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18 novembre: sanzioni
Italiani, ricordate!
E' storicamente accertato che le sanzioni suscitarono tra gli
Italiani un sentimento di sdegno profondo e pressoché
unanime. Questo manifesto, apparso nel novembre del 1940 (quinto
anniversario della "condanna" ginevrina), ne dà
ulteriore, indiretta conferma: a cinque anni di distanza, la
propaganda fascista puntava aqncora sugli effetti psicologici
delle sanzioni. E, ricordandole agli Italiani, sperava probabilmente
di ritrovare parte di quei consensi che andava rapidamente perdendo
dopo l'entrata in guerra e i primi rovesci militari.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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I De Filippo
Titina, Eduardo, Peppino - quest'ultimo quasi irriconoscibile
per chi non ha ricordi lontani - sono il "tris d'assi"
del teatro italiano degli anni Trenta. Sono tra quelli che riempiono
le sale e le tengono affollate anche dopo decine di repliche.
Eduardo ha già ottenuto il suo primo grande successo
cinematografico con "Il cappello a tre punte", di
Camerini, e si sta affermando come autore, anche se i tempi
di "Napoli Milionaria " e di "Filumena Marturano"
devono ancora venire. Titina e Peppino hanno anch'essi una solida
fama: il loro sodalizio durerà fino al 1945. poi, ciascuno
prenderà la sua strada, nell'arte e anche nella politica.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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Société
des Boxeurs Français
Fino alla seconda metà del secolo XIX la boxe, in tutto
il mondo, veniva praticata senza precisa regolamentazione. Poi,
nel 1886 in molti Paesi d'Europa e negli Stati Uniti, furono
adottate le regole studiate dal marchese di Queensberg che prevedevano,
tra l'altro, la durata delle riprese in 3 minuti e il "conto"
di 10 secondi per il pugile messo K.O. E prevedevano anche -
come è illustrato in questo manifesto dell'Associazione
Francese dei Boxeurs - l'uso dei guantoni.
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Giugno radiofonico
concorso a premi E.I.A.R.
Nella seconda metà degli anni Trenta, gli abbonati all'EIAR
( e cioè all' "Ente Italiano Audizioni Radiofoniche",
che dopo la guerra si chiamerà RAI) superano già
i 3 milioni. A farli rapidamente aumentare hanno contribuito
- oltre al calo dei prezzi degli apparecchi radio - alcune trasmissioni
fortunate: dall' "Ora del dilettante" ai "Quattro
Moschettieri". E hanno contribuito anche i concorsi a premi,
come quello annunciato dal manifesto, che è interessante
anche come documento dei gusti dell'epoca: basti dire che la
ragazzotta raffigurata era, secondo i canoni di bellezza di
allora, una specie di "pin-up"
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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XV Fiera di Milano
12-27 aprile 1934-XII
Il 1934 è considerato da molti storici come il primo
"anno della ripresa" dopo la grande depressione del
1929-1933. Certo, è un anno abbastanza felice per l'industria
italiana che ha la sua vetrina alla Fiera di Milano, già
allora una delle più importanti d'Europa accanto a quelle
di Lipsia e di Basilea. Il manifesto (notare la corona d'alloro
che hanno le bandiere al posto delle foglie) si intona perfettamente
ai gusti dell'epoca: muscoli poderosi, collo possente, pugno
serrato. E un volto dal profilo classico, che "fa molto"
Roma antica.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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FIAT
La nuova Balilla per tutti
Eleganza della signora
Il manifesto (come si vede anche dal bollo) è del 1934,
anno XII dell' "era fascista". L'autore è Dudovich,
facilmente riconoscibile dallo stile e dalla composizione. Quanto
alla "Balilla", essa non è affatto "per
tutti", visto che il suo prezzo equivale a due anni di
paga di un lavoratore. Ma è pur sempre un fatto nuovo
e importante nella storia dell'automobilismo in Italia: la Balilla
- macchina riuscitissima, che sarà la progenitrice di
tanti modelli famosi - offre per la prima volta le "quattro
ruote" ad un pubblico che non è più soltanto
quello dei ricchi. Difatti con la Balilla - e con la "Topolino"
che apparirà due anni dopo - il numero delle auto in
circolazione in Italia salirà rapidamente da circa 60
mila a oltre 300 mila: poche, per i concetti di oggi, ma parecchie
per allora.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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Mostra della rivoluzione
fascista
Roma - 28 ottobre XI - 21 aprile XI
Riduzione ferroviaria del 70%
A prima vista, sembra che il manifesto contenga un errore di
stampa: se il 28 ottobre cade nell'anno XI, il 21 aprile successivo
dovrebbe rientrare nell'anno XII. Ma non è così:
la cronologia dell' "era fascista" parte dal 28 ottobre,
che fa le veci del 1° gennaio: per cui due date di anni
diversi possono cadere nello stesso anno dell' "era".
Di interessante - a parte il taglio "squadrato" delle
immagini, che anticipa la moda futura - c'è anche la
triplice versione di Mussolini: col "fez" fascista,
a capo scoperto e con l'elmetto della guerra '15-'18: quasi
un simbolo del potere politico, civile e militare che il fascismo
ha conquistato.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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Cachet Fiat
contro mal ditesta, nevralgie, raffreddori
il cachet che non fa male al cuore
Sui manifesti degli anni Trenta si ritrovano spesso vecchie
conoscenze: come, appunto, il cachet Fiat, che anche i giovani
ricordano perchè fino a pochi anni or sono era fortemente
reclamizzato. Che cosa significhi questo "Fiat" non
si sa: sicuramente non "Fabbrica Italiana Automobili Torino".
Ma non è da escludere che qualche assegnamento sulla
popolarità del nome "Fiat" i produttori del
cachet l'abbiano fatto. Doveva comunque trattarsi di gente dotata
di un certo senso dell'umorismo, sia pure un po' goliardico:
e la figura che appare sul manifesto ne è la prova.
(Civica Raccolta Bertareli, Milano)
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Ayudad a Madrid
Sufrido y heroico
(Aiutate Madrid sofferente ed eroica)
Il manifesto stampato a cura della "Giunta di difesa di
Madrid, delegazione di propaganda e stampa", risale al
1937, quando la capitale spagnola sembra sul punto di cadere
sotto gli attacchi delle truppe di Franco. La salverà
poi l'inattesa vittoria dei repubblicani a Guadalajara: ma al
momento la situazione è grave, e bisogna dire che il
manifesto riesce a renderne drammaticità. (Notare il
soldato con l'elmetto di tipo tedesco in dotazione all'esercito
spagnolo: quando si fanno appelli al popolo si preferisce, ancora,
l'immagine del "regolare" a quella del miliziano).
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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L'Ambrosiano
Edizione del mattino
Solo gli anziani ricordano oggi "L'ambrosiano", un
quotidiano milanese che, negli anni Trenta, ebbe molta diffusione.
Il manifesto è in pieno stile dell'epoca: penna tricolore,
braccio destro alzato, figura atletica, tipo antico eroe. Ma
si avverte in esso qualcosa che lo distingue dalla iconografia
pubblicitaria di quegli anni. E se ne ha la spiegazione guardando
la firma nell'angolo superiore sinistro: è quella di
Mario Sironi.
(Civica Raccolta Bertarelli, Milano)
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ESAURITO
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il Cd-Rom
"Manifesti d'Epoca"
Il Cd-ROM "Manifesti d'Epoca" contiene 180 immagini
in alta risoluzione di locandine e di manifesti completi di
didascalie, note sui contenuti e riferimenti storici.
Il cd e' realizzato con una tecnologia multimediale che consente
di "sfogliare" le pagine, effettuare ricerche, stampare
e salvare le immagini.
Il prodotto e' compatibile con tutti i Sistemi operativi Ms
Windows, non necessita di installazione ed e' sufficiente avere
un pc Pentium II 100 Mhz equipaggiato con 64 Mb di Ram, scheda
video 800x600, scheda audio e mouse per poterlo utilizzare normalmente. |
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