putzfrau (1972), Dishwasher (Lavapiatti, 1973), Woman
with Suitcases (Donna con le valige, 1973), Man in Chair with Beer
(Uomo in poltrona con birra, 1973), Man Leaning against Wall (Uomo
appoggiato a un muro, 1974), Repairman (Riparatore, 1974) e Woman
with a Purse (Donna con borsetta, 1974) del periodo illusionistico.
Il tour fu un vero successo. Le folle si riversavano nei musei, e
nessuno, nemmeno i media, riuscivano a trovare la spiegazione di questo
grande interesse. Il nome di Duane Hanson si era ormai affermato anche
in Europa, ma l'artista fu felice di ritrovarsi di nuovo in Florida
per poter sviluppare le proprie idee e perfezionare la tecnica. Sapeva
che l'illusione doveva essere assoluta. Quanto più le figure
risultavano vive, tanto più corrispondevano alla realtà
della vita quotidiana americana, e tanto più naturali sarebbero
apparse nel loro ambiente, si trattasse di musei o gallerie. Hanson
sceglieva i suoi modelli con la massima cura. "I soggetti che
preferisco, i familiari tipi americani di oggi appartenenti ai ceti
bassi e medi. Per me, la rassegnazione, il vuoto e la solitudine della
loro esistenza colgono la vera realtà della vita di queste
persone... Ambisco a raggiungere un tipo di crudo realismo che parli
delle affascinanti idiosincrasie dei nostri tempi."
Hanson stabilisce un contatto fra l'opera e l'osservatore. La relazione
tra chi trasmette e chi riceve un messaggio diventa comunicazione
non verbale, e la combinazione di realtà, finzione e perfetto
rispecchiamento si fa strada nella nostra coscienza. Ne è un
esempio Rita the Waitress (Rita la cameriera, 1975), che in modo assai
realistico sta in posa contro la parete del museo, con il vassoio
sotto il braccio, costringendo il visitatore a riflettere sulle proprie
esperienze umane all'interno della nostra società impersonale,
e in particolare in un ristorante. Persino più semplice è
il modo in cui "funziona" Photographer (Fotografo, 1978):
nessun visitatore vi si mette mai di fronte perché pensa che
la figura gli scatterà una fotografia, e mai nessuno "entra
nella sua visuale" perché la macchina fotografica potrebbe
fare click in qualsiasi momento.
A partire dal 1976 le opere di Hanson iniziarono un importante tour
nei musei americani di vari stati, tour cui fecero seguito molte mostre
personali in musei sempre più prestigiosi. Tutte registrarono
un enorme successo di pubblico: nel 1978 una grande esposizione ebbe
luogo presso la Corcoran Gallery a Washington e nel 1979 presso il
Whitney Museum of American Art a New York. L'università di
Miami in Florida gli diede un incarico di professore d'arte, mentre
quella di Fort Lauderdale gli conferì honoris causa la laurea
in lettere: un riconoscimento sociale per l'artista.
Il particolare interesse di Hanson per gli individui che svolgono
lavori manuali traspare chiaramente nelle sue opere. "Visivamente,
tendono a essere più descrittivi e affascinanti. Ritraendo
un operaio si può descrivere che tipo di persona sia, che cosa
faccia per vivere. Le mani sporche, i vestiti macchiati di grasso,
i capelli unti, il viso sudato. È molto realistico." Dall'aspetto
di Repairman (1974), di Man with Hard Cart (Uomo con carrello, 1975),
di Slab Man (Piastrellista, 1976), dei tre operai di Lunchbreak (Pausa
pranzo, 1989) o di Man on a Mower (Uomo sulla falciatrice, 1995) e
dei molti imbianchini, custodi, muratori, lavavetri e idraulici realizzati
da Hanson nello stesso periodo, si può intuire per quale partito
votino, che cosa pensino dell'aborto, delle minoranze e degli aumenti
delle tasse, che il loro piatto preferito non sarà necessariamente
vegetariano, e dove amino passare il tempo dopo una giornata di lavoro.
Hanson era altrettanto affascinato dagli individui più anziani,
da quelli informi, da chi era particolarmente segnato dall'esistenza,
non necessariamente in modo orribile. "Ne leggi la presenza fisica:
la taglia, l'età, la forma, il colorito e tutto il resto. Si
vedono nelle persone certi dettagli esteriori che davvero ti turbano.
Le mie immagini riflettono solo una piccola parte di ciò che
vedi nella vita reale. Il mondo è di per sé talmente
straordinario, incredibile e sorprendente che non hai bisogno di esagerare.
Ciò che esiste là fuori è semplicemente impressionante."
In qualche aeroporto americano Hanson scoprì un Traveller (Viaggiatore,
1985), altrove, forse nel mondo di Disney, una coppia di Tourists
(1988) grassi e pittoreschi, o in qualche municipio una Queenie (1988)
e, seduta fuori, una Old Couple on a Bench (Coppia anziana su una
panchina, 1994). La figura che Hanson realizzava doveva corrispondere
all'originale umano; il prodotto finale doveva sembrare vivo. Hanson
lavorava ai suoi modelli con un'attenzione al dettaglio quasi maniacale,
rendeva i calchi più precisi correggendo talvolta i nasi, lisciando
menti, o persino sostituendo teste, braccia o gambe in modo da ottenere
il corpo che corrispondeva alla sua idea di verosimiglianza, lo dipingeva
del colore della pelle, vi aggiungeva i capelli e lo vestiva scegliendo
gli abiti con altrettanta pedanteria.
Familiari e amici hanno fatto da modelli per qualcuna delle sue sculture.
Suo padre è servito da modello per Old Man Playing Solitaire
(Vecchio che fa un solitario, 1973) e Old Man Dozing (Vecchio appisolato,
1976), il figlio avuto dal primo matrimonio per Medical Doctor (Medico,
1992) e Policeman (Poliziotto, 1992), la moglie Wesla era Bunny (1970),
i figli Maja e Duane hanno contribuito a Children Playing Game (Bambini
che giocano, 1979), Child with Puzzle (Bambino con puzzle, 1978),
Cheerleader (Capoclaque, 1988), High School Student (Studente delle
superiori, 1990) e Surfer (Surfista, 1987), mentre il cane di casa
è stato immortalato in Beagle in a Basket (Beagle nella cesta,
1979): la prima delle molte sculture che Hanson farà fondere
in bronzo. Janitor (Custode, 1973) era un amico che faceva il professore
di letteratura, la Flea Market Lady (Donna del mercato delle pulci,
1990) era un'insegnante in una scuola d'arte, e Seated Artist (1971)
il pittore Mike Bakaty, un amico di New York che collaborò
anche fornendo accessori autentici per il costume della scultura.
Anche quando ricorreva a familiari o ad amici come modelli, Hanson
talvolta correggeva tratti del viso o parti del corpo. Per esempio,
Museum Guard (Guardiano del museo, 1975) ha la testa dello zio di
sua moglie. Non era interessato a eseguire dei ritratti, ma quasi
sempre a ottenere la massima aderenza alla figura come tipo. (È
singolare che i sei "veri" ritratti realizzati da Hanson
- William Weisman, Larry Tobe, Martin Bush, Mary Weisman, Heidi e
Kim - siano stati da lui scolpiti in quanto non poteva fare dei calchi
dei suoi committenti.) Voleva creare gli effetti emozionali che gli
stavano a cuore, raggiungere i propri obiettivi artistici, e quindi
non aveva alcun problema di fronte a tutti i possibili cambiamenti
ai corpi e alle figure. "Riguardo alla figura, è magnifico
vedere che ogni corpo, ogni faccia siano diversi. Tra milioni di persone
non ce ne sono due uguali, salvo forse nel caso di due gemelli identici.
Com'è possibile? Abbiamo ognuno un naso, orecchie e labbra,
e sono tutti diversi. Ci sono milioni e miliardi di combinazioni."
Hanson fece dei collage di forme realistiche solo finché sembrarono
reali. Quando non fu più soddisfatto dell'effetto della pittura
sulle sue figure decise di chiedere al fotorealista Richard Estes
che cosa conferisse ai suoi dipinti quella incredibile luminosità.
Estes gli confidò il segreto della preparazione delle sue tele
e Hanson usò questa formula sulle sue sculture con ottimi risultati,
finché nel 1989 non optò per nuovi, e ancora migliori,
colori acrilici. Passò la formula di Estes a John de Andrea,
uno degli artisti di successo che sfruttavano la stessa tecnica di
Hanson per creare figure in prevalenza nude e in posa.
Negli anni ottanta Duane Hanson tenne mostre in tutti gli Stati Uniti,
in quattro grandi musei giapponesi, sei sue opere vennero presentate
alla World Design Exposition a Nagoya, in Giappone, e in occasione
di una mostra in Svezia ricevette un'onorificenza dal re. Nel 1983
lo stato della Florida gli assegnò il premio Ambassador of
the Arts e nel 1985 l'artista ottenne il Florida Prize per la sua
straordinaria produzione artistica.
Gli anni novanta iniziarono per lui con una vasta retrospettiva presentata
in sei importanti musei tedeschi e austriaci. La gente faceva la fila
per vedere le sue sculture, e sia il pubblico che i media espressero
il loro entusiasmo. Negli Stati Uniti Hanson entrò a far parte
nel 1992 della Florida Artists Hall of Fame, e nel 1995 gli fu conferito
il titolo di Doctor of Fine Arts dal Luther College di Decorah (Iowa),
dove aveva studiato per un breve periodo nel 1943, e dal Macalester
College di St Paul (Minnesota), che aveva frequentato nel 1945. Una
grande esposizione tenutasi al Montreal Museum of Fine Arts nel 1994
venne presentata l'anno successivo in Texas, cui seguirono tre mostre
in Giappone. La sua prima figura in bronzo dipinto è stata
Man on a Mower (1995), un'opera che poteva essere esposta anche all'esterno,
sotto la pioggia o il sole cocente.
Già nel 1971 a Hanson era stato diagnosticato il cancro, una
conseguenza del suo incurante esporsi, senza le necessarie protezioni,
alla resina poliestere e alla fibra di vetro. Problemi di salute si
ripresentarono nel 1974 e una seria ricaduta ebbe luogo nel 1995.
Questa volta non riuscì a sconfiggere la malattia.
Duane Hanson è morto il 6 gennaio 1996, all'età di settant'anni.
Ha mostrato la realtà della vita con il realismo della sua
arte.
Thomas Buchsteiner,
Institut für Kulturaustausch, Tübingen |
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