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René Francois Magritte

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  Magritte, sogni e ricordi

fotoNulla è più lontano dalla realtà quanto una reale visione dell’anima allo specchio.
Nulla è più lontano dall’irrazionale quanto l’inconscio razionale di Magritte. Percezione sensoriale, frantumazione dello spazio, dilatazione del tempo.
Al di là della mente, nell’estrapolazione arcaica di segni che rimandano al sensibile, tutto a un senso. Surrealistica introspezione dell’io nella conflagrazione di arte, filosofia e psicoanalisi.
fotoIl corpo, tempio dell’essere acquista valenza simbolica e l’astrazione dell’anima prende forma.
Renè Francois Magritte nasce nel 1898 a Lesines, in Belgio, monarchia indipendente dal 1831.
Non amava le biografie, la vita di un’artista, secondo Magritte, sta nelle proprie opere che la devono smentire.
Una vita imperniata sui ricordi è presagio di una esistenza persa è l’immagine del passato in una proustiana ricerca del tempo perduto.
Il pensiero froidiano, riconosce la presenza dei ricordi nel lavoro della memoria e in Magritte l’affermazione dello psicoanalista J.-B. Pontalis assume il suo pieno significato:
"Non abbiamo ricordi d'infanzia, ma solo ricordi sulla nostra infanzia.
fotoEssi non emergono dal passato remoto ma si formano in tarda età. La nostra memoria è una finzione retroattiva, retroattivamente anticipatrice, che appartiene a pieno titolo al regno della Phantasia".
Il ricordo vive nell’inconscio, Freud ne percorre i labirinti, ne scandaglia il territorio, mettendo a nudo paure, ansie e desideri.
Intime rivelazioni emergono dalla profondità dell’animo umano in riflessi di un vissuto inesplorato, enigmatico e visionario.
Nell’inconscio, l’illogico incontra il ricordo e ne scaturisce l’iconografia sequenziale d’istanti cristallizzati nella nostra memoria emotiva.
fotoAppare, allora chiaro, come il tema costante della pittura di Magritte, si risolva in un segmento di ricordo legato alla morte della madre.
Nel 1912 infatti, la madre viene trovata annegata nel fiume Sambre, con la testa avvolta da una camicia da notte.
Il ricordo della camicia da notte che copre il volto, ritorna come un leit motiv in moltissimi lavori di Magritte. (L'historie centrale e i volti degli Amanti del 1928)

Antonella Iozzo
 
Indice dei contenuti

Magritte, sogni e ricordi
Dall’Accademia al Surrealismo via Metafisica
Il senso e il non senso
Il pensiero visibile
Arte e filosofia
Magritte nel linguaggio di Saussure e Foucault
Oltre Magritte
 

 - Opera 1
"The Lovers"
1928. Oil on canvas. 54.2 x 73 cm.
Private collection
 - Opera 2
"The Giantess"
1929/30. Watercolor on paper, cardboard and canvas. 54 x 73 cm.
Museum Ludwig, Cologne, Germany
 - Opera 3
"L'Invention de la vie"
1928. Oil on canvas. 81 x 116 cm.
Zwirner & Wirth, NY, USA
 - Opera 4
"La Lumière des coincidence"
1933. Oil on canvas. 60 x 73 cm. The Dallas Museum of Art, Dallas, TX, USA

Informazioni

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Antonella Iozzo
 
 
 
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