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Manifesti d'Epoca - Sala 2



Vinilica - Dischi Usati





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Museo Virtuale Esposizione Virtuale 3d
Manifesti d'Epoca

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Monowatt
Lampada a filamento metallico

Dall'invezione della lampadina elettrica sono trascorsi quasi vent'anni ma, per parecchio tempo, si è andati avanti con il modello originale di Edison in cui l'elemento illuminante era costituito da un sottile filo di carbonio, racchiuso sotto vuoto in un bulbo di vetro. Il filamento metallico è una grossa innovazione, e la ditta "Watt" di Vienna ha ragione di promettere il "75% di risparmio del consumo": anche sul consumo delle lampadine che, grazie al filamento metallico, hanno conquistato una durata assai maggiore. Ma il manifesto incuriosisce soprattutto per il tentativo di utilizzare gli ingredienti del "floreale" nella pubblicità di un prodotto della tecnologia. E bisogna riconoscere che l'abbinamento tra la ragazza nuda, la quadriga e la lampadina della ditta "Watt", qualche effetto riesce a farlo.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
Alphonse Mucha

Questo manifesto, che fa parte di una serie dedicata allo zodiaco, è - con quello su Jane Avril danzante, disegnato da Toulouse Lautrec - forse il più famoso della fine dell'Ottocento francese. Autore è Alphonse Mucha, un pittore e illustratore di origine cecoslovacca che svolse la sua attività prevalentemente a Parigi. E' considerato uno dei principali esponenti dell'Art Nouveau, che arricchì con temi di derivazione slava e, come nel caso di questo manifesto, orientale.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)

 
Neu! Dr.Ernst Erdmanns AUREOL
die Krone aller Haarfarbmittel
fur schwarz und braun
(Novità! L'AUREOL del Dott.Ernst Erdmann
il re di tutte le tinture per capelli nero e bruno)

Il manifesto, che è dell'ultimissimo Ottocento, è stampato e diffuso a Vie4nna dove il dottor Erdmann ha il centro dei suoi affari: e deve trattarsi di affari ottimi, visto che in quel periodo Vienna contende a Parigi il titolo di capitale dell'eleganza, ma anche della frivolezza e della vita allegra. I vecchi, più o meno vispi, che circondano la ragazza del manifesto, hannoin fondo un significato allusivo.
Teatro Lirico Internazionale
Grande Veglione Orientale
1° febbraio 1896

Il 1° febbraio del 1896, i giornalisti milanesi festeggiano il carnevale ambrosiano al Teatro Lirico. Sono gli ultimi giorni di spensieratezza prima della grande crisi che si abbatterà sul nostro Paese appena un mese più tardi, con il disastro di Adua. Il manifesto, nonostante abbondi di caratterizzazioni (le palme, la mezzaluna, le babbucce ecc.), riesce ad essere ben poco "orientale". E la figura femminile richiama alla mente più la floridezza di certe donne padane che non immagina da "Le Mille e una Notte".
(Civica raccolta Bertarelli, Milano)

 
Semplicissimus
Illustrierte Wochenschrift
Prei 10 PF.
Albert Langen's Verlag, Munchen
(Simplicissimus Settimanale Illustrato - Prezzo 10 Pfenning - Casa Editrice Albert Langen, Monaco)

Simplicissimus è il protagonista di un celebre romanzo tedesco del Seicento: il nome di quel personaggio - che da contadino, appunto, sempliciotto, si trasforma in un uomo astuto e disincantato - venne scelto nel 1896 come testata di un settimanale satirico che, in Germania, fu per molti decenni la bandiera dell'anticonformismo. Vi collaborarono, tra gli altri, Wedekind e Ludwig Thoma, "dissacratori" dello spirito prussiano e bismarckiano. Il "Simplicissimus" (divenuto Simplizissimus, con la "z"9, era ancora molto diffuso e influente ai tempi della Repubblica di Weimar. Fu dapprima "nazificato" e poi soppresso da Hitler: Riprese le pubblicazioni dopo la guerra.
Chemins de Fer du Nord Français
du London Chatman & Dover
et du South Eastern
C.ie Int.le des Wagons-Lits et des
Grands Express Européens
Club-train Paris-Londres

Siamo agli inizi degli anni Novanta. La Tour Eiffel, costruita da poco, è già diventata ilsimbolo di Parigi e viene usata perfino nella pubblicità della "Compagnia Internazionale dei Vagoni Letto e dei Grandi Espressi Europei" che gestisce, tra gli altri, l'Orient Express. In questo caso, però, la pubblicità è per i "treni- club" Paigi-Londra ("et vice-versa") che comprendono solo vagoni-salone e vagoni-ristorante. A Calais, i viaggiatori si imbarcano su un traghetto ("traversata media 70 minuti"), per riprendere poi il treno a Dover, sull'altra sponda della Manica. I ferry boats verranno solo più tardi.

 
Eldorado
Aristide Bruant dans son cabaret

Negli anni a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, Aristide Bruant è, probabilmente, molto più noto di un giovane politico, suo quasi omonimo - Aristide Briant - che più tardi diventerà primo ministro francese e passerà alla storia per la sua nobile quanto ingenua illusione di poter abolire le guerre dichiarandole semplicemente vietate (il famoso "patto Kellog-Briand").
L'Eldorado, comunque, è un locale di gran moda a Parigi. E, a guardare l'immagine di Bruant - che è opera di Toulose-Latrec -, si capisce facilmente da chi hanno tratto l'ispirazione i vari "scettici blu" del cabaret italiano degli anni Dieci e Venti.
(Musée Toulouse-Latrec, Parigi).
 
Delhaize Frères & C.
denrees coloniales vins & spirit
rue Osseghem
Au bon marché

Siamo nei tempi felici in cui le uniche "droghe" in circolazione sono i "coloniali", e per i coloniali s'intendono i prodotti d'oltremare dal pepe al caffé, dalla vaniglia al rabarbaro, al té, al cacao. E i venditori di coloniali - che continueremo a chiamare droghieri fino ai giorni nostri - devono fare buoni affari se, come nel caso della ditta Delhaize di Bruxelles, possono permettersi la spesa di un manifesto di buona fattura, disegnato da Hamner in uno stile che, pur restando nel filone del floreale, concede qualcosa al realismo: per esempio nei tratti della vecchia domestica.

1892-93 Natale e Capodanno della Illustrazione Italiana
Milano, F.Treves Editori

Non è l'invito a un veglione o a un pranzo natalizio aziendale: è semplicemente un manifesto pubblicitario dell'Illustrazione Italiana che prende lo spunto dalle feste di fine anno per ricordare - in verità molto discretamente - al pubblico la propria esistenza: discretamente perchè, in quel periodo, l'Illustrazione Italiana è il settimanale italiano "numero uno" e non teme concorrenti. Ma si guarda bene dal dirlo: sarebbe "volgare" e "di cattivo gusto".

 
Etiopia
SPQR
Confederazione fascista lavoratori agricoltura

L'uomo con la camicia nera e il casco coloniale, che ha a tracolla una vanga e tiene in mano un martello e nell'altra una baionetta, simboleggia un po' tutto: l'agricoltura, l'industria, la conquista militare e , naturalmente, la "fede fascista". La sigla "SPQR" sovrapposta alla scritta "Etiopia", aggiunge l'immancabile tocco di "romanità". Eppure, nonostante tutto, il manifesto rispecchia una realtà: tra il 1936 e il 1940, gli Italiani costruirono in Etiopia migliaia di chilometri di ottime strade e centinaia di scuole, ospedali ed edifici pubblici; impiantarono numerose officine meccaniche e fecero sorgere una serie di piccole industrie. Lo stesso Hailé Selassié riconobbe più tardi che l'Etiopia aveva tratto enormi benefici dall'opera degli Italiani.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)

ESAURITO
il Cd-Rom "Manifesti d'Epoca"

Il Cd-ROM "Manifesti d'Epoca" contiene 180 immagini in alta risoluzione di locandine e di manifesti completi di didascalie, note sui contenuti e riferimenti storici.
Il cd e' realizzato con una tecnologia multimediale che consente di "sfogliare" le pagine, effettuare ricerche, stampare e salvare le immagini.
Il prodotto e' compatibile con tutti i Sistemi operativi Ms Windows, non necessita di installazione ed e' sufficiente avere un pc Pentium II 100 Mhz equipaggiato con 64 Mb di Ram, scheda video 800x600, scheda audio e mouse per poterlo utilizzare normalmente.
 
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